PROVOCAZIONI. SAPRESTE RICONOSCERE UNA BANCONOTA VERA DA UNA FALSA DA 300 EURO?

PROVOCAZIONI. SAPRESTE RICONOSCERE UNA BANCONOTA VERA DA UNA FALSA DA 300 EURO?

Fra le notizie più pazze dell’anno MoneyReport.it premia quella della banda di falsari napoletana (sgominata) che ha spacciato in Germania banconote da 300 euro. E lancia una provocazione: ma in tempo di Quantitative Easing e stimoli keynesiani all’economia è giusto arrestare dei falsari? E se contribuissero loro, meglio di molti banchieri, a stimolare l’economia? Il caso di Alves Reis e della grande truffa al Banco de Portugal degli anni ’20 vale la pena di essere ricordata se non la conoscete…

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Come e dove investire oggi. Che cosa sta succedendo sui mercati azionari e in giro per il mondo? C'è da preoccuparsi?

Come e dove investire oggi. Che cosa sta succedendo sui mercati azionari e in giro per il mondo? C’è da preoccuparsi?

Negli ultimi mesi quasi tutte le Borse del mondo hanno ritracciato dai massimi con perdite a 2 cifre soprattutto per i listini italiani, tedeschi, francesi e russi. La ripresa che sembrava fino a qualche mese fa alle porte si è affievolita mentre le banche centrali valutano il da farsi. I consigli in base alle nostre strategie.

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PATRIMONIALE? RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO? QUANDO I SOLDI FINISCONO…I RISPARMIATORI AVVEDUTI NON SI FANNO COGLIERE TOTALMENTE IMPREPARATI

PATRIMONIALE? RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO? QUANDO I SOLDI FINISCONO…I RISPARMIATORI AVVEDUTI NON SI FANNO COGLIERE TOTALMENTE IMPREPARATI

Un economista inglese omonimo del re dell’horror, Stephen D. King, nel saggio “Quando i soldi finiscono” propone un’analisi e delle ricette per uscire dalla crisi di Eurolandia e dei paesi “cicala” come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Intanto l’economia e le finanze dell’Italia lanciano segnali di allarme. C’è da preoccuparsi e cosa fare?

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SULL’OBBLIGAZIONARIO E SUL DEBITO PUBBLICO ITALIANO SI AVVICINA LA RESA DEI CONTI?

SULL’OBBLIGAZIONARIO E SUL DEBITO PUBBLICO ITALIANO SI AVVICINA LA RESA DEI CONTI?

Sul mercato obbligazionario riemergono i dubbi sulla sostenibilità della manovra di pompaggio liquidità operata da Mario Draghi e qualcuno si domanda se non esiste un rischio “bolla” per il mercato del reddito fisso vedendo i rendimenti miseri offerti dalla maggior parte delle emissioni, “drogate” dai massicci acquisti delle banche grazie ai soldi della Bce. E sull’Italia il debito pubblico continua a crescere senza soste e qualche dubbio sulla sostenibilità anche qui si addensa…

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RITORNA LO SPETTRO DELLA PATRIMONIALE. E SE FOSSE STATO MEGLIO FINIRE IN MANO ALLA TROIKA NEL 2011?

RITORNA LO SPETTRO DELLA PATRIMONIALE. E SE FOSSE STATO MEGLIO FINIRE IN MANO ALLA TROIKA NEL 2011?

Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine? L’avvento del governo Monti era stato salutato nel 2011 come quello del “Salvatore” ma dopo 3 anni l’Italia non è uscita dal guado e la luce che il professore vedeva in fondo al tunnel è ancora un miraggio. Se ne parla ne “La lunga notte dell’euro” di Stefano Feltri e Alessandro Barbera e ne abbiamo discusso con gli autori.

