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	<title>Moneyreport.it</title>
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	<description>Consigli e strategie per investitori combattivi</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 08:47:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I TITOLI TOP (BUONGIORNO) e FLOP (GEOX) DELLA SETTIMANA</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-buongiorno-e-flop-geox-della-settimana/5647</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Iko</dc:creator>
				<category><![CDATA[azioni italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue BUONGIORNO (+21,25%) mentre affonda GEOX (-26,7%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;">TOP</span></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-5649" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-buongiorno-e-flop-geox-della-settimana/5647/buongiornologo"><img class="size-thumbnail wp-image-5649 alignnone" title="buongiornoLogo" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/buongiornoLogo-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></p>
<div id="_mcePaste">“I migliori se ne vanno” si diceva una volta e forse questa potrebbe essere la sorte di Buongiorno, società specializzata nello sviluppo e gestione di applicazioni  e servizi per la tecnologia mobile che questa settimana vola a Piazza Affari con un rotondo +21,25%. Merito dell’offerta pubblica di acquisto annunciata dal gruppo giapponese NTT DOCOMO che ha offerto sul piatto un  un corrispettivo pari a 2 euro per ogni azione.</div>
<div id="_mcePaste">Già il maggior azionista di controllo, Mauro Dal Rio, col 17,12% del capitale, ha aderito e si stima che questa operazione costerà ai giapponesi circa 224 milioni di euro. Un pezzo di new economy italiana che probabilmente lascerà Piazza Affari e se gli azionisti di minoranza della prima ora (questa società fu quotata come Vitaminic) non possono proprio dichiararsi soddisfatti di questa parabola nonostante l’andamento dell’ultimo anno qualche soddisfazione in più se l’è tolta il patron di Buongiorno che aveva nel lontano 1995 lanciato quest’avventura inviando un’email ogni mattina con una barzelletta. E ora può sorridere veramente…</p>
</div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;">FLOP</span></span></div>
<div id="_mcePaste"><a rel="attachment wp-att-5650" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-buongiorno-e-flop-geox-della-settimana/5647/geoxlogo"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5650" title="geoxlogo" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/geoxlogo-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Settimana disastrosa per Geox che ha perso il 26,7% per effetto della sfiducia degli investitori preoccupati anche dai dati trimestrali rilasciati in questa settimana e inferiori alle attese.</div>
<div id="_mcePaste">In particolare la società ha mostrato nel primo trimestre 2012 un netto calo dei ricavi come dei margini e della redditività nonostante sia riuscita a migliorare in modo positivo la generazione di cassa.</div>
<div id="_mcePaste">E’ il fatturato europeo e in particolare quello italiano a calare e a questo punto si punta sulla collezione autunno/inverno confidando che soprattutto i consumatori italiani ricomincino a comprare scarpe in quantità. Intanto il presidente di Geox Mario Moretti Polegato ha ricevuto in questi giorni a Firenze la laurea honoris causa in Scienze dell&#8217;Economia. La motivazione? Scarpe grosse, cervello fino…</div>
]]></content:encoded>
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		<title>EMILIO TOMASINI: “OPERARE SUL FOREX E’ MOLTO REDDITIZIO. MA SOPRATTUTTO PER GLI INTERMEDIARI”.</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/emilio-tomasini-%e2%80%9coperare-sul-forex-e%e2%80%99-molto-redditizio.-ma-soprattutto-per-gli-intermediari%e2%80%9d./5582</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Gaziano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Valute]]></category>
		<category><![CDATA[analisi tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[trading online]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broi]]></category>
		<category><![CDATA[corso ANALISI TECNICA MODERNA]]></category>
		<category><![CDATA[emilio tomasini]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Paolo Bazzani]]></category>
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		<category><![CDATA[inefficienza mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[Concludiamo la nostra inchiesta sul Forex e sullo speculare sulle valute con un'intervista a Emilio Tomasini, "grande giovane vecchio" della finanza online italiana, fondatore di LombardReport nonché professore a contratto di Finanza Aziendale all’Università degli Studi di Bologna, che racconta il suo punto di vista. Piuttosto controcorrente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Concludiamo la nostra inchiesta sul Forex dopo le due precedenti puntate dedicate <a href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439" target="_blank">alle sirene dei guadagni facili</a> e a <a href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-la-parola-ad-assoforex-cfd.-bazzani-%E2%80%9Caffidarsi-a-chi-pubblicizza-il-forex-come-un-gioco-d%E2%80%99azzardo-e%E2%80%99-un-azzardo%E2%80%9D/5525" target="_blank">un’intervista al presidente di Assoforex Cfd (nonché di Saxo Bank), Gian Paolo Bazzani </a>con una conversazione sul tema con <strong>Emilio Tomasini</strong>, “Grande (giovane) Vecchio” del trading online italiano, fondatore di LombardReport nonché professore a contratto di Finanza Aziendale all’Università degli Studi di Bologna.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Un osservatore della realtà del trading italiana ed europea come pochi che ha il dono di parlare con schiettezza e che in questi anni si è sempre più dedicato alla divulgazione e ricerca sul tema anche con corsi di analisi tecnica moderna (<a href="http://www.moneyreport.it/programma-del-corso-di-emilio-tomasini-con-il-patrocinio-di" target="_blank">il prossimo si terrà dall’8 al 10 giugno a Bologna e trovi qui tutto il programma</a>) che rappresentano un appuntamento importante per chi vuole diventare un quant trader professionista.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Lo sviluppo in questi anni del mercato del Forex ma anche di altri mercati come quelli delle opzioni binarie e dei cdf (contract for difference) è stato fortissimo con tassi di crescita a due cifre per quanto in alcuni Paesi come gli Stati Uniti, ricorda in un recente studio Alessandro Broi, financial advisor specializzato in opzioni,<em> “strumenti come le opzioni binarie e i cfd, che nulla hanno a che vedere con le opzioni, sono banditi dalla negoziazione ai residenti americani (almeno nella maggior parte degli States) in quanto strumenti OTC assimilabili al gioco d’azzardo e quindi come tali borderline rispetto ad una legislazione antifrode e antiriciclaggio molto attenta”.</em></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Uno dei punti più reclamizzati sulla facilità di fare profitti sul Forex e sulle valute è sicuramente la grande liquidità di questo mercato ma Emilio Tomasini su questo aspetto solleva una questione molto interessante: “più un mercato è liquido (e quindi efficiente) maggiori sono le possibilità di fare profitti o il gioco diventa invece più duro?”.</p>
</div>
<div><a rel="attachment wp-att-2565" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/lanalisi-tecnica-classica-tutta-sbagliata-tutta-da-rifare-parola-di-emilio-tomasini/2553/tomasini"><img class="alignnone size-full wp-image-2565" title="tomasini" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2011/04/tomasini.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ma ecco l’intervista con <strong>Emilio Tomasini</strong>:</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Negli ultimi anni il mercato del Forex in tutto il mondo, Italia compresa, si è sviluppato enormemente con tassi di crescita del 30% all&#8217;anno grazie al boom dei privati. Che vengono invitati a &#8220;scommettere&#8221; su questo mercato puntando sulla sua liquidità e sulla facilità di trarne un profitto (anche consistente) grazie anche all&#8217;effetto leva. E&#8217; proprio così? Cosa deve invece consapevolmente attendersi chi si avvicina a questo mercato?</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste"><em>“C’è chi dice che il Forex sia un mercato “vero” perché altamente liquido ed efficiente e quindi l’avversario ideale per misurare le proprie capacità di trader. Però liquidità ed efficienza vanno anche con difficoltà, ovvero più un mercato è efficiente più è difficile batterlo. Nella mia esperienza di trader i milioni sono stati fatti non sul Forex ma operando sulle nicchie, sulle inefficienze, sulle opa, gli aumenti di capitale, il cross market sui bonds, le obbligazioni convertibili, i ritardi dei covered warrant, etc. etc. Non certamente operando sui derivati. Morale: sicuramente il principe dei mercati ma anche il mercato su cui realizzare performance ad armi pari con milioni letteralmente di altri operatori è più impegnativo”.</p>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em></p>
</div>
<div id="_mcePaste"><strong>A leggere e ascoltare le esperienze di chi si è avvicinato a questo mercato si possono sentire pareri opposti. C&#8217;è chi ne parla come della &#8220;più grande truffa organizzata di tutti i tempi a discapito del piccolo investitore&#8221; con i piccoli destinati a diventare carne da &#8220;macello&#8221; (e chi sempre più sovente ne fa un paragone con i siti del poker online) e chi invece descrive questo mercato come un&#8217;opportunità per tutti nel mercato più liquido del mondo. Chi ha ragione?</strong></div>
<div id="_mcePaste">
<p><em>“Ti racconto un aneddoto: lo sai quale è stata la pubblicità on line che ha riscosso più successo nella mia esperienza di imprenditore on line ? Una pubblicità in cui in una schermata c’erano delle fotomodelle mezze nude, nella seconda schermata una Ferrari, e nella terza la domanda “vuoi diventare ricco in fretta con 1000 euro?” .Poi ovviamente se cliccavi compariva Tomasini che ti terrorizzava dicendo che eri un allocco, che in borsa non si diventa ricchi né tantomeno con 1000 euro, una specie di Pubblicità Progresso&#8230; Questo te la dice lunga di cosa si deve fare per vendere nel nostro settore. Io non penso che i broker sul Forex siano più cattivi degli altri perché il prodotto è cattivo in sé e per sé; ci sono tanti broker Forex onesti come Saxo bank, CMC Markets e tanti altri ancora. Poi ci sono i banditi e i nomi sono noti. Ma i banditi non fanno niente altro che sfruttare le illusioni della gente, e sono in buona compagnia, insieme ad esempio a quelli che vendono le opzioni come il modo migliore per diventare ricchi senza fare niente o a quelli che ti vendono il trading system dei tuoi sogni. Insomma io non criminalizzerei il Forex in quanto Forex, criminalizzerei i banditi che sfruttano le ingenuità delle persone con il Forex ma anche con tanti altre argomentazioni. Che il Forex si presti bene è dato dal fatto che non è un mercato regolamentato e basta che il broker faccia da controparte ad una mandria di bovini privati che perde al 99% per far diventare ricco il broker ovviamente… e non i privati. Io non ci vedo niente di strano e non mi ci accanisco nemmeno, in situazioni di crisi come questa i disperati aumentano ed il mercato Forex dei banditi è pronto ad accoglierli. Poi ripeto, ci sono gli operatori onesti che puntano alla formazione da dare ai clienti per operare in maniera sana, ma questo è un&#8217;altra parte del cielo”.</em></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Sono sempre più numerosi i broker che si disputano questo mercato, promuovendosi anche con pubblicità talvolta molto &#8220;pompate&#8221;. Alcune offrono anche una leva superiore a 400. Ci sono operatori italiani ma anche esteri autorizzati ma anche domiciliati in località più o meno esotiche. Se un risparmiatore non vuol farsi mancare proprio nulla e operare anche sul Forex cosa dovrebbe guardare secondo te?</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><em>“Non voglio fare i nomi dei broker seri, ma basta un po’ di grano salis per capire che se debbo operare sul forex è meglio utilizzare Saxo Bank che è una banca quotata in Borsa a Copenhagen piuttosto che il broker “I make you rich” domiciliato nell’isola del bunga bunga”.</em></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Sempre più broker italiani ed esteri si affollano sul mercato: e anche molti siti e blog promuovono queste piattaforme e grazie alle affiliazioni partecipano al &#8220;banchetto&#8221;. Ma è così remunerativo e quanto per i broker il Forex?</strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste"><em>“In termini di redditività il Forex  è il numero uno nell’industria dell’online. Mi ricordo che ai tempi del Grande Rialzo, che ormai è come parlare della Grande Guerra, c’erano dei signori che erano emigrati in Svizzera e qui si erano messi a fare i broker: tu chiamavi e compravi e vendevi il FIB ma era tutto finto, la controparte la facevano loro perché tanto tutti i clienti perdevano barcate di soldi. Si dice siano diventati miliardari. Ecco il Forex è anche questo, tu compri e vendi avendo come controparte il broker, che in un rapporto sano è sempre intermediario e non controparte”.</em></div>
