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ITALIA, O CRESCI O ESCI! UN SAGGIO MOLTO ATTUALE

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In “Italia, cresci o esci” (Garzanti editori) due ex consulenti Mc Kinsey, Roger Abravanel e Luca D’Agnese, analizzano e spiegano i problemi del paese Italia.
Dell’Italia che non cresce. Da un sacco di anni. “L’economia italiana – osservano gli autori di “Italia o cresci o esci” – ha smesso di crescere molto prima della grande crisi… Quando gli altri crescono noi restiamo quasi fermi…quando gli altri arretrano noi retrocediamo ancora di più”. Risultato l’Italia non cresce da almeno un decennio. Ma perché il paese non cresce? Ce lo spiegano gli autori e l’economista Mario Deaglio nell’ultimo “Rapporto sull’economia globale e l’Italia” del centro Einaudi. E quanto pesa sugli investitori istituzionali il problema della (mancata) crescita? Zero per alcuni. Secondo Goldman Sachs l’Italia è tra i mercati più interessanti in cui investire insieme a Cina, Russia e Brasile…e anche il premio Nobel Paul Krugman dice che l’Italia “probabilmente non è un caso disperato, come i numeri ci vorrebbero far credere”. Allora Italia sì o Italia no?

ITALIA SI’, ITALIA NO. RIUSCIREMO A USCIRE DALLA CRISI?

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Il mal d’Italia si chiama austerity secondo Krugman perchè le misure di contenimento della spesa pubblica riducono il Pil e provocano un aumento della disoccupazione. E il debito pubblico se diminuisce il Pil aumenta anziché calare. L’Italia è attualmente il Paese dell’UE ad avere il maggiore avanzo primario. Ma allora conviene puntare sullo stivale? O c’è un tallone d’Achille che il Belpaese si porta dietro da qualche decennio? La ricetta di Monti a base di austerity è quella giusta?

Per i cugini spagnoli la fiesta è finita

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Il Governatore della Banca Centrale spagnola, Luis Maria Linde ha confermato che l’economia del Paese non dà ancora segni di ripresa e questo potrebbe compromettere i target di risanamento delle finanze pubbliche per il 2012 e il 2013. E già si parla di nuovi sacrifici. Ma come si è passati dal “miracolo” spagnolo al letto di cura? Intanto 4 banche spagnole nazionalizzate (Bankia, Novagalicia, CatalunyaCaixa e Banca di Valencia) riceveranno un primo pacchetto di aiuti 37 miliardi di euro da parte europea.

IL RITORNO DEL DRACMA GRECO

Dracma Greco

In un clima arroventato dalle proteste di piazza il parlamento greco ha approvato in questi giorni le nuove misure di austerity richieste dalla Troika in cambio della terza tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro che è sempre sul punto di arrivare ma non arriva (e per il ministro delle Finanze greco se non si sblocca entro martedì sarà bancarotta). Per il paese europeo dell’area Pigs che sta scontando la peggiore recessione come ampiezza e durata, non si riesce a intravedere l’uscita dal tunnel della recessione. La Troika stima che la Grecia potrebbe avere bisogno di ulteriori 15 miliardi di euro entro il 2014 e di altri 17,6 per il biennio 2015-2016. Nel 2013 si stima che il debito greco raggiungerà il 188% del Pil. Quale futuro attende il paese?

IRLANDA, toglieteci tutto ma non il sex appeal fiscale

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Dei famigerati Piigs è il Paese dove sembra che la cura della Troika sta funzionando meglio. E la Tigre Celtica sembra vedere una luce in fondo al tunnel. Anche qui ci sono state misure di austerity e l’ultima manovra “suggerita” prevede una tassa sugli immobili, tagli al Welfare State, riduzioni nei salari dei lavoratori pubblici e la riduzione della spesa in infrastrutture. Ma l’imposizione fiscale “mite” (soprattutto per le aziende straniere) non è mai stata messa in discussione e resta la specialità della “casa”. E la fortuna su cui è seduta l’Irlanda che tornare a vedere meno grigio il proprio cielo.

PORTOGALLO, UN PAESE SOTTO CURA. COME STA IL MALATO?

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Come procede la situazione economica in Europa? In Portogallo Draghi vede una luce in fondo al tunnel e dice che la situazione sta migliorando. Ma questo Paese è ancora un vigilato speciale dopo che sono stati nello scorso anno stanziati 78 miliardi di euro per evitare la bancarotta tramite un accordo con l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. L’economia fatica a ripartire e crescono le tensioni sociali per il forte innalzamento delle tasse e dei tagli.

GLI AMERICANI POMPANO LIQUIDITA’ A GOGO’. E GLI USA STANNO TORNANDO AI LIVELLI PRE-CRISI. MA CI SONO ANCHE ALCUNE CONTROINDICAZIONI

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I mercati azionari Usa sono tornati vicini ai massimi assoluti; le vendite auto negli States sono tornate a volare come i prestiti subprime. La cura da cavallo attuata dalla Fed sembra produrre qualche effetto ma in Europa, Asia e Sud America le cose non vanno proprio bene e c’è chi come il ministro delle finanze brasiliano, Guido Mantega, accusa apertamente la politica di Bernanke e della Fed di provocare una vera e propria “guerra valutaria” e di alimentare in questo modo solo bolle.

NON C’E’ DUE SENZA TRE. DRAGHI VARA NUOVO PROGRAMMA DI ACQUISTO “ILLIMITATO” DI BOND. SIAMO SALVI?

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Via libera al piano anti-spread della Banca centrale europea. Il piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce non avrà «limiti quantitativi ex ante ed è coerente con il mandato della Banca centrale europea», ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, illustrando oggi in una conferenza stampa a Francoforte le modalità del programma di acquisto di bond. E usando ancora la parola “condizionalità”. Che cosa accadrà adesso? Il caso della Banca Nazionale Svizzera e l’acquisto veramente “illimitato” di euro per difendere il cambio 1.20

Dopo la crisi, le crisi? A che punto siamo della notte…

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Sui mercati finanziari torna a salire la volatilità : a bruschi ribassi si susseguono recuperi anche violenti. Ci si è allontanati dai recenti minimi annuali ma siamo ancora sotto i livelli di aprile. La paura del debito sovrano (soprattutto di alcuni Stati europei) e quello di una ripresa economica anemica hanno spaventato gli investitori e la solidità  di molte banche è ritornata in discussione. Meglio guardare il bicchiere mezzo vuoto o quello mezzo pieno? Parliamo di questi argomenti, analizzando il pensiero di due economisti (Nouriel Roubini e Jacques Attali) in testa alle classifiche dei libri più venduti e con un’intervista a tutto campo con Claudia Segre, responsabile obbligazionario di Abaxbank (gruppo Credito Emiliano).

DOPO LA CRISI, LE CRISI? PROFETI (DI VENTURA E SVENTURA) A CONFRONTO: NOURIEL ROUBINI E JACQUES ATTALI.

Attali

L’economista Nouriel Roubini, fra i pochi che aveva previsto la Grande Recessione, vede ancora grigio mentre Jacques Attali spiega come sopravvivere alla crisi, partendo da se stessi. «Nel prossimo decennio il mondo attraverserà  cambiamenti radicali, solo in parte collegati all’attuale situazione finanziaria. Ciascuno di noi sarà minacciato e dovrà trovare gli strumenti per salvarsi». spiega Attali mentre Roubini auspica una serie di interventi e riforme per uscire dal tunnel. Facendo quasi la figura dell’ottimista se pensa veramente che le classi dirigenti si preoccupino veramente di pensare al lungo periodo…