Qualcuno per parlare di questo caso ha parlato di Madoff all’italiana dato che i soldi raccolti sembrano essere scomparsi in un meccanismo simile alla catena di Sant’Antonio organizzata dal finanziere americano che piazzava hedge fund dalle performance costanti e crescenti. Salvo scoprire poi che era tutto un bluff.
Qui invece c’era un gruppo di promotori e procacciatori che negli anni avevano raccolto circa 300 milioni di euro attraverso società domiciliate in ogni parte del mondo e prodotti finanziari sempre più sofisticati, facendo leva sui soliti rendimenti allettanti.
A cadere nella trappola quasi un migliaio di risparmiatori fra cui anche giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e anche qualche parlamentare. La famiglia Guzzanti sembra esserci quasi al completo, per esempio.
E il sospetto è che, almeno nell’ultima fase, i riscatti venissero pagati con i soldi dei nuovi sottoscrittori, ovvero con lo stesso trucchetto utilizzato da Bernie Madoff. Così sul finire dello scorso anno dopo la segnalazione della Consob, le autorità francesi mettono in liquidazione la casa madre francese della Egp. E in Italia partono le inchieste della procura di Roma.
Quello che sta emergendo è degno di un giallo finanziario con la società francese EGP (Européenne de Gestion Privée) a sua volta controllata da una società lussemburghese, la Dharma Holding, che sarebbe riconducibile al gestore di fondi Gianfranco Lande. Questi avrebbe operato in questi anni tra Roma e Ginevra per gestire fondi hedge basati alle Bahamas, collocando anche prodotti finanziari strutturati alla clientela dai promotori. Un bel giro con i soldi che una volta partiti da Roma non si capisce più dove finivano.
Come ha ricostruito Giuseppe D’Orta la EGP era presente da diversi anni in Italia ma con pochi clienti. Il “botto” era arrivato con l’ultimo scudo fiscale. Centinaia di risparmiatori disposti a riportare in Italia i capitali detenuti all’estero si sarebbero affidati a questa società. In realtà quello sembrerebbe emergere è che la quasi totalità dei soldi scudati erano in realtà gestioni collocate in modo abusivo da una società sussidiaria dello stesso gruppo Dharma, la European Investments Management (Eim) che convogliava i soldi raccolti soprattutto su due hedge funds domiciliati alle Bahamas. E così quando è arrivato il tempo dello “scudo” non potendo Eim istruire le pratiche per far rientrare i capitali dall’estero ha ceduto il passo a Egp che si è occupata di “regolarizzare” i soldi raccolti abusivamente.
L’attività di Egp è continuata (come il collocamento di prodotti strutturati “selvaggi”) ma col tempo i nodi sono arrivati al pettine. E quando qualche cliente ha iniziato a chiedere la liquidazione della propria posizione oppure di poter trasferire su un altro intermediario i titoli detenuti sono arrivati i primi problemi come spiega Giuseppe D’Orta in questa intervista.
Che cosa sta emergendo?
Come venivano raccolti i soldi?
Si possono ipotizzare delle responsabilità delle autorità di controllo? I vertici della EGP erano stati qualche tempo fa sanzionati in Francia ma questo non ha impedito che in Italia potessero operare indisturbati per lungo tempo?
I risparmiatori coinvolti hanno qualche speranza di rivedere il denaro affidato o rischiano di aver visti bruciati tutti i loro risparmi affidati?
Cambiando ma non troppo argomento come vedi la situazione della consulenza finanziaria indipendente italiana? Qui teoricamente non dovrebbero esistere conflitti d’interesse così macroscopici e soprattutto i soldi dei risparmiatori non si toccano ma si forniscono solo consigli. Eppure dal punto di vista della normativa siamo sempre vicini al punto di partenza ma non si parte mai… Che cosa ne pensi di come è stata finora inquadrata questa professione?
Parlando invece di mode finanziarie qual è la sirena che ha attratto recentemente più risparmiatori? Qual è oggi il sogno oggi più diffuso di facile ricchezza, qual è lo strumento che permette questa volta di diventare tutti ricchi?
Dalle domande che arrivano al sito dell’Aduc dove invece i risparmiatori italiani mostrano maggiori incertezze e preoccupazioni?



















da IL MESSAGGERO di oggi. 24/3/2011 quando si dice anticipare la notizia… Bravi!
Roma, arrestati 5 operatori finanziari:
da vent’anni truffavano vip e aristocratici
Tra le vittime delle truffe Sabina Guzzanti, il padre Paolo, Massimo Ranieri, Stefano Desideri e molti nobili
ROMA – La Guardia di Finanza ha arrestato cinque operatori finanziari che da oltre vent’anni truffavano professionisti, vip e famiglie dell’aristocrazia romana ai quali promettevano interessi alti, anche fino al 10%, a fronte dei loro investimenti. I provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal Gip Simonetta D’Alessandro su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Luca Tescaroli, riguardano Gianfranco Lade, Roberto Torregiani, Giampiero Castellacci di Villanova, Andrea e Raffaella Raspi.
I cinque sono accusati di aver creato una organizzazione che si occupava di raccogliere risparmi illecitamente, ossia senza avere i requisiti previsti dalla legge. Le vittime risiedevano sopratutto nel quartiere Parioli, mentre il gruppo che aveva la propria sede in via Bocca di Leone, nel centro storico. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di associazione per delinquere di carattere transnazionale finalizzata ai reati di abusivismo finanziario, al compimento di reati di truffa e di appropriazione indebita. I soldi ottenuti dai risparmiatori, a cui promettevano rendimenti estremamente alti, venivano investiti in strumenti finanziari, attraverso società abusive del Regno Unito e irlandesi, tutte con lo stesso nome: Eim. L’associazione tra l’altro ha fornito dati falsi alla Consob, continuando ulteriormente la truffa e proponendo ai clienti la sottoscrizione di obbligazioni emesse da società lussemburghesi, riconducibili agli stessi membri dell’organizzazione, non rimborsate alla scadenza o a richiesta dei clienti medesimi. Le indagini, tuttora in corso anche attraverso rogatorie all’estero, hanno permesso di individuare circa 700 investitori, i cui risparmi sono stati trasferiti all’estero attraverso una complessa rete societaria, posta anche in Paesi off-shore, ed impiegati tra l’altro in fondi chiusi esteri, in particolare alle Bahamas.
Sabina Guzzanti, Massimo Ranieri, l’ex calciatore della Roma Stefano Desideri, la principessa Claudia Ruspoli, sono solo alcuni dei personaggi truffati dall’organizzazione. L’indagine è partita alle fine del 2009 sulla base di una trentina di denunce, presentate tra gli altri da Gloria Helen Von Euduck, Claudia Ruspoli, Maria Carla Clavet di Briga, Alessandro d’Aste Stella, Laura Balducci, Maria Grazia Balducci e Sandro Balducci. Alcuni dei clienti truffati, come Ranieri e Desideri, non hanno sporto querela, altri ancora, invece hanno deciso di rivolgersi ai magistrati. Singolare il caso di Sabina Guzzanti che, a fronte di 408 mila euro consegnati agli operatori, ne ha recuperati 380 mila, con una perdita di 28 mila euro. Il gruppo, secondo gli inquirenti, avrebbe conquistato la fiducia sul mercato con operazioni che effettivamente avevano portato un guadagno ai risparmiatori. Tra i clienti del gruppo anche Samantha De Grenet, Paolo Guzzanti, padre di Sabina, e l’avvocato Titta Madia.
Giovedì 24 Marzo 2011 – 14:17 Ultimo aggiornamento: 14:20