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		<title>I TITOLI TOP (TELECOM ITALIA MEDIA) &amp; FLOP (MEDIASET) DELLA SETTIMANA.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Iko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue TELECOM ITALIA MEDIA (+23,8%) mentre affonda MEDIASET (-7,42%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;">TOP</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><a rel="attachment wp-att-5573" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-telecom-italia-media-flop-mediaset-della-settimana./5572/telecomitaliamedia"><img class="alignnone size-full wp-image-5573" title="telecomitaliamedia" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/telecomitaliamedia.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></span></span></p>
<div id="_mcePaste">I conti di TELECOM ITALIA MEDIA sono quello che sono. Ma questa settimana la società proprietaria di La7 vola sull’onda dell’attesa di un nuovo socio di maggioranza pronto a subentrare a Telecom Italia. Dopo anni di bilanci in perdita Bernabè e il suo team di tecnici hanno capito che la televisione non ha molto a che fare con la telefonia e la società è stata posta ufficialmente in vendita. Un “gioiellino”, quello di Telecom Media, che vale nel primo trimestre 2012 57,5 milioni di ricavi e quasi 16 milioni di euro ma che sembra far gola ad alcuni editori disposti a tutto o quasi per assicurarsi Enrico Mentana, Sabina Guzzanti, Serena Dandini e Lilli Gruber e altre star. Fra i più accreditati si fanno i nomi di Carlo De Benedetti (interessato soprattutto alle torri e ai piloni per le frequenze) ma anche di Urbano Cairo e Ben Ammar per i contenuti. Una curiosa cordata se veramente si mettesse insieme per rilevare La7. Di tutto, Di più…</p>
</div>
<p><a rel="attachment wp-att-5573" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-telecom-italia-media-flop-mediaset-della-settimana./5572/telecomitaliamedia"> </a></p>
<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><span style="color: #000000;">F</span>LOP</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><a rel="attachment wp-att-5574" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-telecom-italia-media-flop-mediaset-della-settimana./5572/mediaset"><img class="alignnone size-full wp-image-5574" title="mediaset" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/mediaset.jpg" alt="" width="184" height="184" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><a rel="attachment wp-att-5574" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-telecom-italia-media-flop-mediaset-della-settimana./5572/mediaset"></a></span></span>Minimi storici per MEDIASET che viene travolta a Piazza Affari non dal successo di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni ma dall’ultima trimestrale che ha registrato un forte calo del mercato pubblicitario. Va male l’Italia ma soprattutto la Spagna e quello che fino a qualche anno fa era considerato un business sicuro come quello della televisione commerciale ora viene considerato un business maturo. L’utile nel primo trimestre è sceso dell’85% rispetto a un anno fa, la capitalizzazione di Mediaset è scesa sotto i 2 miliardi di euro con un calo del 65% dal maggio scorso ma soprattutto le previsioni non sono positive dato che il management della società si attende per fine anno un calo della raccolta pubblicitaria del -10% contro il -6% stimato fino a poche settimane. Insomma per Silvio e Pier Silvio non è un buon periodo.<br />
Una notizia negativa tira l’altra…</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>HA ANCORA SENSO INVESTIRE IN BORSA GUARDANDO SOLO I FONDAMENTALI?</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Fondamentale]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio Gestito]]></category>
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		<category><![CDATA[consulenza finanziaria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[market timing importanza]]></category>
		<category><![CDATA[migliori titoli secondo l'analisi fondamentale]]></category>
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		<category><![CDATA[oyster italian value]]></category>
		<category><![CDATA[roberta rossi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia passiva e attiva a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[value investor]]></category>
		<category><![CDATA[warren buffett]]></category>

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		<description><![CDATA[Vatti a fidare dell'analisi fondamentale: il titolo Generali è tornato ai livelli del 1992. Come la Borsa di Atene. Eppure sono ancora numerosi i risparmiatori (e non solo) che hanno in mente i bei tempi andati e sono ancora convinti (soprattutto a Piazza Affari) dell'importanza del "compra &#038; tieni". E pazienza se in questi anni hanno perso oltre il 50% del proprio patrimonio. Cosa insegnano anche i casi Berkshire Hathaway (la cassaforte di un certo Warren Buffett) e del fondo Oyster Italian Value. Ovvero rinnovarsi o perire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi si può fidare ancora dell’analisi fondamentale “tout court”? Comprare un titolo perchè considerato sottovalutato e tenerlo in posizione finchè il &#8220;vero&#8221; valore non emerga?</p>
<p>Pochi  ne parlano ma nell’ultimo decennio i mercati finanziari hanno messo in crisi una delle più accreditate teorie per far soldi in Borsa. Quella di coloro che puntano sulle azioni sottovalutate del listino, bilanci alla mano e comprano a 5 perchè sono convinti che verrà il momento di vendere a 10. Si tratta solo di saper aspettare&#8230; Dicono.</p>
<p>Alla maniera di Warren Buffett magari i più accaniti fondamentalisti citano (come se tutti avessero il suo &#8220;fiuto&#8221;&#8230;). Colui che è il terzo uomo più ricco del mondo (patrimonio stimato 47 miliardi di dollari) nonché amministratore delegato e presidente di una holding, la <span style="text-decoration: underline;">Berkshire Hathaway</span>, in cui applica da 47 anni il suo credo:  investire su azioni con buoni fondamentali.</p>
<p>Con quali risultati? Eccezionali nel lungo periodo. Un po’ meno negli ultimi 10 anni anche per lui.</p>
<ul>
<li>Ma cosa è cambiato in Borsa      nell’ultimo decennio al di qua e al di là dell’Oceano? E cosa può imparare      da questa lezione un investitore che ha puntato, per esempio, nel 2007 su      uno dei fondi azionari Italia migliore della categoria (Oyster Italian      Value)?</li>
<li>L’analisi fondamentale non      funziona più?</li>
<li>O ha sempre ragione il      saggio di Omaha che alla lunga i titoli sottovalutati torneranno al loro      fair value ovvero al giusto valore? E sempre immaginando con un po&#8217; di      presunzione di avere le sue qualità nell&#8217;individuare le giuste prede, naturalmente&#8230;</li>
</ul>
<p>Esistono strategie alternative o complementari per investire in Borsa che prendano il buono dell’analisi fondamentale attenuando le perdite nelle fasi di ribasso dei mercati?</p>
<p>Ecco cosa abbiamo imparato dai mercati azionari degli ultimi vent’anni: quali sono le strategie &#8220;più adatte&#8221; come direbbe Charles Darwin per performare nei mercati degli ultimi anni.</p>
<p><strong>La Woodstock della finanza: la lezione di Warren</strong></p>
<p>Quasi 40 mila azionisti giungono da tutti gli Stati Uniti per ascoltare ogni anno Warren Buffett, il guru di Omaha, il terzo uomo più ricco del mondo grazie alla propria capacità di selezionare aziende (quotate e non) su cui investire. Dal 1967 Buffet è alla guida della Berkshire Hathaway, una holding quotata che vanta partecipazioni dal settore assicurativo (dove rappresenta uno dei più importanti riassicuratori mondiali) a quello editoriale (Washington Post), dalla Coca Cola all’American Express, dal noleggio aereo al trasporto ferroviario, dall’estrazione petrolifera ai servizi bancari e finanziari per un totale di oltre 73 partecipate.</p>
<p>Chiunque può investire nella sua holding alla modifica cifra di 127 mila dollari (se non vi sentite però degli azionisti di serie A&#8230; potete acquistare però le azioni Berkshire B che fino a qualche anno fa valevano un trentesimo e poi sono state ulteriormente splittate e ora valgono circa 82 dollari ciascuna) mentre a tanto sono arrivate le azioni A della Berkshire Hathaway.</p>
<p>Buffet parla ai suoi azionisti  una volta all’anno in occasione dell’assemblea annuale della Berkshire Hathaway che si tiene ogni anno ad Omaha, nello stato del Nebraska.  Non è una assemblea societaria classica ma un vero e proprio happening con stand che pubblicizzano i prodotti delle aziende partecipate, cheerleader, tanta musica e l’attesissimo discorso dell’oracolo di Omaha.</p>
<div id="attachment_5543" class="wp-caption alignnone" style="width: 269px"><a rel="attachment wp-att-5543" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/1-warren-buffet-con-cheerleader"><img class="size-full wp-image-5543" title="1 Warren Buffet con cheerleader" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/1-Warren-Buffet-con-cheerleader.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Warren Buffett</p></div>
<p>L’ultima kermesse si è tenuta pochi giorni fa e Warren Buffett non ha fatto che confermare quello che ripete da quarant’anni: ricerca società con buoni fondamentali che non godono in quel momento del favore del mercato. Devono avere business facili, comprensibili, prevedibili e con una posizione di leadeship nel proprio mercato.  Tra le società in portafoglio Coca Cola, Gillette, American Express, McDonald&#8217;s e Walt Disney.</p>
<p>Oggi Berkshire Hathaway è il più grande riassicuratore mondiale dopo la svizzera Swiss Re e la tedesca Munich Re. Secondo Buffett le azioni sottovalutate sono destinate a tornare al loro fair value. Basta essere pazienti. Il momentum in cui si investe in Borsa? Non è fondamentale. <em>“Non presto attenzione all’economia quando investo nelle aziende”. </em>A lui piacciono le imprese  che si occupano di business semplici e di massa, che sono leader nel proprio settore, uniche, ovvero dotate di una competenza difficile da imitare e durevoli, ovvero offrono prodotti popolari di cui la gente avrà sempre bisogno.</p>
<p>Devono inoltre essere poco indebitate e avere un management “ricco al di là di ogni preoccupazione” ovvero che non abbia alcun bisogno di lavorare. Buffett non compra normalmente mai aziende che quotano più di 1,1 volte il valore di libro. E in questi decenni, grazie a questa strategia di stock picking (selezione dei titoli su cui investire), ha fatto fortuna diventando uno dei tre uomini più ricchi del mondo e soprattutto assicurando agli azionisti della sua holding ritorni da favola: un rendimento medio annuo del 21,88% dal 1967 al 2011.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5544" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/2-berk-hathaway-returns-1968-2011"><img class="alignnone size-full wp-image-5544" title="2 Berk Hathaway Returns 1968 2011" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/2-Berk-Hathaway-Returns-1968-2011.bmp" alt="" /></a></p>
<p><strong>E SE IL MERCATO SCENDE?</strong></p>
<p>Ma questa strategia della Bekshire Hathaway basata sui fondamentali ha un piccolo neo e dimostra che se anche un investitore in questi anni fosse stato socio del più venerato money manager del mondo avrebbe comunque sofferto ugualmente la &#8220;rumba&#8221;, subendo in alcuni periodi  drawdown (ovvero perdite) molto elevati.</p>
