ITALIA: VERSO L’APOCALISSE FINANZIARIA O NON C’E’ NULLA DI SERIO DI CUI PREOCCUPARSI PERCHE’ SIAMO “TROPPO GRANDI PER FALLIRE”?

Monaco: “Ricordati che devi morire!!!”.
Troisi: “Come?”.
Monaco: “Ricordati…che devi morire!!!”.
Troisi: “Va bene…”.
Monaco (in maniera incalzante): “Ricordati che devi morire!”.
Troisi: “Si’, si’ …no… m’o me lo segno, proprio… c’ho una cosa… Non vi preoccupate…”.

Povero risparmiatore italiano! Viene in mente il film “Non ci resta che piangere” e la discussione fra Troisi e un monaco diciamo… poco ottimista sulla vita terrena) a pensare al calvario che stanno attraversando milioni di risparmiatori italiani da diversi anni. Si avvicina l’Apocalisse finanziaria? C’è il concreto rischio che il Tesoro italiano o qualche banca italiana possa diventare insolvente e non poter a un certo punto restituire i quattrini ai creditori o depositanti?

Allettati in ogni modo a investire in Borsa, in fondi d’investimento e in titoli di Stato “sicuri” da chi gli raccontava che bastava solo “posizionarsi” e affidarsi agli esperti di banche e fondi per veder moltiplicare il proprio capitale hanno assistito invece in meno di un decennio alla demolizione di quasi ogni certezza. Dallo scoppio della bolla della new economy all’attacco alle Torri Gemelle e all’impero americano, dalla crisi dei mutui subprime e fallimento di Lehman Brothers alla crisi dei debiti sovrani dei paesi periferici dell’Unione Europea.. E tutto quello che secondo il passato doveva andare solo su (azioni, obbligazioni, hedge fund, materie prime) secondo un approccio facilone molto diffuso (che non è quello di chi edita questo sito come BorsaExpert.it e MoneyExpert.it che invece hanno sposato nell’ultimo decennio un approccio molto flessibile) ha invece tradito le aspettative.

Il debito sovrano questo sconosciuto..
Detto così potrebbe sembrare un problema isolato e circoscrivibile a qualche monarchico che ha emesso qualche assegno scoperto ma invece quello del debito sovrano è qualcosa di estremamente preoccupante se si è un po’ ansiosi. E non ci si fida più ciecamente delle previsioni della maggior parte degli economisti e dei governanti (tecnici inclusi) e si è arrivati all’idea che tutto, anche ciò che in teoria non dovrebbe mai accadere, può invece, soprattutto di questi tempi, verificarsi.

Inutile, infatti, a questo punto girarci intorno alla domanda della domanda che da qualche settimana frulla sempre più nella testa di molti risparmiatori italiani: tenere i soldi depositati nelle banche italiane è sicuro al 100%? Il Tesoro italiano ha veramente il “tesoro” con il quale rimborsare nei prossimi mesi e anni tutti i titoli in scadenza nel caso che continui a mantenersi queste condizioni dei mercati dove oramai ad ogni asta il prezzo che occorre pagare per convincere gli investitori sale di un punto percentuale ogni 2 settimane?

  • E se veramente l’euro andasse verso uno smantellamento o una disgregazione come con insistente e crescente refrain iniziano ad adombrare diverse banche d’affari internazionali cosa succederebbe all’Italia, all’euro e soprattutto ai depositi dei risparmiatori italiani?
  • Due gli scenari principali che si fronteggiano fra catastrofisti che si aspettano sempre più sicuri (e alcuni da lunghi data) la prossima Apocalisse finanziaria e fra coloro che invece ritengono semplicemente impossibile un simile evento. Quasi una lotta fra il bene e il male come in un episodio della saga di Harry Potter.
  • Ma il “banco” può saltare veramente ? Sia quello di qualche istituto di credito italiano o europeo o addirittura di un’intera nazione col rischio sempre presente di contagio crescente?
  • E se sì in in un simile scenario “catastrofista” (a cui mai naturalmente vorremmo assistere nella nostra vita e in quella dei nostri figli) quali sono le precauzioni da prendere per cercare di salvare il salvabile e limitarle (almeno parzialmente) nell’immediato i danni? A questo punto esistono (in Italia e non) banche, impieghi ed investimenti veramente sicuri?
  • Ci si può fidare veramente del Fondo Interbancario di Tutela Depositi che “garantisce” ogni correntista italiano per circa 100.000 euro a conto corrente nel caso la situazioni precipiti?
  • La Svizzera come ci chiedono alcuni risparmiatori preoccupati dell’attuale situazione economico-finanziario-politica italiana quanto può essere un porto “sicuro” per delocalizzare parte del proprio patrimonio? Quali i pro e contro di questa scelta e quali banche anche lì meglio evitare e nel caso come fare le cose bene (legalmente e alla luce del sole) e cosa si rischia invece nel tenere comportamenti da evasori?
  • Per come si stanno mettendo le cose (compreso il cambio di governo) c’è da preoccuparsi veramente della possibile applicazione di una tassazione di tipo Patrimoniale; si può cercare di schivarla in qualche modo?

Visto anche le numerosi domande giunte su questi argomenti abbiamo deciso di dedicare questo e i prossimi report a cercare di rispondere a simili questioni, dando la nostra opinione. Che non è certo il Vangelo, naturalmente dato che non ci consideriamo in questo campo affatto Unti dal Signore (a differenza di altri economisti, gestori, imprenditori, banchieri, esperti, blogger che hanno sempre una risposta sicura su tutto…).

La crisi del debito europeo vista dagli inglesi

Preferiamo rispondere con dati, numeri, indicatori, citazioni, dichiarazioni e provare a tracciare qualche considerazione, fiduciosi che chi legge sappia trarre per il proprio profilo di rischio le giuste considerazioni consci che le certezze in simili mercati non le possiede più nessuno..

Né il presidente della nazione più ricca al mondo (un certo Obama), né il risparmiatore più indeciso o credulone…

E in questo report proviamo a fare innanzitutto il punto su dove siamo arrivati se qualcuno si è perso le precedenti puntate…



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Comments

  1. Marcello says:

    grazie dell’analisi

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