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ITALIA, O CRESCI O ESCI! UN SAGGIO MOLTO ATTUALE

ITALIA, O CRESCI O ESCI! UN SAGGIO MOLTO ATTUALE

In “Italia, cresci o esci” (Garzanti editori) due ex consulenti Mc Kinsey, Roger Abravanel e Luca D’Agnese, analizzano e spiegano i problemi del paese Italia.
Dell’Italia che non cresce. Da un sacco di anni. “L’economia italiana – osservano gli autori di “Italia o cresci o esci” – ha smesso di crescere molto prima della grande crisi… Quando gli altri crescono noi restiamo quasi fermi…quando gli altri arretrano noi retrocediamo ancora di più”. Risultato l’Italia non cresce da almeno un decennio. Ma perché il paese non cresce? Ce lo spiegano gli autori e l’economista Mario Deaglio nell’ultimo “Rapporto sull’economia globale e l’Italia” del centro Einaudi. E quanto pesa sugli investitori istituzionali il problema della (mancata) crescita? Zero per alcuni. Secondo Goldman Sachs l’Italia è tra i mercati più interessanti in cui investire insieme a Cina, Russia e Brasile…e anche il premio Nobel Paul Krugman dice che l’Italia “probabilmente non è un caso disperato, come i numeri ci vorrebbero far credere”. Allora Italia sì o Italia no?

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ITALIA SI', ITALIA NO. RIUSCIREMO A USCIRE DALLA CRISI?

ITALIA SI’, ITALIA NO. RIUSCIREMO A USCIRE DALLA CRISI?

Il mal d’Italia si chiama austerity secondo Krugman perchè le misure di contenimento della spesa pubblica riducono il Pil e provocano un aumento della disoccupazione. E il debito pubblico se diminuisce il Pil aumenta anziché calare. L’Italia è attualmente il Paese dell’UE ad avere il maggiore avanzo primario. Ma allora conviene puntare sullo stivale? O c’è un tallone d’Achille che il Belpaese si porta dietro da qualche decennio? La ricetta di Monti a base di austerity è quella giusta?

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Per i cugini spagnoli la fiesta è finita

Per i cugini spagnoli la fiesta è finita

Il Governatore della Banca Centrale spagnola, Luis Maria Linde ha confermato che l’economia del Paese non dà ancora segni di ripresa e questo potrebbe compromettere i target di risanamento delle finanze pubbliche per il 2012 e il 2013. E già si parla di nuovi sacrifici. Ma come si è passati dal “miracolo” spagnolo al letto di cura? Intanto 4 banche spagnole nazionalizzate (Bankia, Novagalicia, CatalunyaCaixa e Banca di Valencia) riceveranno un primo pacchetto di aiuti 37 miliardi di euro da parte europea.

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IL RITORNO DEL DRACMA GRECO

IL RITORNO DEL DRACMA GRECO

In un clima arroventato dalle proteste di piazza il parlamento greco ha approvato in questi giorni le nuove misure di austerity richieste dalla Troika in cambio della terza tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro che è sempre sul punto di arrivare ma non arriva (e per il ministro delle Finanze greco se non si sblocca entro martedì sarà bancarotta). Per il paese europeo dell’area Pigs che sta scontando la peggiore recessione come ampiezza e durata, non si riesce a intravedere l’uscita dal tunnel della recessione. La Troika stima che la Grecia potrebbe avere bisogno di ulteriori 15 miliardi di euro entro il 2014 e di altri 17,6 per il biennio 2015-2016. Nel 2013 si stima che il debito greco raggiungerà il 188% del Pil. Quale futuro attende il paese?

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IRLANDA, toglieteci tutto ma non il sex appeal fiscale

IRLANDA, toglieteci tutto ma non il sex appeal fiscale

Dei famigerati Piigs è il Paese dove sembra che la cura della Troika sta funzionando meglio. E la Tigre Celtica sembra vedere una luce in fondo al tunnel. Anche qui ci sono state misure di austerity e l’ultima manovra “suggerita” prevede una tassa sugli immobili, tagli al Welfare State, riduzioni nei salari dei lavoratori pubblici e la riduzione della spesa in infrastrutture. Ma l’imposizione fiscale “mite” (soprattutto per le aziende straniere) non è mai stata messa in discussione e resta la specialità della “casa”. E la fortuna su cui è seduta l’Irlanda che tornare a vedere meno grigio il proprio cielo.

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