<p>Il drawdown è  la perdita massima consecutiva registrata  da una strategia operativa: rappresenta l’ampiezza massima di una diminuzione di valore che un investimento può subire in un determinato periodo.  E’ uno dei parametri più importanti per valutare un sistema o un metodo di trading.  Nel caso della Berkshire Hathaway questo indicatore è molto elevato. Il 5 settembre 2008 la società era arrivata a valere 147mila dollari per azione. Il 2 marzo 2009 le azioni della Berkshire Hathaway valevano circa 73mila dollari. In meno di sei mesi chi fosse entrato sul titolo all’inizio di settembre del 2008 avrebbe perso il 50% del proprio investimento. E a oggi lo sfortunato azionista sarebbe ancora in discreta perdita visto che le azioni valgono attualmente 120mila dollari (-18% rispetto al 2008).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5545" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/3-berkshire-hathaway-drawdown"><img class="alignnone size-full wp-image-5545" title="3  Berkshire Hathaway Drawdown" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/3-Berkshire-Hathaway-Drawdown.png" alt="" width="459" height="203" /></a></p>
<p>E’ importante ricordare che stiamo parlando di Bekshire Hathaway ovvero (e lo faremo anche nell’esempio che segue) del fior fiore degli investitori che seguono strategie fondamentali. La cui bravura non è assolutamente in discussione. Warren Buffet ha ottenuto dal 12 gennaio del 1990 una performance del +1558,97% contro una performance dell’indice S&amp;P del +323,86% nello stesso periodo.</p>
<p>Quello che vogliamo far capire è che questa strategia di investimento di tipo fondamentale, se usata senza correttivi, espone gli investitori a una volatilità anche elevata.<br />
Per questo nelle nostre strategie operative usiamo certo l&#8217;analisi fondamentale in alcuni portafogli ma  insieme anche ad altri indicatori di cui parleremo. Consci che i nostri clienti non riuscirebbero a sopportare oscillazioni del proprio capitale così elevate e superiori al 50%.</p>
<p>Come invece  sono disposti a tollerare gli azionisti della Berkshire Hathaway che di fronte alla discesa del titolo forse non si preoccupano più di tanto. <em>“I’ll cash them in one day – ha dichiarato un investitore al Financial Times &#8211; or my grandchildren will” </em>(Venderò le azioni quando potrò, oppure lo faranno i miei nipoti). Ovviamente non tutti sono così accomodanti e c’è chi la pensa diversamente e vorrebbe poter uscire dall’investimento senza subire perdite pesanti <em>“It would be good to know that if you had to sell, you would get fair value” </em>(sarebbe bello che se uno avesse bisogno di vendere potesse farlo al giusto prezzo). Ovvero non ai prezzi attuali.</p>
<p>Peraltro Warren Buffett (e chi ha letto o visto il film tratto dal libro &#8220;Too big to fail&#8221;) non è più evidentemente un investitore normale (a differenza vostra o nostra o della maggior parte dei gestori): è un Dio del Mercato. Che può da qualche anno stabilire condizioni di acquisto di società come nessun altro investitore al mondo anche perchè sa che basta che esca il suo nome  in un affare perchè quella società in Borsa il giorno dopo l&#8217;annuncio del suo ingresso nell&#8217;azionariato varrà almeno un 20% in più (ma questo non ha impedito anche a lui negli ultimi anni di prendere qualche cantonata da -50%).</p>
<p><strong>ALTRO  PAESE ALTRA STORIA. SEMPRE FONDAMENTALE</strong></p>
<p>Buffett ha fatto ovviamente proseliti. I seguaci dell’analisi fondamentale sono presenti al di qua dell’oceano. Interi uffici studi si occupano di esaminare i bilanci delle società quotate a caccia di aziende sottovalutate. E vi sono anche molti fondi che seguono proprio la strategia value per selezionare le aziende da mettere in portafoglio. Ma paga seguire per esempio sul mercato italiano una strategia basata esclusivamente sui fondamentali?</p>
<p>Uno dei migliori fondi su Piazza Affari in questi anni è stato considerato sicuramente il fondo Oyster Italian Value.  Fino al 2007 è salito quasi ininterrottamente; poi, nel 2007,  ha invertito pesantemente rotta. Ne parliamo come di un caso paradigmatico unicamente per spiegare i limiti di un approccio fondamentale tout court.</p>
<p>Non vogliamo né mettere in discussione la validità dell’approccio fondamentale in sé (anche noi analizziamo i fondamentali delle società quotate e i bilanci) quindi non vogliamo dire che i fondamentali non contano nulla ma esclusivamente far capire perché noi che abbiamo per decenni speso giornate intere a studiare i bilanci delle società quotate (e ancora oggi lo facciamo) preferiamo non farci guidare solo dai fondamentali per scegliere le società su cui investire.</p>
<div id="attachment_5467" class="wp-caption alignnone" style="width: 204px"><a href="http://www.moneyreport.it/eventicorsi"><img class="size-full wp-image-5467" title="bannerITF-194x162" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/bannerITF-194x162.gif" alt="" width="194" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Ti aspettiamo alla conferenza del 17 maggio a Rimini: clicca sul banner per maggiori info!</p></div>
<p><strong>C’ERA UNA VOLTA… UN FONDO CHE… AMAVA LE SMALL CAP E I FONDAMENTALI</strong></p>
<p>Oyster Italian Value ha sempre sovraperformato, dalla data di lancio, l’indice di riferimento mettendo a segno una performance, dal 14 maggio del 1999, del +8,15% contro una performance negativa dell’indice Msci Italy del -37,4%. Come si vede dalle stellette riportare nel grafico (preso da Monringstar) il fondo nel 2007 aveva ottenuto cinque stelle secondo il rating Mornigstar.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5546" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/4-oyster-italian-value-dal-lancio"><img class="alignnone size-full wp-image-5546" title="4 Oyster Italian Value dal lancio" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/4-Oyster-Italian-Value-dal-lancio.bmp" alt="" /></a></p>
<p>Il 10 febbraio 2008 il <em>Corriere Economia</em> pubblicava una classifica dei 20 gestori più performanti di Piazza Affari. Tra oltre 100 fondi esaminati il “miglior cavallo da corsa” (così era definito) era Oyster Italian Value secondo l’inserto economico del Corriere della Sera. Era infatti il fondo che nelle fasi Toro del listino milanese performava meglio nell&#8217; arco temporale esaminato (dal 30 settembre 2005  a fine 2007) in cui si erano succedute quattro fasi di ribasso dell&#8217; indice di Piazza Affari e tre fasi di rialzo. Il fondo, fino al 20 novembre 2007, è andato benissimo e probabilmente molti in quella data l’hanno comprato grazie anche alle performance realizzate, agli articoli dei giornali e alle cinque stelle di  Mornigstar.</p>
<p>Con la discesa dei mercati del 2007-2008, complice il ribasso delle Borse mondiali che si è fatto sentire duramente anche a Piazza Affari, purtroppo le cose non sono andate molto bene per chi ha sottoscritto questo fondo che  ha perso a oggi  il 65,8% dai massimi (luglio 2007) in linea con l’andamento di Piazza Affari ma che è anche arrivato a perdere, nella fase peggiore (luglio 2007/marzo 2009), il 72% del proprio valore. Cosa è successo? E? cambiato il gestore? Assolutamente no. E’ sempre stato e lo è ancora Alessandro Pacchiani, un bravissimo gestore nello scovare società sottovalutate nell&#8217;ultimo decennio. Ma evidentemente (e non è certo solo il suo caso) non basta più avere questo &#8220;special touch&#8221; nell&#8217;individuare storie o società sottovalutate.</p>
<p>Come si spiega una simile debacle allora? Le ragioni in sintesi sono tre essenzialmente.</p>
<p><strong>E’ IL MERCATO BELLEZZA</strong></p>
<p><strong>Il mercato ha smesso negli ultimi anni di guardare solo i fondamentali.</strong> Quindi una strategia come quella seguita dal fondo basata sulla ricerca fondamentale in cui la scelta dei titoli viene fatta in base alle opportunità provenienti dal valore reale o intrinseco delle società in un mercato in profondo rosso ha travolto tutti: anche i titoli fondamentalmente buoni.</p>
<p>Ne abbiamo parlato spesso su MoneyReport in questi anni, spiegando del crescente disamore da parte dei gestori (e in particolare stranieri) su questo tipo di azioni.<br />
Ed è sempre più attuale la metafora dell&#8217;economista  John Maynard Keynes che  paragona l’enigma posto dal mercato azionario a un concorso a premi organizzato da un giornale per stabilire quale ragazza vincerà un concorso di bellezza. E dove secondo l&#8217;economista inglese il nostro parere conta poco perciò è inutile cercare di capire quale sia la donna più bella. Per indovinare la vincente dobbiamo invece cercare di capire come voterà la maggioranza dei giurati. La stessa cosa vale per il mercato azionario: bisogna indovinare come agirà la maggioranza degli operatori.</p>
<p>E in un mercato che vira al ribasso difficilmente ci sono i sommersi e i salvati. L’alta marea fa affogare tutti. Soprattutto le small cap.</p>
<p><strong>E questa è la seconda ragione di questa debacle. Il fondo Oyster Italia Value </strong>investiva in titoli italiani di società aventi una capitalizzazione inferiore a 3 miliardi di Euro, spesso vere &#8220;small cap&#8221;. Il gestore poneva il suo interesse soprattutto nei confronti di società poco coperte dagli analisti o dai broker. Ma un gestore pressato dai riscatti deve vendere e in fretta per ripagare i sottoscrittori che chiedono il rimborso delle quote e questo non fa che alimentare nel caso di titoli poco liquidi la spirale ribassista.  E quindi se sei un gestore che è costretto a vendere per fare liquidità, se hai anche in portafoglio &#8220;roba buona&#8221;  (e se non lo fai tu lo fa un altro gestore) il risultato è che il valore del tuo fondo o gestione può crollare in una perversa spirale ribassista. Dove anche quando passa la &#8220;buriana&#8221; non è assolutamente detto (il mercato azionario italiano insegna) che i titoli &#8220;buoni&#8221; ritornino a salire perchè magari arriva un&#8217;altra &#8220;buriana&#8221; oppure, come è successo anche a Piazza Affari in questi anni, la domanda di titoli &#8220;sottovalutati&#8221; (come quelli delle &#8220;small cap&#8221; ovvero delle società a piccola e media capitalizzazione) è quasi crollata perchè sempre meno gestori italiani o stranieri sono disposti a seguire società &#8220;small e medium&#8221; e soprattutto a metterle in portafoglio, rischiando, quando entrano, di farne lievitare il prezzo ma soprattutto quando vogliono uscire di non trovare una &#8220;seconda mano&#8221;.</p>
<p><strong>Terza e ultima ragione</strong> che spiega una performance così negativa. <strong>I fondi azionari non possono spesso detenere liquidità oltre determinate soglie.</strong> Volenti o nolenti i gestori devono rimanere investiti. Nel caso di Oyster Italian Value il fondo investe sempre in qualsiasi condizione di mercato almeno due terzi in valori mobiliari emessi da società che hanno la loro sede ovvero svolgono l’attività principale in Italia. Secondo la classificazione dell’associazione di categoria i fondi comuni azionari non possono detenere più del 30% del proprio capitale in liquidità. In mercati che virano al ribasso è un bel limite. Come scendere da una montagna ripidissima su una mountain bike sapendo di non avere entrambi i freni funzionanti.</p>
<p>Peraltro basta guardare l&#8217;andamento anche di lungo periodo di un titolo considerato per lungo tempo quasi come un &#8220;feticcio&#8221; (ovvero un titolo &#8220;evergreen&#8221; e ricco di valore) per i risparmiatori italiani per comprendere come una strategia &#8220;buy &amp; hold&#8221; (e che non riguarda certo solo i fondi) abbia forse qualche pecca&#8230; Nel grafico sotto abbiamo messo a confronto l&#8217;andamento di Generali con quello dell&#8217;indice Athen Stock Exchange, insomma la Borsa Greca. Trieste come Atene&#8230;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5542" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/generaligrecia"><img class="alignnone size-full wp-image-5542" title="GeneraliGrecia" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/GeneraliGrecia.jpg" alt="" width="607" height="269" /></a></p>
<p><strong>LA LEZIONE DI CHARLES DARWIN E DELL&#8217;EVOLUZIONISMO&#8230;</strong></p>
<p>Come sanno molti di coloro che ci seguono da tanti anni (la prima newsletter di consigli finanziari di Salvatore Gaziano risale al 1997 e si chiamava Borsa Italia Morning Report) siamo dei patiti dell’analisi fondamentale, della letture dei bilanci, del comprendere il business delle società quotate, delle prospettive reddituali di un titolo e insomma di tutto quello che il signor Buffett ha insegnato a tutti gli investitori per andare a caccia dei titoli sottovalutati del listino.</p>
