Attenzione: dallo scorso Ferragosto 2011 molti dei contenuti di questo articolo sottostante sono stati superati dal nuovo riordino della tassazione delle rendite finanziarie che in estrema sintesi ha equiparato fondi e sicav, portato la tassazione dal 12,5% al 20% sulla maggior parte degli strumenti finanziari (ad eccezione dei titoli di Stato) mentre riguardo il bollo sui depositi titoli si è passati da una cifra forfettaria (bassa) a una progressiva a scaglioni legata all’entità del deposito: in questa intervista a un commercialista (clicca qui per accedere) trattiamo alcune delle principali novità
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Ci mancava pure il fisco a funestare un anno finanziario già assai difficile per l’investitore, stremato dalle perdite subite investendo sui mercati azionari e sulla fetta di debito dello Stivale che la maggior parte delle famiglie italiane ha in portafoglio. Dal 2012 cambierà la tassazione delle rendite finanziarie e saranno tassati più di quanto avviene ora gli interessi sulle obbligazioni, i dividendi e le plusvalenze su azioni e fondi di investimento quotati in Borsa. Verrà inoltre aumentato e in maniera considerevole il bollo titoli tanto che è già stato ribattezzato “superbollo”.
Fino al 31 12 2011 il regime finanziario prevede due aliquote fiscali. Sugli interessi sui conti correnti, conti di deposito e obbligazioni con scadenze inferiori ai 18 mesi si paga il 27%. Sono invece tassati al 12,5% gli interessi sulle obbligazioni con scadenze superiori ai 18 mesi, gli interessi sui titoli di Stato, i dividendi e le plusvalenza su azioni e fondi di investimento quotati in Borsa. Sul fronte bolli, fino a luglio di quest’anno sul deposito titoli pagavamo tutti, indipendentemente dalla taglia del nostro patrimonio, un’imposta di 34,2 euro.
Da luglio di quest’anno il Fisco ha deciso di mettere le mani e pesantemente nelle tasche degli italiani, aumentando il costo del deposito titoli e dal prossimo anno le tasse sulle rendite finanziarie. Il costo del deposito titoli aumenta e non di poco. Chi ha di più pagherà di più in valore assoluto ma non in valore percentuale (visto che l’imposta è tutto tranne che progressiva). E sul fronte delle nuove aliquote fiscali gli unici strumenti che saranno graziati (ovvero su di essi non si pagheranno maggiori tasse) sono i titoli di stato emessi da Tesoro italiano e da altri Stati inclusi nella White List, i titoli di risparmio per l’economia meridionale (i nuovi fantomatici Tremonti Bond che dovrebbero essere emessi dalle banche italiane per finanziare il Sud Italia), le forme di previdenza complementare e i buoni fruttiferi postali.
NUOVE ALIQUOTE IN RAMPA DI LANCIO
Dal 1 gennaio 2012 il Fisco apporterà sostanziosi rincari sulle tasse che dovranno pagare i possessori di molti strumenti finanziari nel momento in cui questi genereranno interessi o guadagni in conto capitale. Con la manovra di agosto il Fisco ha deciso di modificare le aliquote di tassazione delle rendite finanziarie. Vale a dire dei proventi realizzati dalle persone fisiche per interessi su titoli, depositi e conti correnti, per dividendi da azioni e partecipazioni sociali “non qualificate” e da capital gain su partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, anche attraverso gestioni individuali e collettive. Le nuove aliquote fiscali entreranno in vigore con l’anno nuovo e prevedono per molte attività finanziarie sostanziosi rincari.
Tra quelle detenute dalle famiglie italiane le azioni, le obbligazioni e i fondi subiranno i maggiori rincari. Queste attività rappresentavano ad aprile di quest’anno secondo l’Abi (l’associazione delle banche italiane) il 48% dell’investimento nazionale. E su di loro si abbatterà principalmente la scure del fisco. Mentre le altre forme di investimento tra cui i titoli di stato, i certificati di deposito, i depositi bancari , i fondi pensione, e forse le polizze vita (in Italia tutto è sempre in divenire e in attesa di regolamenti attuativi e chiarimenti) e beneficeranno di una minore aliquota fiscale o manterranno invariata l’attuale aliquota fiscale.
Di seguito in questo articolo riservato agli abbonati esaminiamo tutti i cambiamenti molto importanti da conoscere riguardo aliquote ma anche superbollo, minusvalenze e casi particolari come chi detiene più dossier titoli con la stessa banca con i nostri suggerimenti.
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Trovo l’articolo, per così dire, non troppo lapalissiano:
1) il passaggio “Evitare il superbollo non è possibile a meno di non vendere tutte …e investire solo su titoli di Stato italiani o stranieri…” ovvero se POSSEGGO SOLO titoli di stato NON PAGO il superbollo?!
2) Le OAT francesi e i BUND tedeschi sono nella white list e quindi tassati al 12,50%?
3)Per evitare il cumulo del super bollo tra conti correnti con stessa (co)intestazione, NON è forse possibile la scappatoia di aggiungere un altro cointestatario al conto corrente e dossier titoli? Cosa occorre fare? bisogna vendere tutto e aprire un nuovo c.corrente oppure è possibile in qualche modo far transitare il dossier titoli nel nuovo conto corrente senza vendere?
4)l’ultimo capitolo “GITO DI VITE…” mi sembra interessante, ma avrei bisogno di alcuni esempi pratici per capire la portata dellla convenienza/perdita… se posse possibile approfondire….
L’articolo risulta ostico perchè l’argomento in sè è complicato e più di tanto non si può semplificare.
Non c’è scritto da nessuna parte che si detengono titoli di stato non si paga il superbollo. Sono titoli a tutti gli effetti graziati da un fisco più leggero sul fronte della aliquota fiscale su interessi e capital gain.
Francia e Germania appartengono alla White List quindi gli Oat e in Bund sono tassati al 12,5%.
Per quanto riguarda il cumulo del superbollo se i conti sono uno intestato a lei e uno cointestato e sono tutti presso la stessa banca il superbollo non si cumula. Sul cambiamento di intestazione dei conti in modo da avere un conto intestato a Lei e uno cointestato deve chiedere alla sua banca la procedura operativa.
Sull’ultimo capitolo non si possono fare generalizzazioni la convenienza dell’operazione dipende dalle minus che scadono dalle commissioni che si pagano e dalle plus che si hanno. Lo scopo dell’articolo è far presente che la stessa operazione finanziaria (vendita di titoli su cui si è in guadagno) fatta nel 2011 o nel 2012 non ha lo stesso trattamento fiscale e quindi visto che l’attuale legislazione è fiscalmente più favorevole relativamente alla tassazione degli interessi e dei guadagni in conto capitale è migliore di quella che avremo a partire dal prossimo anno è possibile che sia conveniente anticipare qualche operazione. Le minusvalenze si recuperano al 100% (e non al 62,5%) e l’aliquota fiscale è del 12,5% e non del 20%.