RAPPORTO IMMOBILIARE: DOVE VA IL MERCATO DELLE SECONDE CASE IN ITALIA.

(la sintesi di questa ricerca è stata pubblicata dal mensile Capital nell’edizione di luglio 2011)

Chi si appresta a valutare come potenziale acquirente in Italia il mercato delle seconde case (mare, montagna, laghi, campagna) ha solo l’imbarazzo della scelta da dove partire. Il panorama è estremamente variegato con oltre 8.000 comuni dove non sempre è facile mettere mettere d’accordo cuore e portafoglio. La villa a Capri al “modico” prezzo di più di 15.000 euro al metro quadro o una soluzione più abbordabile come i 1.000 euro al metro quadro richiesti a Marina di Rossano in Calabria?

In famiglia su questi argomenti si può discutere e accapigliarsi per mesi e mesi, trovando difficilmente il compromesso che soddisfa tutti. Anche perché dopo che si è acquistata la seconda casa e si è conquistato l’agognato posto al sole un altro tarlo s’insinuerà quasi certamente nel cervello dei proprietari col passare del tempo: e se il vero affare l’avesse fatto il venditore?

La seconda casa comunque piace poiché sotto sotto siamo un popolo di immobiliaristi e si stima che un italiano, su quattro, da Udine ad Agrigento,  ne possiede
mediamente una. Con percentuali che superano l’80% (così dicono le ricerche sul tema) fra gli italiani che hanno affidato in gestione i loro soldi a un private banker e dispongono quindi di un patrimonio finanziario superiore ai 500.000 euro. “Più soldi hai, più metri quadri possiedi” è ancora il mantra degli italiani che considerano talvolta irrazionalmente (vedi qui l’approfondimento dedicato) la casa come il bene rifugio per eccellenza che “non ti fa perdere i soldi, sempre e comunque”.

E pazienza se il guru americano della ricchezza Robert T. Kiyosaki sostiene che acquistare una casa per abitarci (già la prima, figuriamoci la seconda) sia uno dei modi migliori per bruciare denaro visto che per lui questa uscita è da considerasi nella colonna dei passivi e non in quella degli attivi.

Si fa presto a dire seconda casa perché sotto questa definizione si trova di tutto. Magari è un lascito familiare,  la casa del borgo natio un po’ sgarruppata o il “villino” come dicono in Sicilia dove andare a festeggiare la Pasquetta e il Ferragosto oppure il villone o l’appartamento al mare o in montagna acquistati nel periodo del boom economico e come segno di raggiunto benessere economico dopo aver consultato per anni e preso ispirazione su Ad e Case & Country.

Una cosa è certa. Il mercato immobiliare turistico attuale è completamente diverso da quello di qualche anno fa e lo dicono non soltanto le aride cifre economiche.

La crisi, anche qui, ha fatto terra bruciata di molti luoghi comuni come la storiella che l’immobile non tradisce ed è un investimento sicuro e che si rivaluta nel tempo senza scossoni. Andatelo a dire a quegli italiani che da quasi  2 anni sono in attesa di trovare un compratore della loro villa in Sardegna o nel Piacentino o del casale in Toscana. E nemmeno la mossa di aver abbassato la proposta di vendita del 10% sembra al momento sortire alcun effetto, attirando frotte di compratori.



“In Italia è ancora forte la cultura latina che vede la casa come qualcosa di intoccabile e l’investimento più importante– osserva Guido Lodigiani, direttore dell’ufficio studi Gabetti – Ma anche l’immobiliare è bene sempre ricordare che risponde alla spietata legge del mercato. E fatte le debite proporzioni è fuori da ogni logica pensare che l’immobiliare è l’unico asset che sale sempre in tutte le condizioni o che una casa acquistata nel 2007 oggi abbia un valore superiore o uguale”.

Qual è oggi l’identikit di chi vuole acquistare una seconda casa, cosa cerca e quali sono oggi le mete più ambite e/o interessanti?

Che cosa dicono gli addetti ai lavori e le ultime ricerche sul mercato?  Quali le tendenze, le location “in” e quelle “out”?

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