<p>Ancora oggi passiamo molto del nostro tempo a studiare i bilanci societari, a leggere report e studi. Ma l’analisi fondamentale da anni non è più l’unico faro che utilizziamo per scegliere i titoli su cui investire. <strong>Il mercato è cambiato negli ultimi 10 anni e noi abbiamo dovuto adattarci. </strong>E affiancare all’analisi fondamentale strategie di tipo quantitativo che ci dessero indicazioni sulla forza o debolezza degli indici di Borsa e quindi sul market timing di ingresso e uscita dai titoli.</p>
<p>Possiamo valutare e trovare delle società interessanti per i fondamentali ma rispetto al passato siamo disposti a cambiare idea e avere anche una strategia di uscita. Anche in perdita. E per questo motivo abbiamo affiancato anche nei nostri portafogli basati più sui fondamentali dei criteri di entrata e soprattutto di uscita basati su uno spietato approccio quantitativo secondo una metodologia che abbiamo sviluppato internamente in questi anni. E che ci dice in base all&#8217;andamento dei prezzi se magari non è il caso di disamorarsi di un&#8217;idea o di una scelta passata e uscire. O magari su quel titolo che ci sembra interessante ma che il mercato non considera di &#8220;moda&#8221; quando è più propizio tentare l&#8217;acquisto.</p>
<p><strong>Vendere in perdita: che dolore&#8230; Lo dicono anche gli psicologi della finanza comportamentale. </strong></p>
<p>Talvolta ci scrivono dei nostri clienti che si sentono un po&#8217; a disagio col nostro modo di operare di questi anni e rimpiangono quando consigliavamo i titoli solo in base all&#8217;analisi fondamentale. Bei tempi, conveniamo. Ma <em>&#8220;follia è fare</em> sempre <em>la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi&#8221; </em>ha scritto Albert Einstein.<em> </em>E basta guardare in questi anni i risultati che si sarebbero realizzati applicando in modo ottuso una strategia &#8220;buy and old&#8221; (ovvero compra e tieni) per capire che è meglio adattarsi ai mercati piuttosto che pensare che i mercati si adattino ai nostri desideri e ricordi&#8230;</p>
<p>I numeri non sono un&#8217;opinione soprattutto quando si parla di soldi. E un approccio passivo o anche &#8220;value&#8221; non è da molti anni premiante come quello di un approccio attivo come quello che utilizziamo nella maggior parte dei nostri portafogli.</p>
<p>Quindi per parlare dell&#8217;approccio che seguiamo in <a href="http://www.moneyexpert.it" target="_blank">MoneyExpert.it</a> o <a href="http://www.borsaexpert.it" target="_blank">BorsaExpert.it</a> se una società ha buoni fondamentali ma dal punto di vista quantitativo non abbiamo segnali di acquisto non entra nei nostri portafogli. E questo accade sempre più spesso negli ultimi anni anni. E i risultati finora sono stati molto interessanti in termini di contenimento della volatilità e del drawdown nelle fasi ribassiste di mercato come mostra il grafico sottostante dove abbiamo messo a confronto (il criterio principale con cui si dovrebbe valutare un fondo o una gestione e non il &#8220;naso&#8221; è fare dei confronti col mercato) l’andamento del fondo Oyster Italian Value o quello dell&#8217;indice della Borsa italiana per esempio con il  portafoglio Difensivo. Come si vede al di là del risultato finale l’obiettivo di contenimento del drawdown è stato raggiunto soprattutto per coloro che tra i nostri clienti hanno seguito il semaforo.</p>
<p>Ma nel caso dei nostri portafogli anche chi non ha seguito il semaforo (un indicatore che quando scatta il rosso consiglia di stare fuori da Piazza Affari vendendo tutti i titoli detenuti) grazie anche all’uso della liquidità (non dobbiamo, a differenza dei fondi,  investire almeno il 70% del portafoglio in azioni).</p>
<p>Certo questo modo di operare non è privo di contro-indicazioni e sicuramente aumenta la possibilità di chiudere operazioni in perdita per falsi segnali (si compra magari un titolo o fondo a 8 e dopo qualche settimana o mese lo si vende magari a 6). Ma questo inconveniente, per quanto odioso, dovrebbe diventare sopportabile per l&#8217;investitore saggio nonostante gli studi sulla finanza comportamentale (per esempio gli studi di Benartzi e Thaler) abbiano dimostrato in modo scientifico la miopia dell&#8217;avversione alle perdite della maggior parte dei risparmiatori.</p>
<p>Secondo questi studiosi e il felice sunto del loro pensiero fatto da Michael J. Maubossin :</p>
<p>1) ci rammarichiamo delle perdite in una misura due volte &#8211; due volte e mezzo maggiore dell&#8217;attrazione che esercita su di noi un guadagno di analoghe dimensioni;</p>
<p>2) quanto più frequentemente valutiamo il nostro portafoglio più è probabile che rileviamo delle perdite e quindi soffriamo a causa dell&#8217;avversione alle perdite.</p>
<p>E questo spiega anche perchè la maggior parte dei risparmiatori &#8220;ama&#8221; (totalmente irrazionalmente) mantenere in posizione indefinitamente i titoli  in perdita (e chi li consiglia magari in modo non proprio disinteressato&#8230; di mantenere sempre e comunque o puntare al lungo periodo&#8230;) e non è capace spesso di essere disciplinata, seguendo un piano prestabilito che prevede acquisti e vendite anche in perdita.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5554" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ha-ancora-senso-investire-in-borsa-guardando-solo-i-fondamentali/5535/graficodifoyster"><img class="alignnone size-full wp-image-5554" title="GraficoDifOyster" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/05/GraficoDifOyster.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>I mercati insomma in questo decennio ci hanno dato tante batoste ma anche tante lezioni. Certo noi siamo cambiati rispetto a quando guardavamo solo i fondamentali.<br />
E fissarsi su un&#8217;idea ed essere ancorati alle proprie opinioni è da quando esistono i mercati finanziari la principale causa di rovina come hanno dimostrato innumerevoli studi e libri.</p>
<p>Vale, ribadiamo, la vecchia legge di Charles Darwin che in questi anni abbiamo fatto anche nostra in un terreno come quello degli investimenti: &#8220;n<em>on è</em> la <em>specie più forte che sopravvive</em> né la <em>più intelligente</em> ma quella <em>più </em>ricettiva ai cambiamenti”.</p>
<p>Siete dei risparmiatori che invece volete comportarvi tutto d&#8217;un pezzo, comprare un titolo o un portafoglio e tenerlo immobile (senza accettare di vendere in perdita e modificare il mix) fino a che il mercato&#8230; nel lungo periodo vi darà ragione? Auguri! O come cantava Raffaella Carrà qualche anno fa tanti auguri&#8230;</p>
<p><a href="http://www.moneyreport.it/consulenza-gratuita"><img class="alignnone size-full wp-image-950" title="check-up" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2010/11/check-up.gif" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FOREX, LA PAROLA AD ASSOFOREX CFD. BAZZANI: “AFFIDARSI A CHI PUBBLICIZZA IL FOREX COME UN GIOCO D’AZZARDO E’ UN AZZARDO”</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-la-parola-ad-assoforex-cfd.-bazzani-%e2%80%9caffidarsi-a-chi-pubblicizza-il-forex-come-un-gioco-d%e2%80%99azzardo-e%e2%80%99-un-azzardo%e2%80%9d/5525</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Gaziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una precedente inchiesta abbiamo affrontato l’argomento dell’operatività sulle valute del Forex e le tante problematiche aperte da una pubblicità talvolta ingannevole di un’industria finanziaria anche disinvolta che ha sempre bisogno di attirare nuovi “gonzi” pronti a credere che diventare ricchi con pochi soldi e in modo semplice e veloce sia alla portata di tutti. Un’esca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">In una precedente <a href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439" target="_blank">inchiesta</a> abbiamo affrontato l’argomento dell’operatività sulle valute del Forex e le tante problematiche aperte da una pubblicità talvolta ingannevole di un’industria finanziaria anche disinvolta che ha sempre bisogno di attirare nuovi “gonzi” pronti a credere che diventare ricchi con pochi soldi e in modo semplice e veloce sia alla portata di tutti.</p>
<p>Un’esca che può essere invece pericolosa perché operare sulle valute e con leve finanziarie significative (anche del 400%) può voler dire non solo poter ottenere guadagni più elevati ma anche (più facilmente) correre il rischio di veder perdere anche tutto il proprio capitale.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Avevamo perciò dato notizia anche della nascita di un’associazione, Assoforex Cfd, nata  dall’intesa fra i più importanti broker online. I promotori di questa iniziativa sono i principali operatori attivi nel mercato Forex e Contract For Difference (CFD) in Italia: Activtrades, Cmc Markets, Fxcm, IgMarkets, Saxo Bank, Xtb e Fineco.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>L’obiettivo? Proprio la sensibilizzazione delle autorità italiane e la cooperazione su temi inerenti al funzionamento del mercato, quali interventi di regolamentazione delle forme di comunicazione verso il pubblico. E a dimostrazione della volontà di tutelare i consumatori rispetto alle pubblicità ingannevoli, gli associati hanno presentato un Decalogo comportamentale cui ispirarsi per la redazione degli annunci pubblicitari in Italia.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<div>
<dl id="attachment_5449">
<dt><a rel="attachment wp-att-5449" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/gian-paolo-bazzani_low"><img title="Gian Paolo Bazzani_LOW" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Gian-Paolo-Bazzani_LOW-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></dt>
<dd>Gian Paolo Bazzani, presidente di Assoforex Cfd</dd>
</dl>
</div>
<p>Gian Paolo Bazzani, amministratore Delegato di Saxo Bank Italia, la banca danese specializzata nel trading e negli investimenti nonché primo presidente Assoforex Cfd, ha risposto in questa intervista alle nostre domande per cercare di fare ulteriore chiarezza sull’argomento e spiegare quali sono gli obiettivi di questa associazione.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Come può un risparmiatore comprendere quali sono i broker regolarmente autorizzati ad operare nel mercato finanziario italiano? Le società basate a Cipro rientrano a tutti gli effetti fra quelle autorizzate?</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>“Tutti i broker regolarmente autorizzati a operare in Italia sono iscritti presso la Consob e sono registrati sul sito internet <a href="http://www.consob.it/main/intermediari/imprese_investimento/index.html" target="_blank">www.consob.it</a>. Per quanto riguarda gli operatori basati a Cipro non è possibile generalizzare: esistono società autorizzate e società che non lo sono. Quello che è certo è che molti degli operatori senza autorizzazione tentano, spero senza successo, di attrarre clienti promettendo guadagni facili quasi mai convertiti in realtà. Per questo consigliamo a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del trading online di assicurarsi che il proprio operatore sia in possesso delle necessarie autorizzazioni. Gli obiettivi principali dell’Associazione Italiana Broker Forex e Cfd sono, infatti, una piena trasparenza del mercato e la tutela gli investitori e per raggiungerli vogliamo collaborare con le autorità cooperando per la stesura di nuove regole e segnalando gli operatori che violano le norme a tutela del risparmio”.</p>
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<div id="_mcePaste">
<p>Alcune società (non rientrate fra le vostre associate) si sono distinte per pubblicità molto aggressive. Ma può una società usare per promuoversi “testimonial” magari fasulli che dichiarano di aver guadagnato facilmente centinaia o migliaia di euro in poche operazioni o cambiato la vita?</p>
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<div id="_mcePaste">
