LE RISPOSTE ALLE DOMANDE TECNICHE PIU' FREQUENTI RIGUARDANTI IL NUOVO MONEY REPORT (1)
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Consigli e strategie per investitori combattivi
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5 gennaio 2012 By Salvatore Gaziano Lascia un commento
Se avete una buona memoria o dei bimbi piccoli forse ricorderete la favola di Esopo di “Al lupo, Al lupo”. Una storiella (e una morale) che si ritrova in molte favolette per bambini. Vale la pena … [Continua...]

29 dicembre 2011 By Salvatore Gaziano Lascia un commento
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Anche il mondo degli Etf (azioni, obbligazioni, indici), Etc (quelli legati alle materie prime) ed Etn (simili a una sorta di cambiali si comportano come … [Continua...]

23 dicembre 2011 By Anna Iko Lascia un commento
TOP Sarà una questione di fede ma questa settimana sul gradino più alto di Piazza Affari si trova la Juventus. In campionato è stata raggiunta dal Milan nell’ultima giornata ma la squadra … [Continua...]

22 dicembre 2011 By Salvatore Gaziano Lascia un commento
Forse questa storia non avrà l’eco del crac della Parmalat di Tanzi e del ragionier Tonna. E non ci sarà un fantastico Toni Servillo e un sempre bravo Remo Girone a impersonare al cinema questa … [Continua...]

