CI SI PUO’ FIDARE DEGLI SCOZZESI DI ROYAL E DELLE LORO OBBLIGAZIONI A “COMBINAZIONE PERFETTA”?

CI SI PUO’ FIDARE DEGLI SCOZZESI DI ROYAL E DELLE LORO OBBLIGAZIONI A “COMBINAZIONE PERFETTA”?


Gli scozzesi non sono più quelli di una volta. La loro fama di parsimonia negli ultimi anni è stata rovinata dai propri banchieri che hanno portato la più importante banca del Paese e la seconda in Regno Unito e in Europa a un passo dal baratro. Fondata nel 1727, Royal Bank of Scotland è stata per secoli il motore della crescita non solo della capitale scozzese, Edimburgo. L’espansione è stata crescente ma anche fatale è stata l’acquisizione, la più grande nella storia del settore bancario, che l’ha portata a rilevare incautamente la banca olandese ABN AMRO nel 2007.
Un’acquisizione che si è dimostrata soprattutto fonte di perdite clamorose e che ha sommato i suoi effetti ad altre operazioni finanziarie finite male come molti rischi assunti sui famigerati mutui subprime americani che hanno impiombato il bilancio 2008 di Royal Bank of Scotland con decine di miliardi di sterline di perdite.

Per evitare il peggio è dovuto intervenire nel 2008 il governo inglese diventando azionista di maggioranza (gli altri azionisti faticavano ad aprire il portafoglio) anche per scongiurare un default che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per i risparmiatori inglesi (e non solo). Un intervento, quello di Downing Street, che non si è limitato al solo ingresso nel capitale con la sottoscrizione delle nuove azioni ma che si aggiunto a una serie di poderosi interventi di garanzia statali sui presti interbancari. Ora il Tesoro britannico controlla “temporaneamente” l’84% di questo istituto che ha chiuso il 2009 con una perdita di 3,6 miliardi di sterline.

La strada verso il risanamento è lunga e passa soprattutto attraverso la politica delle cessioni anche per le forti pressioni esercitate dall´Antitrust europeo. E’ di poche settimane fa, infatti, l’annuncio che RBS  ha messo in vendita 318 delle proprie filiali britanniche, ovvero il 14% della sua rete retail nel Regno Unito. Inoltre dovrà  scorporare il ramo assicurativo e tra asset in dismissione ci sono la Nat West in Scozia, la Global Merchant Services e la quota in Sempra Commodities.

In questo intervento parliamo di Royal Bank of Scotland e di alcune emissioni in particolare come l’ultima Royal “Combinazione Perfetta” (codice ISIN NL0009294040) e con scadenza 23.03.2018. Un titolo che fa “sognare” molti risparmiatori e che promette un 8% lordo il primo anno e poi fino a scadenza  il 10% meno 2 volte l’Euribor a 6 mesi. Un titolo simile a quello già  emesso qualche tempo fa sempre da Royal (codice Isin NL0009289313) che prevede con scadenza 11/1/2020 il pagamento di un cedola indicizzata al tasso euribor a 3 mesi con una cedola pari all’8% meno il valore del tasso Euribor.

Come vanno considerati questi titoli? Sono veramente coos allettanti come promettono i rendimenti attuali o sono da maneggiare con cura?

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2 Responses to “CI SI PUO’ FIDARE DEGLI SCOZZESI DI ROYAL E DELLE LORO OBBLIGAZIONI A “COMBINAZIONE PERFETTA”?”

  • s_arzenton scrive:

    Vorrei poter vedere chiaramente il grafico “interventi di capitale…” e la fonte ! Gentilmente potrei ottenerne copia nitida al mio indirizzo e_mail. Cordialità S.A.

  • powergaz scrive:

    La fonte è l’ufficio studi di Mediobanca (R & S) come si intravede nell’immagine che le abbiamo inviato anche per via email. Questi dati sono stati pubblicati peraltro anche da Financial Times e L’Economist e non sono nostre congetture. Ma domandare è sempre giusto e lecito!

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