<p>“Quello della pubblicità ingannevole è uno dei problemi più critici del settore finanziario e il principale tema che AssoForexCfd si ripromette di affrontare e contribuire a risolvere. Desideriamo sensibilizzare le autorità su interventi di regolamentazione della comunicazione verso il pubblico per garantire che gli investitori possano scegliere il proprio broker in modo consapevole grazie alla presenza di informazioni veritiere. A dimostrazione della volontà di prendere le distanze da quegli operatori che utilizzano la pubblicità ingannevole per attrarre capitali, abbiamo presentato un <a href="http://www.assoforexcfd.it/decalogo-comportamentale" target="_blank">Decalogo comportamentale</a> da seguire per la redazione degli annunci pubblicitari in Italia. L’articolo 5, in particolare, sottolinea che l’annuncio pubblicitario “non deve enfatizzare potenziali benefici derivanti dal prodotto o servizio offerto senza fornire un’adeguata rappresentazione dei rischi. Qualora vengano presentate ipotesi di guadagno, devono essere anche indicate le potenziali perdite”.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Qual è la situazione del mercato rappresentato dalla vostra associazione (Forex e Cfd). E’ possibile dare qualche numero? Ed esistono ricerche indipendenti che dicono come vanno nel tempo i conti dei trader privati che investono sul Forex?</p>
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<div id="_mcePaste">
<p>“Gli associati rappresentano, si tratta di stime ovviamente, almeno il 90% del mercato Forex per la clientela retail e probabilmente anche una quota superiore del mercato dei CFD. Non mi risultano ricerche indipendenti che coprano l’Italia e l’Europa relativamente alle performance dei traders. La prossima volta, davanti ad un caffè, le fornisco tutti i dati della società che rappresento”.</p>
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<div id="_mcePaste">
<p>Alcune associazioni dei consumatori in Europa hanno denunciato i rischi delle operazioni a leva sul Forex che paragonano al gioco d’azzardo. Si pubblicizzano da parte degli operatori del settore i possibili guadagni ma si minimizzano in molti casi i rischi. E alcuni operatori del settore ammettono che alcuni investitori privati arrivano a perdere sul Forex anche cifre consistenti. Come vi difendete da queste critiche? Non pensate che si possa promuovere con meno “steroidi” questo mercato?</p>
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<div id="_mcePaste">
<p>“Gli operatori che sviluppano un tipo di pubblicità simile a quella realizzata per il gioco d’azzardo sono solitamente quelli non autorizzati, che puntano a guadagnare ingenti capitali ma non sono interessati alla fidelizzazione del cliente. Certo, le operazioni su Forex consentono di trarre grandi profitti, ma comportano anche un rischio di perdita molto elevato. Per questo, le società che fanno parte di AssoForexCfd si impegnano a portare avanti un progetto di formazione “certificata” che partirà all’IT Forum 2012 di Rimini e continuerà con la promozione di convegni, studi e corsi di formazione. Con il termine “certificata” mi riferisco a quella formazione che non insegna solo a investire il proprio capitale, ma a farlo in modo consapevole e che fornisce le conoscenze necessarie per posizionarsi in modo corretto sul mercato e investire nella giusta direzione, andando quindi oltre la semplice formazione relativa alle modalità di utilizzo della piattaforma e di apertura e chiusura di posizioni”.</p>
</div>
<p>In una precedente <a href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439" target="_blank">inchiesta</a> abbiamo affrontato l’argomento dell’operatività sulle valute del Forex e le tante problematiche aperte da una pubblicità talvolta ingannevole di un’industria finanziaria anche disinvolta che ha sempre bisogno di attirare nuovi “gonzi” pronti a credere che diventare ricchi con pochi soldi e in modo semplice e veloce sia alla portata di tutti.</p>
<p>Un’esca che può essere invece pericolosa perché operare sulle valute e con leve finanziarie significative (anche del 400%) può voler dire non solo poter ottenere guadagni più elevati ma anche (più facilmente) correre il rischio di veder perdere anche tutto il proprio capitale.</p>
<p>Avevamo perciò dato notizia anche della nascita di un’associazione, Assoforex Cfd, nata  dall’intesa fra i più importanti broker online. I promotori di questa iniziativa sono i principali operatori attivi nel mercato Forex e Contract For Difference (CFD) in Italia: Activtrades, Cmc Markets, Fxcm, IgMarkets, Saxo Bank, Xtb e Fineco.</p>
<p>L’obiettivo? Proprio la sensibilizzazione delle autorità italiane e la cooperazione su temi inerenti al funzionamento del mercato, quali interventi di regolamentazione delle forme di comunicazione verso il pubblico. E a dimostrazione della volontà di tutelare i consumatori rispetto alle pubblicità ingannevoli, gli associati hanno presentato un Decalogo comportamentale cui ispirarsi per la redazione degli annunci pubblicitari in Italia.</p>
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<dl id="attachment_5449">
<dt><a rel="attachment wp-att-5449" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/gian-paolo-bazzani_low"><img title="Gian Paolo Bazzani_LOW" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Gian-Paolo-Bazzani_LOW-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></dt>
<dd>Gian Paolo Bazzani, presidente di Assoforex Cfd</dd>
</dl>
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<p>Gian Paolo Bazzani, amministratore Delegato di Saxo Bank Italia, la banca danese specializzata nel trading e negli investimenti nonché primo presidente Assoforex Cfd, ha risposto in questa intervista alle nostre domande per cercare di fare ulteriore chiarezza sull’argomento e spiegare quali sono gli obiettivi di questa associazione.</p>
<p>Come può un risparmiatore comprendere quali sono i broker regolarmente autorizzati ad operare nel mercato finanziario italiano? Le società basate a Cipro rientrano a tutti gli effetti fra quelle autorizzate?</p>
<p>“Tutti i broker regolarmente autorizzati a operare in Italia sono iscritti presso la Consob e sono registrati sul sito internet <a href="http://www.consob.it/main/intermediari/imprese_investimento/index.html" target="_blank">www.consob.it</a>. Per quanto riguarda gli operatori basati a Cipro non è possibile generalizzare: esistono società autorizzate e società che non lo sono. Quello che è certo è che molti degli operatori senza autorizzazione tentano, spero senza successo, di attrarre clienti promettendo guadagni facili quasi mai convertiti in realtà. Per questo consigliamo a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del trading online di assicurarsi che il proprio operatore sia in possesso delle necessarie autorizzazioni. Gli obiettivi principali dell’Associazione Italiana Broker Forex e Cfd sono, infatti, una piena trasparenza del mercato e la tutela gli investitori e per raggiungerli vogliamo collaborare con le autorità cooperando per la stesura di nuove regole e segnalando gli operatori che violano le norme a tutela del risparmio”.</p>
<p>Alcune società (non rientrate fra le vostre associate) si sono distinte per pubblicità molto aggressive. Ma può una società usare per promuoversi “testimonial” magari fasulli che dichiarano di aver guadagnato facilmente centinaia o migliaia di euro in poche operazioni o cambiato la vita?</p>
<p>“Quello della pubblicità ingannevole è uno dei problemi più critici del settore finanziario e il principale tema che AssoForexCfd si ripromette di affrontare e contribuire a risolvere. Desideriamo sensibilizzare le autorità su interventi di regolamentazione della comunicazione verso il pubblico per garantire che gli investitori possano scegliere il proprio broker in modo consapevole grazie alla presenza di informazioni veritiere. A dimostrazione della volontà di prendere le distanze da quegli operatori che utilizzano la pubblicità ingannevole per attrarre capitali, abbiamo presentato un <a href="http://www.assoforexcfd.it/decalogo-comportamentale" target="_blank">Decalogo comportamentale</a> da seguire per la redazione degli annunci pubblicitari in Italia. L’articolo 5, in particolare, sottolinea che l’annuncio pubblicitario “non deve enfatizzare potenziali benefici derivanti dal prodotto o servizio offerto senza fornire un’adeguata rappresentazione dei rischi. Qualora vengano presentate ipotesi di guadagno, devono essere anche indicate le potenziali perdite”.</p>
<p>Qual è la situazione del mercato rappresentato dalla vostra associazione (Forex e Cfd). E’ possibile dare qualche numero? Ed esistono ricerche indipendenti che dicono come vanno nel tempo i conti dei trader privati che investono sul Forex?</p>
<p>“Gli associati rappresentano, si tratta di stime ovviamente, almeno il 90% del mercato Forex per la clientela retail e probabilmente anche una quota superiore del mercato dei CFD. Non mi risultano ricerche indipendenti che coprano l’Italia e l’Europa relativamente alle performance dei traders. La prossima volta, davanti ad un caffè, le fornisco tutti i dati della società che rappresento”.</p>
<p>Alcune associazioni dei consumatori in Europa hanno denunciato i rischi delle operazioni a leva sul Forex che paragonano al gioco d’azzardo. Si pubblicizzano da parte degli operatori del settore i possibili guadagni ma si minimizzano in molti casi i rischi. E alcuni operatori del settore ammettono che alcuni investitori privati arrivano a perdere sul Forex anche cifre consistenti. Come vi difendete da queste critiche? Non pensate che si possa promuovere con meno “steroidi” questo mercato?</p>
<p>“Gli operatori che sviluppano un tipo di pubblicità simile a quella realizzata per il gioco d’azzardo sono solitamente quelli non autorizzati, che puntano a guadagnare ingenti capitali ma non sono interessati alla fidelizzazione del cliente. Certo, le operazioni su Forex consentono di trarre grandi profitti, ma comportano anche un rischio di perdita molto elevato. Per questo, le società che fanno parte di AssoForexCfd si impegnano a portare avanti un progetto di formazione “certificata” che partirà all’IT Forum 2012 di Rimini e continuerà con la promozione di convegni, studi e corsi di formazione. Con il termine “certificata” mi riferisco a quella formazione che non insegna solo a investire il proprio capitale, ma a farlo in modo consapevole e che fornisce le conoscenze necessarie per posizionarsi in modo corretto sul mercato e investire nella giusta direzione, andando quindi oltre la semplice formazione relativa alle modalità di utilizzo della piattaforma e di apertura e chiusura di posizioni”.</p>
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		<title>I TITOLI TOP (Landi Renzo) &amp; FLOP (Unicredit) DELLA SETTIMANA.</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-landi-renzo-flop-unicredit-della-settimana./5504</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Iko</dc:creator>
				<category><![CDATA[azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[top&flop]]></category>
		<category><![CDATA[Landi Renzo]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Rimbalza Landi Renzo (+6,52%) e affonda Unicredit (-12,09%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><strong>TOP</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><strong><img src="http://www.landi.it/repository/template/images/homelogo_landi.gif" alt="LANDIRENZO" width="112" height="65" /></strong></span></span></span></span></p>
<p>Non è solo una iattura per l’industria automobilistica il rialzo del prezzo della benzina. O almeno nel caso della società Landi Renzo, specializzata nella produzione di impianti per motori a gas.</p>
<p>Dopo un bilancio 2011 negativo si intravedono finalmente dei segnali di speranza per questa società, protagonista questa settimana di un rally a Piazza Affari, per effetto dei dati positivi immatricolazioni di macchine alimentate a gas in aprile. Quasi triplicate in un anno e che rappresentano quasi il 10% del totale mentre lo scorso anno erano solo il 2,2%. E in particolare lo scorso anno le auto la quota di mercato dei veicoli a Gpl e metano è salita al 15 per cento. Quando il metano dà una mano…</p>
<p><strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;">FLOP</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><img src="http://www.giornale.sm/wp-content/uploads/2011/02/Unicredit-logo.jpg?ffac43" alt="" width="150" height="52" /></span></span></span></strong></p>
<p>Brutta settimana per il titolo Unicredit il cui valore è ritornato indietro di cinque mesi fa.</p>
<p>A pesare negativamente oltre al sentiment negativo nei confronti dei titoli bancari le voci secondo cui l’istituto potrebbe annunciare il prossimo 10 maggio risultati del primo trimestre inferiori come utile netto rispetto a quelli circolati nelle scorse settimane. Negli scorsi giorni invece era uscito un report di Nomura tutto sommato positivo su Unicredit che prevedeva un buon utile netto, ricavi resistenti, un buon controllo dei costi e un miglioramento della qualità del credito, soprattutto in Germania. I soliti giapponesi ottimisti..</p>
