Report & Articoli

Negli Stati Uniti si assiste da inizio anno al più massiccio riscatto di quote di fondi dagli anni ’80. Negli ultimi 25 anni le obbligazioni hanno sovraperformato le azioni. E così la fiducia nei confronti delle Borse è crollata ai minimi ed è partito un gigantesco switch con i bond e la liquidità protagonisti. Da Tokio a Milano, da Wall Street a Parigi si assiste a un’avversione al rischio come non si era mai vista. Tutto normale? Come comportarsi? Il “rifugio” sicuro sono veramente il cash e i bond oppure…

La siccità e gli incendi (che hanno distrutto il 20% del raccolto) in Russia hanno portato negli scorsi giorni alla drastica decisione di vietare l’export di grano sino a fine anno. Anche altri grandi produttori soffrono la meteo (es. le forti piogge in Canada), limitando il raccolto: la conseguenza è che il prezzo del grano, pur non essendo ancora ai massimi storici, è salito di oltre il 50% rispetto a un anno fa (e del 70% negli ultimi due mesi). Quale impatto può avere questo rialzo? Un’interessante analisi “contrarian” di Emanuele Oggioni, gestore di Saint George Capital Management.

Fare i propri interessi significa pagare il giusto per commissioni e servizi bancari senza farsi tosare. Eppure la maggior parte dei risparmiatori per inerzia accetta spesso di farsi tartassare: dai mutui ai conto correnti, dalle commissioni di negoziazione sulle azioni a quelle sui fondi, dal risparmio gestito al private banking. Regalando migliaia di euro alla propria banca per ottenere un servizio spesso scadente ed essere trattati come “polli da spennare”. Eppure esiste una semplice ed efficace forma di autotutela: cambiare banca. Ecco come, dove e perché conviene e scoprire se si è un “leone” o una “pecora”. Capace magari di scappare dal recinto dove è stata rinchiusa…

Problema: ottenere una remunerazione decente della liquidità giacente sul conto senza “legarsi” troppo le mani e su un periodo temporale breve. Soluzione: i conti deposito. Ecco quelli attualmente più interessanti, quelli da evitare e perchè. Una panoramica completa sui conti remunerati, pronti contro termine e dintorni.

Uno studio della Consob certifica quello che abbiamo sempre scritto: i bond collocati dalle banche ai propri correntisti sono un affare per chi li colloca. Ma quasi mai per chi li sottoscrive se si guarda ai rendimenti..

I conti del gigante multinazionale francese confermano che il lusso non è un lusso.. Ottimi i conti trimestrali ma anche le attese per il futuro grazie al forte potenziale di offerta verso i mercati emergenti. Che hanno fame di status symbol…

I timori per i debiti sovrani sembrano scemati e si vedono nuovi acquisti in area euro con il dollaro che perde forza nei confronti della moneta europea. Ma si attende ora la prova dei volumi, confidando che qualche indicatore macroeconomico “storto” non interrompa il cammino…

La società fondata da Leonardo Del Vecchio conserva una gestione aggressiva nei confronti del mercato e i risultati le danno ragione con il secondo trimestre 2010 che risulta il migliore della storia del gruppo. Intanto si guarda alla Cina come un mercato di sbocco ideale.

Tagliare i viveri alla propria banca si può. E si deve. Oggi è possibile abbattere in modo radicale le commissioni per negoziare azioni, obbligazioni e fondi. E questo risparmio è ottenibile anche da parte di chi ha aderito allo scudo fiscale e non vuole farsi “tartassare” di costi senza senso solo perché è ricco… Ecco come è possibile abbattere questi costi e non farsi alleggerire di migliaia di euro all’anno. Ottenendo peraltro un servizio spesso migliore..

Oltre 500 miliardi di euro sono gestiti da private banker e affini. Una raccolta che ha superato quella sui fondi d’investimento e che continua a lievitare nonostante i risultati scarsi ottenuti dalla maggior parte dei sottoscrittori. Come spiegarne il successo? Personalizzazione, riservatezza, rendimenti superiori, gestione vip… A parole. Perchè i dati di Banca d’Italia ci dicono che dal 1997 ad oggi acquistare i Bot avrebbe prodotto risultati migliori che affidarsi ai private banker. Ma cirnonostante un esercito di ricchi investitori resta incastrata nelle gestioni e si fa silenziosamente “tosare”, pagando di più per avere di meno… In onore di Francis Bacon, filosofo inglese che argomentava che “le ricchezze sono fatte per essere spese”.