IPO FACEBOOK: MA VALE VERAMENTE OLTRE 100 MILIARDI DI DOLLARI?

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Si avvicina la quotazione per Facebook con quella che viene già considerata l’Ipo del secolo. Il prezzo è giusto? E come si arriva a una simile quotazione? I dati presentati per la quotazione alla Sec indicano il percorso fatto dalla creatura di Mark Zuckerberg, padre e padrone, ma al momento lasciano aperti molti dubbi sulle strategie future e se è una simile valutazione non è troppo “gonfiata”. Ma anche di Google si pensava nel 2004 la stessa cosa. Anche se…

COGEME SeT, (ALTRO) BRUTTO GUAIO A PIAZZA AFFARI. DALLA TURBO INDUSTRIA ALLA TURBO FINANZA?

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Cinque anni fa questa società di componentistica auto veniva quotava a Piazza Affari a 3,65 euro. Ora il titolo vale 0,057 euro (-98,4%) e nelle prossime settimane si svolgerà un’assemblea infuocata con i piccoli azionisti sul piede di guerra contro gli amministratori passati e attuali. Questi ultimi hanno proposto di azzerare il capitale dopo aver annunciato una maxi svalutazione di circa 90 milioni di euro. Un modo “elegante” per far fuori i piccoli azionisti e ridurre in cenere il valore delle vecchie azioni. Che non ci stanno e hanno seppellito la Consob con un esposto dove rivelano ed evidenziano quello che la stessa Consob…avrebbe dovuto “ispezionare” in questi mesi e in questi anni. E qualcosa si muove, sperando in un lieto fine…

VERONA, CONVERTIBILE BANCO POPOLARE ABBIAMO UN PROBLEMA

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Sono giorni di fibrillazione per i possessori del bond convertibile Banco Popolare 4,75% 2014 (Isin IT0004584659). La banca guidata da Pierfrancesco Saviotti sta facendo pressing per convincere gli obbligazionisti a dare la delega e approvare una modifica che consentirebbe di effettuare la conversione consegnando solo “carta” (e zero cash) e facendo passare questa cosa come un affare. Sullo sfondo la lotta con l’Eba per far passare questo prestito come se fosse già capitale. E i tanti interrogativi che solleva questa operazione sul Banco Popolare e sulla Consob.

AUTOGRILL, ANCHE LA VOGLIA DI ACQUISIZIONI NON CONOSCE SOSTA.

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La diversificazione internazionale e per differenti canali attuata mostra i suoi frutti e nonostante una congiuntura non proprio brillante la società della famiglia Benetton si difende e anzi pensa a crescere ancora nel settore, meditando possibili acquisizioni. E il canale aeroportuale (in Usa e Uk) a mettere le ali ai conti mentre in Italia si vendono meno tramezzini e panini Fattoria. Colpa del caro benzina.

GENERALI VERSUS AXA. MEGLIO TRIESTE O PARIGI?

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Generali e Axa Assicurazioni non se la passano bene in Borsa. E le trimestrali rilasciate in queste settimane evidenziano i problemi del settore che sono legate soprattutto al portafoglio investimenti e alle turbolenze sui debiti sovrani. Un confronto fra le due compagnie indica che…

SETTORE AUTO: HANNO RAGIONE LE IMPRESE TEDESCHE A INVESTIRE O MARCHIONNE A RESTARE SOSTANZIALMENTE ALLA FINESTRA?

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Il settore automotive si appresta a chiudere un anno nero in Italia mentre in Europa la situazione è meno grigia. Il mercato tedesco si mantiene il più forte e a beneficiarne sono soprattutto le aziende del settore componentistica. Che traggono spinta anche dal mercato dei ricambi e dell’usato. A Monaco le aziende tedesche del settore hanno incontrato gli analisti. Ecco l’interessante resoconto.

I TITOLI TOP (RCS MEDIAGROUP) & FLOP (RDB) DELLA SETTIMANA

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Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Rimbalza vigorosamente RCS MEDIAGROUP (+19%) e affonda RDB (-24%). Questa pazza, pazza Borsa vista con una punta (naturalmente di matita) d’ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.

LE BUONE AZIONI NON DELUDONO MAI? E QUANTO E’ LUNGO IL LUNGO PERIODO? LA DURA VITA DELL’INVESTITORE CASSETTISTA DOC

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“Compra delle “buone” azioni e tienile in portafoglio. Questione di pochi anni e diventerai ricco o quasi”. Questo è stato per molto tempo il mantra di svariati risparmiatori convinti da guru, promotori finanziari e giornalisti nel puntare sul lungo periodo. Il risultato? Negli ultimi 10 anni questa teoria non ha coperto il risparmiatore dall’erosione dell’inflazione (e sottoponendolo a escursioni drammatiche): a 4 anni la perdita nominale è di circa il 40% (ma reale quasi del 50%). E così l’orizzonte temporale “buono” oggi per un cassettista è avere almeno 20 anni davanti. Guardando al passato. Ma nel futuro?

LA MALEDIZIONE DI TELECOM ITALIA COLPISCE ANCORA: 10 ANNI DI DELUSIONI BORSISTICHE.

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Dieci anni fa, era il fine luglio 2001, Tronchetti Provera rilevava da Colaninno, Gnutti & soci il controllo di Telecom Italia. Nel maggio 2007 passava poi la mano alla cordata italo-spagnola di Telco, quelli di Telefonica insieme ai soci “forti” Generali, Mediobanca, Intesa San Paolo e famiglia Benetton. In questi giorni si fanno i conti alla holding e il bilancio è amaro come il ritorno di quest’investimento per i tanti piccoli azionisti (quasi mezzo milione) che hanno creduto alle brillanti prospettive del settore TLC. Cosa c’è ancora dietro l’angolo?

TELECOM ITALIA MEDIA E IL MIRACOLO DEGLI ASCOLTI DI MICHELE SANTORO

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L’eventuale approdo in La7 fa balzare del 25% in una settimana la controllata di Telecom Italia.
Che ora vale oltre 60 milioni di euro di capitalizzazione in più. Un ottimismo eccessivo? Facciamo quattro conti… L’operazione potrebbe far da volano per questo gruppo e favorirebbe sicuramente la concessionaria pubblicitaria di La7, la Cairo Communication di un certo Urbano Cairo…