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		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;E&#8217; POSTE PER TE. SCADONO QUEST’ANNO UN &#8220;PACCO&#8221; DI PRODOTTI VENDUTI AGLI SPORTELLI POSTALI. AVREBBERO DOVUTO GARANTIRE IL CAPITALE. MA CINQUE SU SEI ALLA SCADENZA NATURALE NON RIMBORSERANNO UNA LIRA</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/ce-poste-per-te.-scadono-quest%e2%80%99anno-un-pacco-di-prodotti-venduti-agli-sportelli-postali.-avrebbero-dovuto-garantire-il-capitale.-ma-cinque-su-sei-alla-scadenza-naturale-non-rimborseranno-una-l/5478</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio Tradito]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi mesi scadono alcuni prodotti venduti alle Poste che avrebbero dovuto garantire il capitale. La maggior parte di questi prodotti non lo farà.  Non rimborserà ai sottoscrittori alla scadenza il capitale versato e nemmeno il rendimento che promettevano di offrire. Ma non erano prodotti a capitale garantito? Cosa è successo? Le Poste hanno rifilato un pacco? Vediamo di capirci qualcosa…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<p>Dieci anni fa (2001-2002) le Poste collocavano ai propri clienti sei prodotti che promettevano di garantire alla scadenza (10 anni) oltre al capitale investito una rivalutazione minima agganciata a seconda dei prodotti all’inflazione o all’andamento di un indice azionario.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Avevano tutti nomi bellissimi e accattivanti (<strong>Classe terza A, Classe terza A valore reale, Ideale, Raddoppio, Raddoppio Premium e Index Cup</strong>). Le immagini che illustravano questi prodotti trasmettevano forza, serenità, fiducia e un mondo di risparmiatori che si godevano la vita. Insomma un classico della comunicazione finanziaria. Bambini che giocavano a calcio, una mamma che correva felice sulla spiaggia dando la mano alla sua bambina, due pattinatrici tostissime che percorrevano una strada asfaltata in salita e una coppia di bellissimi trentenni che cavalcavano il mare con il loro windsurf.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5481" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ce-poste-per-te.-scadono-quest%e2%80%99anno-un-pacco-di-prodotti-venduti-agli-sportelli-postali.-avrebbero-dovuto-garantire-il-capitale.-ma-cinque-su-sei-alla-scadenza-naturale-non-rimborseranno-una-l/5478/postevita"><img class="alignnone size-full wp-image-5481" title="postevita" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/postevita.png" alt="" width="516" height="184" /><br />
</a><br />
Nell’immaginario della post(e)-comunicazione tutti i  clienti erano impegnati a fare sport. Tranquilli beati e felici. I loro risparmi? Erano in mani sicure:  alle Poste. Per 10 anni.  Trascorsi i quali i clienti che avevano sottoscritto le polizze <em><strong>Classe terza A, Classe terza A valore reale, Ideale, Raddoppio, Raddoppio Premium e Index Cup</strong></em> pensavano di andare allo sportello e ritirare il capitale investito maggiorato di un rendimento minimo. Non è andata così. Quattro di queste polizze vendute alle Poste alla scadenza non hanno rimborsato il capitale.</p>
<p>Si saranno pure divertiti in questi dieci anni i clienti tipo della post(e) campagna pubblicitaria a giocare a pallone e a pattinare ma già da qualche anno i grandi sorrisi sono scomparsi dalla loro facce. <strong>Da qualche anno sanno già che le polizze che hanno sottoscritto e che dovevano rimborsare quest’anno il loro capitale in quattro casi su sei non lo faranno.Dovranno attendere ancora qualche anno. Per riavere un capitale nel frattempo eroso dall&#8217;inflazione.</strong> Ma non avevano sottoscritto un prodotto a capitale e rendimento garantito? Ma cosa era garantito, da chi e come?  Forse non l’avevano capito. <strong>Può essere perciò molto interessante ripercorrere la storia di questi prodotti per farsi un&#8217;idea di come funziona spesso il concetto di &#8220;capitale garantito&#8221; e cosa può succedere a sottoscrivere troppo facilmente un prodotto finanziario o assicurativo &#8220;complesso&#8221; venduto come una passeggiata&#8230;</strong></p>
<p><strong>Che cosa è successo? </strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>I più pensavano di essere in una botte di ferro. Compro il prodotto agli sportelli postali pensavano, il mio garante sono le Poste Italiane. Mica falliscono le Poste Italiane? Infatti.  Non sono fallite. E se non sono fallite com’é che <em>Classe terza A valore reale, Ideale, Raddoppio e Index Cup</em> non rimborsano quest’anno alla scadenza il capitale? Semplice. Il garante delle polizze non erano le Poste Italiane. E fra i sottoscrittori dell&#8217;epoca pochi hanno fatto caso (compresi gli sportellisti che le hanno proposte) che il garante era un altro. Certo bastava fare un po’ meno sport, essere un po’ meno spensierati, diciamo vagamente diffidenti e leggere il prospetto informativo. Ma quanti l’hanno fatto? Nero su bianco era scritto pure in grassetto &#8220;Poste Vita S.p.A. non presta alcuna garanzia in merito all’ammontare delle prestazioni incluso il rischio di controparte&#8221;. E allora chi era il garante di queste polizze? E cosa garantivano?</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Mi impegno ma non mi espongo</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><em>Classe terza A, Classe terza A valore reale, Ideale, Raddoppio, Raddoppio Premium e Index Cup</em> avevano lo scopo di restituire a scadenza un capitale maggiorato di un rendimento ancorato a un determinato indice. Emesse nel 2001-2002 erano polizze index linked, le cui prestazioni erano correlate relativamente al rimborso del capitale a un paniere di titoli obbligazionari e relativamente al rendimento all’andamento di alcuni indici finanziari.</p>
<p><a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.moneyreport.it/eventicorsi"><img class="size-full wp-image-5467" style="border-style: initial; padding: 0px; margin: 0px;" title="bannerITF-194x162" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/bannerITF-194x162.gif" alt="" width="194" height="162" /></a></p>
<p>Queste polizze non fornivano alcuna garanzia di capitale o di rendimento minimo e pertanto il rischio finanziario e creditizio di tali prodotti era interamente a carico del cliente.  Che probabilmente non l’aveva capito. E si aspettava di incassare dopo dieci anni il capitale versato maggiorato di un rendimento. Dieci anni sono passati e cinque di queste polizze non rimborseranno a scadenza il capitale versato ma lo congeleranno per altri tre anni. Ovvero renderanno nel 2015 il premio versato nel 2002 dai sottoscrittori maggiorato di un premio alla scadenza del 5%. Considerando l’inflazione, una bella botta. Per dei prodotti che avevano lo scopo di garantire dopo 10 anni il capitale e un rendimento minimo a scadenza. Il confezionatore di questi prodotti venduti alle Poste che hanno deluso schiere di risparmiatori e fatto alzare le barricate a diverse associazioni di categoria? Poste Vita S.p.A.</p>
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		<title>FOREX, TROPPO BELLO PER ESSERE VERO?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Gaziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicità sul mercato delle valute che promettono di risolvere il problema dei “bamboccioni” italiani, facendoli diventare tutti trader di successo. Testimonial (veri?) che dicono di aver guadagnato anche migliaia di euro in poche ore. E’ il “magico” mondo del Forex dove si può leggere di tutto e dove con 1000 euro puoi movimentarne anche 400 mila. Ma non tutti gli operatori del settore sono d’accordo e i più importanti broker hanno fondato l’Assoforex Cdd. Obiettivo: guerra aperta alle pubblicità ingannevoli e maggiore formazione sul settore. Che in effetti sembra una giungla…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em></p>
<div id="attachment_5441" class="wp-caption alignnone" style="width: 211px"><a rel="attachment wp-att-5441" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/forex4"><img class="size-full wp-image-5441 " title="Forex4" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Forex4.jpg" alt="" width="201" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio 1 pubblicità Forex pubblicata sul sito di Borsaitaliana.it</p></div>
<p></em><em> </em><em> </em><em>“Lorenzo G. di Verona (con tanto di foto) ha chiuso la posizione e guadagnato 546 euro”.</em></p>
</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Oppure: </strong><em>“Un’esperienza da non perdere. Con soli 100 euro puoi operare con importi fino a 40.000 euro. Scopri come”.</em></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Oppure:</strong> <em>“Perché lavorare di più per guadagnare di più”? Non sprecare il tuo tempo libero! Impara a tradare nel Forex!”.</em></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Ma anche:</strong></div>
<div id="_mcePaste"><em>“Ha 35 anni ed ancora dipende da me (foto della mamma col mattarello mentre il figlio bamboccione è a letto a poltrire). Impara a diventare finanziariamente indipendente!”.</p>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Benvenuti nel mondo del Forex! O per meglio dire nel giro di alcuni dei più pittoreschi venditori di sogni o illusioni (o <em>opportunità</em> se pensate che questi messaggi sono in buona fede) come sono quelle società che propongono il regno delle valute e/o dei contratti per differenza (Cfd) come l’ultimo ritrovato per diventare tutti ricchi velocemente e con facilità estrema soprattutto quando utilizzano pubblicità con messaggi così aggressivi.</p>
<div id="attachment_5442" class="wp-caption alignnone" style="width: 542px"><a rel="attachment wp-att-5442" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/forex3"><img class="size-full wp-image-5442 " title="Forex3" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Forex3.jpg" alt="" width="532" height="76" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio 2 pubblicità Forex pubblicata sul sito di Borsaitaliana.it</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>C’era una volta un burattino….</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Avete presente Pinocchio quando nella favola di Collodi incontra nel paese degli Acchiappa-citrulli il Gatto e la Volpe che si fanno consegnare i suoi zecchini d’oro promettendogli la moltiplicazione: <em>“E pensare che invece di quattro monete potrebbero domani diventare domani mille e duemila! Perché non dai retta al mio consiglio? Perché non vai a seminarle nel Campo dei miracoli?”</em> propose la Volpe.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Sappiamo che il burattino esitò a rispondere perché gli ritornò in mente la buona Fata, il vecchio Geppetto e gli avvertimenti del Grillo Parlante. Ma poi accettò la proposta e fu perfino colpito che il Gatto e la Volpe elargissero consigli così utili quanto apparentemente disinteressati, non accettando nemmeno un regalo: <em>“A noi basta di averti insegnato il modo di arricchire senza durar fatica, e siamo contenti come pasque” </em>dissero all’unisono il Gatto e la Volpe.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Che fine hanno fatto le monete d’oro di Pinocchio è noto ma l’illusione di far profitti facili è resistita fino ai nostri giorni e adeguandosi ai tempi (e agli strumenti) certe pubblicità richiamano inevitabilmente il messaggio di “fare soldi facili a palate” di Collodi.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Tanto da mettere in imbarazzo anche alcuni operatori dello stesso settore che non vogliono confondersi con messaggi pubblicitari così “bassi”. E’ notizia, infatti, di queste settimane l’annuncio della nascita di  <strong>Assoforex Cfd</strong>, la nuova associazione nata dall’intesa fra i più importanti broker online. I promotori di questa iniziativa sono i principali operatori attivi nel mercato Forex e Contract For Difference (CFD) in Italia: Activtrades, Cmc Markets, Fxcm, IgMarkets, Saxo Bank, Xtb e da qualche settimana anche Fineco, primo broker online a livello europeo.</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Assobroker Cfd dichiara guerra alle pubblicità ingannevoli, &#8220;pompate&#8221; o presunte tali&#8230;</strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-5444" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/forex2jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5444" title="Forex2jpg" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Forex2jpg.jpg" alt="Esempio 3 pubblicità Forex pubblicata sul sito di Borsaitaliana.it" width="454" height="235" /></a></p>