20 dicembre 2011 By Anna Iko Lascia un commento
Per gli abbonati in formato rivista in pdf tutta la collezione completa degli articoli pubblicati negli ultimi 30 giorni: Ecco il sommario: L’inchiesta “ANGELA, O QUI SI FA L’EUROPA O SI … [Continua...]
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quando vado al supermercato mi irrito se trovo che hanno cambiato la disposizione delle merci; bene voi continuate a cambiare le vostre pubblicazioni ed anche se in meglio ci costringete troppo spesso ad adattarci a nuove situazioni; considerate che non tutti hanno il piacere di adattarsi ai cambiamenti dopo che si sono abituati a determinate procedure e per quanto abbiano a cuore i propri risparmi non sono dei professionisti del pc o della finanza. Mi vorreste spiegare poi cosa intendete per metodo “quantitativo”?
Suggestionato dai positivi commenti del bravo Sassetti (a proposito, dove è sparito?), qualche anno fa stavo per sottoscrivere il Global Rotation di Diamon (altri vostri amici). Per fortuna poi ci ho ripensato e mi sono limitato a tenerlo d’occhio. Non solo quel prodotto della Diamon ma anche altri come Matematics ed altri ancora che sono poi spariti di cui fatico a ricordare il nome e che mi sembravano m olto adatti ai tempi perchè dovevano essere hedgiati, mi pare che non abbiano colto grandi successi.
E’ vero che in questi anni anche uno dei più bravi come Buffet non ha fatto miracoli. Probabilmente ha ragione Taleb che ci vede in balia del caso: se proprio volete fate una forte scommessa con una piccolo cifra che potete perdere, se per caso la indovinate (una put, una call sull’indice) guadagnate per qualche altra scommessa. Quando poi si vedono i mercati manipolati come in questi giorni nelle mani di Moody (o dei suoi azionisti?) e della GS, sembrerebbe più giusto andare a scommettere al casinò, almeno si rischia di vedere qualche bella donna.
Gentile Vittore,
ci sono altri posti oltre ai casinò per vedere delle belle donne…e peraltro chi “batte’ quegli ambienti spesso non lo fa proprio disinteressatamente. Battute a parte crescere ed evolversi è qualcosa che non solo la tecnologia ma i mercati ci impongono.
Chi si ferma è perduto. E un investitore che oggi vuole ragionare come magari faceva all’inizio degli anni ’80 può certo farlo ma deve essere disposto a sopportare un prezzo (e uno stress) sempre più alto. Anch’io ogni tanto lancio il suo stesso sfogo: quante cose siamo costretti a imparare e sempre di più! Fermate il mondo, voglio scendere!!!
Ma non sapersi adattare alle nuove situazioni (e i mercati ci insegnano soprattutto questo) può costare molto. Peraltro su MoneyReport.it se trova difficile leggere gli articoli in tempo reale invece che vederli tutti pubblicati in un pdf mensile (come facevamo fino a un mese fa) diserti il web e fra pochi giorni potrà scaricarsi tutta la “collection’ mensile in un unico documento.
E nulla cambierà coos nella sua vita riguardo le vecchie abitudini.
“Le vecchie abitudini, anche se cattive, turbano meno delle cose nuove e inconsuete. Tuttavia, talvolta è necessario cambiare, passando gradualmente alle cose inconsuete’. Lo diceva Ippocrate (ma anche con un concetto molto simile Jean-Jacques Rousseau) e stare “fuori dal branco’ significa anche questo: non sedersi mai sugli allori e spingersi in terreni nuovi.
Che cosa intendiamo per metodo quantitativo? Abbiamo dedicato l’intero numero di MoneyReport n.12 a questo argomento e poi anche un articolo e voglio credere che la sua sia una simpatica provocazione vista che dichiara lettore di quel simpatico Cigno Nero che risponde al nome di Nassim Taleb.
Per approccio quantitativo si intende (a beneficio di tutti) comunque chi nella composizione di un portafoglio di azioni, obbligazioni. Etf o fondi non si attiene al cosiddetto “metodo classico’ basato sull’analisi fondamentale e un approccio “discrezionale’ (previsioni sugli utili, incontri col management, analisi dei multipli, analisi settoriale) ma affida la scelta dei titoli e il cosiddetto “market timing’ (ovvero quando comprare e quando vedere) all’analisi dei prezzi e altri indicatori di tipo quantitativo appunto. Un’analisi tecnica finalizzata e basata non su opinioni e “figure’ ma su veri e propri trading system in cui si determinano ex ante (ovvero prima) delle regole e poi si applicano, utilizzando sovente dei computer.
Riguardo Paolo Sassetti l’assicuro che sta bene (lo abbiamo intervistato nel numero di settembre di MoneyReport.it) ed è un convinto assertore della superiorità di questo metodo. E riguardo a Daniele Bernardi di Diaman (a cui mi attribuisce dato che l’ho intervistato… un’amicizia spero non affettuosa visti i tempi) se vorrà potrà rispondere alle sue osservazioni.
Personalmente posso rispondere dei miei risultati in questi anni e non di quelli degli altri. E certo ha ragione in senso lato a dire che non basta certo l’etichetta di “gestione quantitativa’ per vantare una supremazia nei risultati visto che il metodo perfetto non esiste. Ma dato che dovrebbe conoscere la nostra storia e anche i risultati dei nostri portafogli (sia di tipo quantitativo che fondamentale) rispetto all’andamento del mercato (e anche dei sistemi di copertura) credo che qualche idea (rispetto alla nostra capacità di fare meglio o peggio del mercato) dovrebbe essersela fatta visto che le performance realizzate in questi anni non sono opinioni.
Infine riguardo al casinò le assicuro che le probabilità di perdere sono ben superiori a quelle della Borsa. Ma comprendo che simili mercati possano far girare le…palle come una roulette impazzita. Ma se si è preparati a tutto (e per questo motivo da diversi anni come sa abbiamo pesantemente investito proprio nei sistemi quantitativi ovvero trading system per fornire consulenza ai nostri clienti a 360° o quasi) i Cigni Neri, gli eventi “imprevedibili’ diventano più gestibili ed esiste coos a fianco una strategia di entrata anche una di uscita e/o di copertura.
Magari non sempre vincente ed extra-performante (quella è l’utopia degli scommettitori seriali alla ricerca del “sistemone’) ma in grado nel tempo di non distruggere il proprio patrimonio e anzi di farlo crescere più del mercato. Certo sarebbe bello ottenere tutto questo (come è accaduto magari nel passato) non facendo assolutamente nulla se non il cassettista ma i tempi sono forse cambiati. E non da oggi ma da qualche anno…