Conti di deposito liberi, per chi cerca una sosta
Un bonifico, anche di pochi euro, è sufficiente per essere identificati ai fini della normativa anti riciclaggio. Non occorre quindi recarsi fisicamente presso alcuno sportello. Si fa tutto on line. Entro qualche giorno dall’invio della documentazione il conto di deposito è attivo e si può usarlo come un salvadanaio elettronico. Se si ha sul conto corrente della liquidità in eccesso la si versa sul conto di deposito per sfruttare il maggior tasso di remunerazione che offre. Se invece si ha bisogno di liquidità la si preleva dal conto deposito e la si trasferisce sul proprio conto corrente.
I conti di deposito sono sicuri come i conti correnti essendo protetti fino a 103 mila euro di giacenza dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. E offrono rendimenti di tutto rispetto: dallo 0,73%di Che Banca, Ing Direct e Iwbank all’1,53% di Rendimax. Un bel passo avanti rispetto a quanto la banca remunera la giacenza sul conto. I soldi sono sempre disponibili. Gli unici punti di debolezza sono due. L’importo massimo investibile su questi conti è in alcuni casi molto basso: 50 mila euro o 100 mila euro. E il tasso offerto da alcune banche è solo promozionale, e quindi valido solo per pochi mesi.
La banca ha migliorato nel 2009 rispetto al 2008 la sua leva finanziaria, passando da un rapporto tra totale dell’attivo tangibile e patrimonio netto tangibile del 128,5 a un più contenuto 51. Livello comunque molto tirato se confrontato con il 21,4 su cui viaggia la nostrana Intesa Sanpaolo e il 24,4 di Unicredit. La leva finanziaria indica quante volte la banca presta i propri soldi e quindi è un indicatore della vulnerabilità a movimenti avversi del mercato e dei propri debitori. La leva finanziaria dice quanto le attività della banca sono coperte dal capitale. Più è basso questo valore meno la banca corre dei rischi.
Leva sotto controllo per ING ma solo tra cinque anni
Nessun correntista per ora ci ha rimesso una lira grazie a questi interventi, ma potendo scegliere perché rischiare? Meglio puntare su istituti più tranquilli come Che Banca, Banca Ifis, Banca Carige o Iwbank che non hanno indicatori così tirati rispetto a depositare i propri soldi su Conto Arancio. Anche perché il gioco in questo caso (i rendimenti offerti dalla Zucca non sono più alti di quelli offerti da Rendimax) non vale decisamente la candela.
Per chi vuole mezzo punto in più, vincolandosi un po’
I rendimenti? Possono arrivare a 2 punti percentuali e le migliori offerte sono quelle di Banca Santander (2,044%), Rendimax (2%), Barclay’s (1,825%). Se si vuole parcheggiare i propri soldi su una banca italiana e di gran nome e tradizione bisogna accontentarsi dell’1,65% di Che Banca. Che va detto offre però due grandi vantaggi rispetto per esempio a Rendimax (che non permette di svincolare il capitale prima della scadenza) e Barclay’s (che in caso di estinzione anticipata non riconosce il becco di un quattrino): permette di interrompere il vincolo prima della scadenza e offre in caso di interruzione anticipata un tasso dello 0,73% netto.
Evviva, arrivano i conti di deposito per i titolari di partite iva
Pronti contro termine, online è tutto un altro interesse
Conti correnti dove il cash è king
Sui primi 15 mila euro il rendimento di Mediolanum Freedom è infatti zero a differenza di un qualsiasi conto di deposito o conto corrente. Sui successivi 15 mila euro arriva al 2,2% ma per meno di tre mesi e solo sottoscrivendo la polizza Mediolanum Plus. Trascorse 12 settimane il tasso lo decide Mediolanum trimestre per trimestre in base all’andamento del Fondo MEDIOLANUM FREEDOM FUND e di quanto decide di questo rendimento di trattenersi la Compagnia. E non è che la compagnia si trattiene bruscolini. Mediolanum può tenere per sè fino al 20% del rendimento del fondo.
La compagnia quindi non riconosce al sottoscrittore del conto Freeedom un tasso di rivalutazione certo trascorso il brevissimo periodo promozionale. Ma lo riconosce a sè medesima: in caso di rendimento positivo della gestione del fondo può trattenere ogni tre mesi o un quinto del rendimento (il 20%) o lo 0,5%. A titolo di esempio, nel caso in cui il rendimento conseguito dal fondo è pari al 4,00%, Mediolanum può trattenere fino allo 0,8%; nel caso il rendimento del fondo è pari allo 0,80%, la trattenuta potrà essere dello 0,5%. Mediolanum ha raccolto 5,8 miliardi lo scorso anno con conto Freedom. La multa quindi che gli ha comminato l’Antitrust di 200 mila euro per «pratica commerciale scorretta» associata a una campagna pubblicitaria ritenuta poco corretta per Freedom non deve avergli pesato molto.

La compagnia, grazie a questo prodotto, è balzata ai primi posti nella classifica italiana del ramo vita. Forse per festeggiare questo successo o per attirare nuovi clienti è nata l’idea di devolvere 15 euro ai bambini di Haiti per ogni conto Freedom aperto perché recita lo slogan della compagnia “Possiamo crescere tutti insieme”. Con 15,00 euro ad Haiti un bambino può andare a scuola per un mese. E grazie ai conti Freedom aperti (secondo i dati di inizio novembre) 463 bambini di Haiti andranno a scuola per un anno. E la Compagnia (Mediolanum e non tanto la fondazione Francesca Rava) incasserà un altro bel pacco di quattrini grazie agli oltre 5500 conti Freedom che è stato necessario aprire per sostenere questa iniziativa benefica.
Del resto il prodotto Freedom attira una marea di sottoscrittori. Al 30 settembre 2010 erano oltre 139 mila i conti Freedom aperti di cui circa la metà aperti quest’anno. E Mediolanum ha incassato finora la bellezza di 5634 milioni di euro di premi lordi grazie alla nuova produzione Vita generata dalle polizze abbinate al conto corrente Freedom. Nella relazione semestrale si parla del prodotto per quello che è e si parla dello scopo per cui è stato concepito: vendere polizze vita. Ma nelle pubblicità questo non è poi tanto chiaro visto che il messaggio che si vuol far passare è che Freedom sia un conto corrente. Ma non tutti, anche se hanno frequentato più di un anno di scuola, vanno a leggersi le relazioni semestrali. O a leggere le note e noticine scritte in piccolo. L’importante è “crescere tutti insieme”. Chi più, chi meno…
Cicala o Formica?
Ma è scorretto impiegare simili conti a nostro parere come una vera e propria forma di investimento. Questa “miopia” finanziaria nel tempo può costare, infatti, molto cara. Meglio optare in questi casi per investimenti veri e propri, molto diversificati, e con la possibilità di spaziare su tutti i mercati obbligazionari a livello mondiale, dove si possono trovare delle vere e proprie perle di rendimento come le obbligazioni dei Paesi Emergenti, tema di investimento da diversi mesi presente nei nostri portafogli di fondi o Etf obbligazionari. Con grande soddisfazione dei nostri Clienti. Che anziché accontentarsi dell’uovo oggi puntano alla gallina domani.
