</div>
<div id="_mcePaste">E il fine primo dell’Associazione è la sensibilizzazione delle autorità italiane e la cooperazione su temi inerenti al funzionamento del mercato, quali interventi di regolamentazione delle forme di comunicazione verso il pubblico. E a dimostrazione della volontà di tutelare i consumatori rispetto alle pubblicità ingannevoli, gli associati hanno presentato un Decalogo comportamentale cui ispirarsi per la redazione degli annunci pubblicitari in Italia.</p>
</div>
<div id="_mcePaste"><em>“Si tratta di una realtà che vuole difendere il mercato e non tutelare gli interessi degli associati”, </em>ha spiegato <strong>Gian Paolo Bazzani </strong><em>(vedi foto sotto)</em><strong> </strong>di Saxo Bank, eletto primo presidente di Assoforex Cfd (di cui pubblicheremo a breve un’intervista sull’argomento).<em> I primi ad essere stati sentiti sono chiaramente gli Uffici Vigilanza della Consob per segnalare i casi fraudolenti”.</em> Le pubblicità di questo tipo sono, infatti, spesso generalmente promosse da soggetti non autorizzati in Italia alla prestazione dei servizi di investimento e sono talvolta discutibili non solo sul piano etico. E andrebbero bandite in molti casi poiché appaiono come “pubblicità ingannevoli” come vengono definite in Italia tutte quelle violazioni che hanno per oggetto la lealtà della comunicazione commerciale.</p>
<div id="attachment_5449" class="wp-caption alignnone" style="width: 150px"><a rel="attachment wp-att-5449" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/gian-paolo-bazzani_low"><img class="size-medium wp-image-5449 " title="Gian Paolo Bazzani_LOW" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Gian-Paolo-Bazzani_LOW-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Gian Paolo Bazzani,  presidente di Assoforex Cfd</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Quando la pubblicità è ingannevole e/o pompata? Ma la Borsa Italiana non si fa troppe domande: Pecunia non olet?</strong><br />
<strong> </strong></div>
<div id="_mcePaste">Per far pubblicità non si può, infatti, scrivere quello che si pare. Questa dovrebbe essere onesta, veritiera e corretta. E non indurre i consumatori in errore anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto. E dove le testimonianze devono essere autentiche, responsabili e controllabili.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Due sono peraltro gli organismi preposti a intervenire in questi casi: l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) che è un organismo associativo fra privati a cui aderiscono i più importanti operatori della comunicazione pubblicitaria; l’Autorità Garante per la Concorrenza sul Mercato (Agcm) che è un organismo indipendente della pubblica amministrazione e quindi vincola tutti (e non come lo Iap solo gli associati diretti o indiretti a questa organizzazione ovvero è sufficiente un contratto con uno degli associati che riporti la clausola di accettazione del codice) essendo una legge dello Stato italiano.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>E fa un certo effetto aver vedere in questi mesi anche il sito della Borsa Italiana ospitare in modo quasi “amorale” questo tipo di comunicazioni pubblicitarie senza imporre almeno <span style="text-decoration: underline;">in modo molto più visibile (e non in caratteri lillipuziani e di colore tenue) </span>la pubblicazione di  “disclaimer” specifici tipo “il trading sul Forex/Cfd’s comporta notevoli rischi di perdita”. Scritte che solo da qualche settimana abbiamo iniziato a vedere comparire in verità in modo più evidente (ma si può fare di più secondo noi di più)  forse anche per effetto della nascita di Assobroker Cfd e della maggiore sensibilizzazione sull&#8217;argomento.</p>
<div id="attachment_5445" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a rel="attachment wp-att-5445" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/forex1"><img class="size-full wp-image-5445  " title="Forex1" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/Forex1.jpg" alt="" width="454" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio 4 pubblicità Forex pubblicata sul sito di Borsaitaliana.it</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Ma cosa è il Forex esattamente? Vincite e perdite… illimitate.</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Guadagnare sulle valute non è proprio una passeggiata come sanno tutti gli operatori seri. E il fatto che sia fra i mercati più liquidi del mondo non significa necessariamente una maggior facilità di realizzare profitti (e anche su questo argomento ospiteremo a breve un’intervista a <strong>Emilio Tomasini</strong>, fondatore di LombardReport.com e fra le persone più preparate in Italia in fatto di trading e speculazione).</p>
</div>
<div id="_mcePaste">L’iniziativa di Assobroker ci sembra comunque andare nel giusto segno e pone all’evidenza come in mercati con forti tassi di crescita (+30% all’anno si stima) come quello del Forex sia importante vigilare, non fare di tutta l’erba un fascio ma nemmeno sottacere i pericoli e rischi che un risparmiatore può correre se non sufficientemente preparato e tutelato. A tutela di tutti e anche degli operatori in valute fra cui magari ci sono alcune società che in questi mesi hanno pubblicizzato in modo un po&#8217; aggressivo le proprie piattaforme e magari (vogliamo sperare) non conoscevano bene la normativa italiana e la necessità di fare prima di tutto corretta educazione finanziaria a un pubblico spesso non proprio abituato a maneggiare valute (salvo quando si reca in vacanza all&#8217;estero fuori Ue).</div>
<div id="_mcePaste">
<blockquote><p>Descrivere questo mercato non è facile e c’è chi l’ha fatto efficacemente in tempi recenti come il giornalista Christoph Hus del settimanale tedesco“Die Zeit” che l’ha definito “il casinò delle scommesse valutarie”, rivelando come in alcuni Paesi dell’Asia e in Gran Bretagna le transazioni monetarie dei privati siano diventate una specie di sport popolare mentre in Germania sono già oltre 50.000 gli investitori privati che speculano sui cambi.<br />
<em><br />
&#8220;Si può scommettere, infatti, su quasi tutte le coppie di valuta e tramite le piattaforme online fornite da banche e broker è diventato più facile di acquistare un’obbligazione. Si accede al sito di un’azienda che offre questi servizi, si installa un software sul computer e si carica il proprio conto con la somma desiderata. Non serve altro per inserirsi nel mercato internazionale accanto alle banche d’investimento e agli hedge fund. Basta un click sulla schermata del programma per scommettere, per esempio, sull’andamento del tasso di cambio tra euro e dollaro” </em>spiega Christoph Hus<em>. </em></p></blockquote>
<p>Rilevando correttamente come fra le “mirabilie” dell’operare sul Forex ci sia la possibilità per gli investitori di ricorrere all’effetto leva ovvero investire una somma n volte superiore a quella versata sul conto. E questo aumenta certo le possibilità di guadagno ma anche di perdita, ovviamente. <em>“Ecco un esempio: investendo mille euro e scegliendo una leva di cento a uno, si centuplica la cifra investita, cioè si possono scommettere centomila euro sull’andamento di un certo tasso di cambio. Se il cambio si sposta dell’1% nella direzione scelta, la leva permette all’investitore di ottenere un guadagno del 100%. E basta quindi  una lieve variazione dei cambi per raddoppiare la cifra investita. Se però il tasso si sposta dell’1% nel senso opposto, si perdono tutti i mille euro. In teoria gli investitori possono perdere anche più della somma investita. Se infatti il tasso di cambio si riduce improvvisamente del 2% la perdita corrisponde a 2000 euro. Allora l’investitore deve coprire di persona il passivo. Gli operatori promettono di evitare queste situazioni vendendo automaticamente alcune attività non appena incombe la minaccia di una perdita totale. In ogni caso la maggior parte delle aziende non garantisce niente ai clienti”</em> spiega il giornalista tedesco.</p>
<div id="attachment_5467" class="wp-caption alignnone" style="width: 204px"><a href="http://www.moneyreport.it/eventicorsi"><img class="size-full wp-image-5467" title="bannerITF-194x162" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/bannerITF-194x162.gif" alt="" width="194" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Ti aspettiamo alla conferenza del 17 maggio a Rimini: clicca sul banner per maggiori info!</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Altre &#8220;cosette&#8221; da sapere sul Forex&#8230;<br />
</strong></div>
<div id="_mcePaste">Ci sono diverse altre considerazioni che si possono fare su questo mercato del Forex che viene definito O.T.C. ovvero &#8220;Over The Counter&#8221; perché non ha sede in un luogo fisico determinato e le transazioni avvengono elettronicamente, praticamente 24 ore su 24 con scambi che hanno luogo in tutte le parti del mondo. E una logica conseguenza di tale fatto implica l’esistenza di diversi tassi di cambio per una moneta che dipendono dalla banca o dal market maker che garantiscono ed offrono i prezzi sul mercato sia su prezzi d’offerta che di richiesta, con i quali si sta avendo lo scambio.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Praticamente i tassi sono molto simili tra di loro e data l’alta liquidità di mercato, la maggior parte delle vendite possono essere effettuate a un prezzo abbastanza uniforme di mercato.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Le variazioni dei tassi di cambio sono solitamente determinate da flussi monetari effettivi come pure le variazioni di altre condizioni macroeconomiche. E la maggior parte delle notizie “sensitive”  sono rilasciate pubblicamente così che ciascun operatore ne viene a conoscenza nello stesso tempo per poterla valutare e adoperare al meglio.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>E naturalmente ciascun operatore può decidere se aprire o chiudere la posizione per pochi secondi o per lunghi periodi, mettersi al rialzo o al ribasso su una coppia di valute (esempio euro contro dollaro oppure sterlina/yen) ed è sottoposto a delle commissioni “implicite” da parte del proprio intermediario visto che nel mercato Forex non si pagano in modo diretto commissioni per acquistare o vendere ma alla fine il conto lo si paga lo stesso (per cosa lavorerebbero altrimenti gli intermediari?) poiché i broker traggono il loro guadagno dallo spread fra denaro e lettera (“bid &amp; ask”) cioè la differenza che in ogni momento c’è fra prezzo di acquisto e di vendita e che viene misurata in “pips”. Dove un “pips” equivale allo 0,01% dell’investimento e dove mediamente la maggior parte dei broker si trattiene 3 pips.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5447" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/diezeit"><img class="alignnone size-medium wp-image-5447" title="diezeit" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/diezeit-300x244.jpg" alt="" width="240" height="195" /></a></p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Il Forex è una truffa? O è il nuovo Eldorado?</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Definire il Forex come il mercato dove è più facile fare profitti o all’inverso “tutto una truffa” (come diversi risparmiatori delusi raccontano) è quindi ugualmente errato.</div>
<div id="_mcePaste">Come sempre accade nei mercati finanziari si possono trovare intermediari di ogni tipo (più o meno onesti e seri) e se è vero che si tratta di un mercato molto liquido questo non significa necessariamente che sia per questo motivo più facile fare profitti e anche un’idiota o una persona che fino a qualche giorno fa si occupava di tutt’altro può diventare improvvisamente Re Mida.</p>
<p>Anzi essendo questo un mercato molto “cool” e in forte crescita (a differenza di quelli più tradizionali) è probabile che sia più affollato di “incantatori di serpenti” che cercano di approfittare dei novizi e del boom per vendere loro di tutto: corsi, formazione, segreti per diventare ricchi, le dritte sulle migliori piattaforme dove operare (naturalmente ottenendo sottobanco una commissione di affiliazione per questo “disturbo”)… E tocca a ciascun investitore distinguere fra proposte serie e ingannevoli, studiando (e molto) se vuole tuffarsi in questo mercato e ha una propensione al rischio e cultura finanziaria adeguata.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Le piccole e grandi stangate sul Forex..</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Peraltro in tema di truffe sul Forex in questi anni si è visto anche qui un po’ di tutto. Nel passato soprattutto le stangate maggiori consistevano nella manipolazione degli spread di domanda/offerta.</div>
