HA ANCORA SENSO INVESTIRE IN BORSA GUARDANDO SOLO I FONDAMENTALI?

analisi fondamentale

Vatti a fidare dell’analisi fondamentale: il titolo Generali è tornato ai livelli del 1992. Come la Borsa di Atene. Eppure sono ancora numerosi i risparmiatori (e non solo) che hanno in mente i bei tempi andati e sono ancora convinti (soprattutto a Piazza Affari) dell’importanza del “compra & tieni”. E pazienza se in questi anni hanno perso oltre il 50% del proprio patrimonio. Cosa insegnano anche i casi Berkshire Hathaway (la cassaforte di un certo Warren Buffett) e del fondo Oyster Italian Value. Ovvero rinnovarsi o perire…

C’E’ POSTE PER TE. SCADONO QUEST’ANNO UN “PACCO” DI PRODOTTI VENDUTI AGLI SPORTELLI POSTALI. AVREBBERO DOVUTO GARANTIRE IL CAPITALE. MA CINQUE SU SEI ALLA SCADENZA NATURALE NON RIMBORSERANNO UNA LIRA

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Nei prossimi mesi scadono alcuni prodotti venduti alle Poste che avrebbero dovuto garantire il capitale. La maggior parte di questi prodotti non lo farà. Non rimborserà ai sottoscrittori alla scadenza il capitale versato e nemmeno il rendimento che promettevano di offrire. Ma non erano prodotti a capitale garantito? Cosa è successo? Le Poste hanno rifilato un pacco? Vediamo di capirci qualcosa…

BORSA PROTETTA ARANCIO: ARRIVA IL CIGNO NERO?

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Sono giorni di trepidazione questi per i titolari del fondo collocato da Ing Direct Borsa Protetta Arancio maggio 2011 che scade a fine mese. Il loro gruzzolo rischia, infatti, dopo un anno di investimento di prendersi una “lamata” del 25%. Il mercato (per qualcuno il “boia”) deciderà se far scattare la “ghigliottina” o invece pagare ai titolari di questo prodotto una cedola del 3,6% netto. Prodotti a capitale “protetto”, “garantito”….ovvero “chi garantisce e protegge cosa”… sarebbe bene chiedersi prima di sottoscrivere questi prodotti. Leggendo i prospetti informativi. Per capire bene cosa si sta sottoscrivendo senza fidarsi ciecamente solo del venditore o degli inserti pubblicitari..

DALL’AFFRANCAMENTO ALLA NUOVA TASSAZIONE DELLE RENDITE: A TU PER TU CON L’ESPERTO

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Vecchio (e più favorevole) regime fiscale sulle plusvalenze. Entro il 30 marzo bisogna comunicare al proprio intermediario se si vuole utilizzare l’”affrancamenento”. Il fine? Risparmiare un bel po’ di tasse se la posizione è rilevante senza bisogno di vendere i titoli su cui si era in guadagno al 31 dicembre scorso. Ma attenzione: questo “giochino” non lo si può fare sui singoli titoli e inoltre occorre tenere in considerazioni diversi aspetti. Primo fra tutti: avere una posizione in guadagno! E possibilmente avere delle minusvalenze che se non utilizzate andrebbero definitivamente perdute. Ne parliamo con il commercialista Maurizio Barbieri dello studio tributario BFC & Associati.

RENDITE FINANZIARE: COME IL FISCO DAL 2012 METTERA’ A STECCHETTO L’INVESTITORE

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Nuovo superbollo sui dossier titoli, nuove aliquote sulle rendite finanziarie ma cambia anche (in peggio) la normativa sulle minusvalenze da recuperare. Tutto quello (o quasi visto che alcuni punti non sono stati ancora chiariti da luglio…) che occorre sapere sulla nuova normativa per non essere impreparati.

BORSA PROTETTA ARANCIO: DOLCETTO O SCHERZETTO?

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Questo fondo d’investimento è una scommessa proposta 4 volte all’anno ai correntisti della zucca che non ci sembra assolutamente conveniente come rischio/rendimento. Eppure oltre 14.000 risparmiatori si sono lasciati sedurre: potere del marketing finanziario. Ecco cosa e perchè non ci convince.

CONTI DEPOSITO: LA MOLTIPLICAZIONE INFINITA DELLE “ZUCCHE” E DELLE OFFERTE “SPECIALI”

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Era l’aprile 2001 quando ING DIRECT fece il suo esordio sul mercato italiano con Conto Arancio, il primo conto di deposito italiano, pubblicizzato con una zucca. Dopo 10 anni non c’è più quasi banca in Italia che non propone il proprio conto deposito. Maggiore attenzione alle esigenze della clientela o necessità sempre più impellenti di fare raccolta a qualsiasi costo? L’analisi mensile delle migliori offerte come rapporto rendimento/rischio per gestire la propria liquidità senza impegnarsi troppo.

BORSE A PICCO SUL CONTO DEPOSITO MI CI FICCO

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Alla ricerca quasi disperata di un deposito della liquidità per sfuggire alle forti turbolenze dei mercati azionari e obbligazionari. La consueta analisi mensile che mette a confronto conti deposito, pronti contro termine e conti vincolati per parcheggiare la liquidità disinvestita sull’azionario.

CONTI DI DEPOSITO, AL RIPARO DALLA FURIA DEI MERCATI. MA CON LO SPAURACCHIO DELLA PATRIMONIALE.

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Per parcheggiare la liquidità i conti deposito sono sempre più lo strumento preferito dai risparmiatori. Ma le voci di “patrimoniale” preoccupano diversi risparmiatori che nelle ultime settimane (complice il pesante andamento dell’Italia) hanno iniziato a diversificare su numerosi conti per evitare i possibili danni paventati da chi parla di possibile tassazione una tantum sui conti bancari con giacenza sopra i 100.000 euro. Fantafinanza? Può essere ma per molti investitori superstiziosi e pessimisti vale il detto “non è vero ma ci credo”. A confronto le migliori offerte, le banche giudicate più interessanti e come sta cambiando lo scenario.

CONTI DEPOSITO: DOVE METTERE LA LIQUIDITA’ ADESSO IN ATTESA DI TEMPI MIGLIORI.

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Chi ha incrementato la quota di liquidità in queste settimane uscendo dalle Borse si domanda come parcheggiare il cash. Per esigenze tattiche di questo tipo i conti di deposito restano l’alternativa migliore. Con poche controindicazioni: zero costi di apertura e chiusura, rendimenti certi e nessun rischio di vedersi consegnare una cifra inferiore nel caso di necessità o liquidazione. Ma la scelta di un conto deposito non va fatta solo guardando il rendimento offerto. Ma anche la solidità del proponente… Ecco la nostra selezione.