<div id="_mcePaste">Sempre attuale è comunque (e non solo su questo mercato) la tecnica di attrarre i gonzi (che non hanno alcuna esperienza o idea né del Forex, né del trading in generale), promettendo guadagnai miracolosi e in tempi iper rapidi, spingendo molto sull’effetto leva. Giusto il tempo di fargli movimentare all’impazzata il conto (generando ricche commissioni) fino al tempo di spolparli e avanti un altro… Ci sono poi anche i broker (fortunatamente pochi in questi anni) che sono saltati con i risparmi affidati dai loro clienti.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Esiste poi anche qui un piccolo esercito crescente di “maghi del Forex” disposti a regalare (o quasi) al prossimo il segreto per moltiplicare velocemente i propri quattrini e i più arditi (e spesso coloro da cui stare più alla larga) sono coloro che si offrono di gestire per conto altrui i soldi sul Forex con accesso direttamente sul conto dei clienti. Inutile sottolineare i rischi che si corrono se si capita nelle mani sbagliate dove il primo rischio che si corre è quello del “churning” ovvero quella pratica messa in atto dagli operatori finanziari “allegri” di compra-vendere continuamente gli strumenti finanziari nei conti della propria clientela allo scopo di accrescere i propri ristorni commissionali che saranno corrisposti dall’intermediario a cui ci si appoggia…</div>
<div id="_mcePaste">
<p><strong>Cosa dicono alla CFTC…</strong></p>
</div>
<div id="_mcePaste"><a rel="attachment wp-att-5448" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/forex-troppo-bello-per-essere-vero/5439/cftc1"><img class="alignnone size-medium wp-image-5448" title="cftc1" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2012/04/cftc1-300x300.png" alt="" width="126" height="126" /></a></p>
<p>In tutto il mondo (proprio perché il mercato del Forex è molto diffuso) si sono registrati quindi casi di truffe con questo mercato come sottostante anche se evidentemente è sbagliato generalizzare e la stessa Commodity Futures Trading Commission (CFTC), il principale organismo di vigilanza sul mercato dei derivati negli Usa, ha l&#8217;autorità di indagare e perseguire i broker Forex che violano le regole della CFTC e ha pubblicato diversi prontuari su come individuare le truffe Forex di cui questo è un riassunto:</p>
</div>
<div id="_mcePaste">1.    Se un’opportunità sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è. In questi casi è meglio stare alla larga.</div>
<div id="_mcePaste">2.    Il Forex trading non è un modo per diventare ricchi subito. Evita le compagnie che offrono grandi profitti in brevi periodi.</div>
<div id="_mcePaste">3.    Il Forex trading è un affare pericoloso. Non fare trading con broker che ti promettono rischi piccoli o nulli.</div>
<div id="_mcePaste">4.    Non fare trade a margine a meno che tu non abbia capito bene cos’è.</div>
<div id="_mcePaste">5.    Impara il significato di fare trading interbancario.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Un argomento quello del Forex, dei Cfd o del “nuovo” mondo delle opzioni binarie (l’ultimo “ritrovato” per scovare risparmiatori desiderosi spesso “gonzi” a cui viene promesso di diventare velocemente e in modo semplice ricchi come Creso) su cui torneremo comunque a breve a parlare con gli interventi sull’argomento di Gian Paolo Bazzani,  amministratore delegato di Saxo Bank e primo presidente di Assoforex, l’Associazione Italiana Broker Forex e Cfd e poi di Emilio Tomasini, professore a contratto di Finanza Aziendale all’ Università degli Studi di Bologna nonché fondatore e direttore di  LombardReport.com, la più importante testata giornalistica on line italiana indirizzata ai trader professionisti con il contributo sulla materia di Alessandro Broi, formatore e specialista in opzioni.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Per capire come provare a distinguere e riconoscere soprattutto gli operatori seri dai venditori di illusioni. E non farsi troppo del male se proprio si crede come pensava Oscar Wilde che &#8220;<em>l&#8217;unica modo per liberarsi di una tentazione</em> (<span style="background-color: #666699;"><span style="color: #ccffff;">come quella lanciata ora sul Forex come &#8220;ultimo&#8221; o &#8220;penultimo&#8221; ritrovato per diventare ricchi maniera in modo veloce e semplice</span></span>) <em>è cedervi</em>&#8220;.</p>
<p>Noi francamente non lo pensiamo.  E questo non ci sembra per nulla <em>&#8220;il mercato più facile del mondo per arricchirsi&#8221;.</em> Anzi&#8230;E così lo pensano anche diversi degli operatori più seri. Ma il mondo (anche delle valute) è bello perchè è vario&#8230;</p>
<p><a href="http://www.moneyexpert.it/check-up-gratuito"><img class="alignnone size-full wp-image-950" title="check-up" src="http://www.moneyreport.it/wp-content/uploads/2010/11/check-up.gif" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
</div>
<p><span style="color: #222222; line-height: 15px; font-family: arial, sans-serif; font-size: x-small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I TITOLI TOP (BONIFICHE FERRARESI) &amp; FLOP (PRAMAC) DELLA SETTIMANA.</title>
		<link>http://www.moneyreport.it/report-articoli/i-titoli-top-bonifiche-ferraresi-flop-pramac-della-settimana./5425</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 07:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Iko</dc:creator>
				<category><![CDATA[azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[top&flop]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[bonifiche ferraresi opa]]></category>
		<category><![CDATA[micro eolico]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Rimbalza BONIFICHE FERRARESI (+79,33%) e affonda PRAMAC (-33,7%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><strong>TOP</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><strong><img src="http://www2.bonificheferraresi.it/templates/bonifiche/images/sopra_r1_c1.gif" alt="" /></strong></span></span></span></span></p>
<p>L’asta scelta dalla Banca d’Italia per cedere la quota di controllo di Bonifiche Ferraresi fa volare il titolo che sale di quasi l’ 80 % in una settimana. Un segno dei tempi per la storica partecipazione di maggioranza  nella societa’ agricola che  produce e commercializza grano, mais, riso e soia oltre che mele, pesche e pere.</p>
<p>Lo ha deciso il governatore Ignazio Visco e lo scopo è quello di «razionalizzare il portafoglio finanziario» e permettere alla società «ulteriori opportunità di sviluppo».<br />
La cessione avverrà tramite asta e il compratore dovrà poi lanciare un’Opa sul rimanente capitale allo stesso prezzo dell’acquisizione. Era da quasi 30 anni che girava a Piazza Affari la voce di una possibile cessione e questa volta non se l’aspettava praticamente quasi più nessuno come dimostra il balzo del titolo. Un segno dei tempi. Per comprare titoli di Stato ora si svuotano pure i granai. Il prossimo passo sarà l&#8217;oro alla patria?</p>
<p><strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;">FLOP</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: impact, chicago;"><img src="http://www.pramac.com/images/pramac_global_gateway.gif" alt="" /></span></span></span></strong></p>
<p>L’idea era stata presentata come rivoluzionaria e la PRAMAC aveva addirittura ingaggiato l’archistar Philippe Starck (uno che ridisegnerebbe anche gli stecchini) per progettare le proprie micro pale da giardino e da città per produrre energia dal vento e conquistare il mondo nel segno dell’eco-sostenibilità. Per promuovere il marchio cosa c’è di meglio poi di sponsorizzare il MotoGp mondiale con un team, Pramac Racing, abbinato alla Ducati. Il piano industriale poi era aggressivo e faceva sognare con una società che puntava su eolico, solare, generatori elettrici e macchine per il movimento terra . Peccato solo vedere qualche anno dopo i risultati di bilanci. Il 2011 si è chiuso con un rosso record di 94,2 milioni di euro (complice anche in parte il taglio degli incentivi alle rinnovabili) e il patrimonio è passato in negativo. La controllata svizzera ha richiesto una moratoria con i creditori e si cercano ora soci che sottoscrivano un aumento di capitale.  Comprensibile quindi il crollo di 1/3 del valore a Piazza Affari. Con piccoli azionisti sul piede di guerra. Per il giramento di pale..</p>
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		<title>E&#8217; ONLINE MONEYREPORT REVIEW (in pdf) di APRILE</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 10:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Iko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il meglio di quanto pubblicato negli ultimi 30 giorni su MoneyReport.it. Abbiamo parlato di MPS, di newcits con Stefano Gaspari, Ing Direct Borsa Protetta Arancio ……e tante altre cose ancora…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli abbonati in formato rivista in pdf tutta la collezione completa degli articoli pubblicati negli ultimi 30 giorni:</p>
<p>Ecco il sommario:</p>
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<p><span style="text-decoration: underline;">L’inchiesta</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="QUEGLI SPORTELLI BANCARI SEMPRE PIU’ VUOTI (E COSTOSI). E CHE SPIEGANO BENE IL TONFO DI MPS E NON SOLO." rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/quegli-sportelli-bancari-sempre-piu%E2%80%99-vuoti-e-costosi.-e-che-spiegano-bene-il-tonfo-di-mps-e-non-solo./5185"><span style="font-size: small;">QUEGLI SPORTELLI BANCARI SEMPRE PIU’ VUOTI (E COSTOSI). E CHE SPIEGANO BENE IL TONFO DI MPS E NON SOLO.</span></a></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fondi &amp; Gestioni</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="RITORNO ASSOLUTO? COME VANNO QUEI FONDI ALTERNATIVI CHE PROMETTONO IL “MIRACOLO”." rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/ritorno-assoluto-come-vanno-quei-fondi-alternativi-che-promettono-il-miracolo./5138"><span style="font-size: small;">RITORNO ASSOLUTO? COME VANNO QUEI FONDI ALTERNATIVI CHE PROMETTONO IL “MIRACOLO”.</span></a></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;">Risparmio tradito</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="BORSA PROTETTA ARANCIO: ARRIVA IL CIGNO NERO?" rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/borsa-protetta-arancio-arriva-il-cigno-nero/5328"><span style="font-size: small;">BORSA PROTETTA ARANCIO: ARRIVA IL CIGNO NERO?</span></a></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il mio nome è Bond</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="IL “BTP ITALIA” LAVA PURE PIU’ BIANCO?" rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/il-btp-italia-lava-pure-piu-bianco/5108"><span style="font-size: small;">IL “BTP ITALIA” LAVA PURE PIU’ BIANCO?</span></a></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il barometro sui mercati</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="MESE DIFFICILE. LE BANCHE TORNANO A ZAVORRARE PIAZZA AFFARI: UN LISTINO SEMPRE PIU’ PERIFERICO." rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/mese-difficile.-le-banche-tornano-a-zavorrare-piazza-affari-un-listino-sempre-piu-periferico./5362"><span style="font-size: small;">MESE DIFFICILE. LE BANCHE TORNANO A ZAVORRARE PIAZZA AFFARI: UN LISTINO SEMPRE PIU’ PERIFERICO.</span></a></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;">Beni Rifugio</span></p>
<h2 class="entry-title" style="color: #333333; font-family: Tahoma, Arial, Verdana; font-weight: normal; text-decoration: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; font-size: 18px; line-height: 20px; padding: 0px;"><a style="color: #cf152a; text-decoration: none; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial;" title="SE IN BORSA VA TUTTO A RAMENGO, VALE LA PENA INVESTIRE SUL MARENGO?" rel="bookmark" href="http://www.moneyreport.it/report-articoli/se-in-borsa-va-tutto-a-ramengo-vale-la-pena-investire-sul-marengo/5268"><span style="font-size: small;">SE IN BORSA VA TUTTO A RAMENGO, VALE LA PENA INVESTIRE SUL MARENGO?</span></a></h2>
<p><a href="http://www.moneyreport.it/?s2member_file_download=/rivista/36-2012-04.pdf&amp;s2member_skip_confirmation" target="_blank"><span style="background-color: #ffff00;"><span style="font-size: medium;">CLICCA QUI PER SCARICARE LA RIVISTA COMPLETA IN PDF (riservato agli abbonati).</span></span></a></p>
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