apr 172012
 

Sono giorni di trepidazione questi per i titolari del fondo collocato da Ing Direct Borsa Protetta Arancio maggio 2011 che scade a fine mese. Il loro gruzzolo rischia, infatti, dopo un anno di investimento di prendersi una “lamata” del 25%. Il mercato (per qualcuno il “boia”) deciderà se far scattare la “ghigliottina” o invece pagare ai titolari di questo prodotto una cedola del 3,6% netto. Prodotti a capitale “protetto”, “garantito”….ovvero “chi garantisce e protegge cosa”… sarebbe bene chiedersi prima di sottoscrivere questi prodotti. Leggendo i prospetti informativi. Per capire bene cosa si sta sottoscrivendo senza fidarsi ciecamente solo del venditore o degli inserti pubblicitari..

Avevamo già parlato lo scorso anno di questo prodotto (vedi qui) che ha avuto un forte successo in Italia complice il marchio della “zucca” e in queste settimane diversi sottoscrittori ci hanno scritto preoccupati perché temono che l’evento “maledetto” possa compiersi.

Nell’articolo pubblicato lo scorso settembre “Borsa Protetta Arancio: dolcetto o scherzetto” mettevamo in guardia su questo prodotto su alcuni rischi/opportunità ora come allora come allora come un investimento protetto e  rivolto a investitori con rischio medio/basso.  Definizioni corrette per un investimento che in meno di un anno può decurtare del 25% il capitale di chi lo compra? Qualche dubbio ci era venuto. E non solo a noi.

In questi giorni abbiamo ricevuto numerose telefonate e email da parte di risparmiatori posti di fronte all’amletico dilemma: disinvestire subito Borsa Protetta Arancio maggio 2011 al valore del NAV il 18 aprile 2012 o aspettare il 30/04/2012 e rischiare di perdere il 25% del capitale investito? E propendendo per una onorevole ritirata e disinvestendo subito il prodotto quale sarà la perdita a cui si andrà in contro? Lo si saprà il prossimo 18 aprile quando verrà comunicato dal gestore del fondo il valore del NAV.  Peccato che più si avvicina la scadenza del prodotto e più il valore del NAV rischia di riflettere la perdita dell’indice Eurostoxx50. Un bel dilemma, insomma, per i risparmiatori che magari in modo un po’ troppo ottimistico avevano sottoscritto questo prodotto fidandosi magari della pubblicità che descriveva questo prodotto quasi come una passeggiata quasi “sicura”.

Di cosa si tratta?

Chi ha sottoscritto l’ultimo Borsa Protetta Arancio maggio 2011 sta sudando freddo. E secondo il regolamento di questo fondo particolare l’indice Eurostoxx 50 perde (mentre scriviamo) dal 06 maggio 2011 il 22,5%. Se al 30 aprile 2012 l’indice Eurostoxx avrà perso il 25% rispetto al valore che aveva il 06 maggio 2011 (2924 punti) salterà la protezione. Il sottoscrittore quindi rischia di perdere il 25% del proprio capitale in un anno in cambio di un magro 3,6% netto. Il sottoscrittore può anche non aspettare la scadenza e ritirarsi prima. Sono possibili infatti disinvestimenti settimanali parziali o totali al valore di mercato (NAV) della quota che viene pubblicata sul sito di Ing Direct o sul Sole 24Ore o sul Corriere della Sera. E chi uscisse oggi da Borsa Protetta Arancio maggio 2011 perderebbe secondo le rilevazioni della settimana scorsa circa il 6% (ma è importante a questo punto la prossima rilevazione del 18 aprile).

Un bel dilemma, insomma, per i risparmiatori che magari in modo un po’ troppo ottimistico avevano sottoscritto questo prodotto fidandosi magari della pubblicità che descriveva questo prodotto quasi come una passeggiata “sicura”.

Eurostoxx, “sale guarda come sale guarda come viene giù…”

l'andamento dell'Eurostoxx 50 dal lancio di Borsa Protetta Arancio

La performance del prodotto, venduto come a medio/basso rischio, è legata all’indice l’Eurostoxx50 che da quanto è stato lanciato il primo Borsa Protetta Arancio (maggio 2008) ha avuto una volatilità del 30,64%.

Così grazie agli “up side down” dell’indice Eurostoxx 50 le ultime due edizioni di Borsa Protetta Arancio non hanno fatto dormire sonni propriamente tranquilli. Chi ha sottoscritto Borsa Protetta Arancio novembre 2010 che scadeva quindi a novembre 2011 (in concomitanza di Halloween) si è trovato di fronte a questo dilemma.  Il 12 settembre 2011 l’indice Eurostoxx toccava i 2000 punti ed era sotto del 27% rispetto al valore registrato il 05/11/2010 data di partenza della rilevazione dell’indice di Borsa Protetta Arancio 2010 (2871 punti).

Lo “zigzagante” sottoscrittore di Borsa Protetta Arancio aveva due possibilità o vendere Borsa Protetta Arancio al NAV  incamerando una perdita del 10% o aspettare il 31 ottobre 2011 e sperare che l’indice registrasse una perdita inferiore al 25%, insomma risalisse un po’ dagli abissi in cui era sprofondato. Bel dilemma per un investimento a capitale protetto e con un profilo di rischio medio basso. Ma a chi ha tenuto duro o non aveva capito nulla di come funzionava il prodotto e non si è fatto domande è andata bene rispetto a quello che poteva capitargli. L’indice Eurostoxx50 avvicinandosi alla scadenza del prodotto è leggermente risalito e a ottobre 2011 segnava un bel -17% rispetto ai valori iniziali di rilevazione, quindi entro la soglia di protezione. Morale? Tanto spavento e un po’ di guadagno: l’agognato  3,6% era suo. Per il rischio corso non è esattamente un bel prendere ma bisogna anche sapersi accontentare.

La storia si ripete. Anche se la notte delle streghe è passata da un pezzo. Che fare?


E l’ardua decisione ora come allora si ripropone a chi ha in scadenza Borsa Protetta Arancio il 30 aprile 2012. L’indice Eurostoxx50  è sotto del 21,70% il NAV è intorno ai 55 euro. Esco ora e incasso una piccola perdita o confido che l’indice al 30 04 2012 non vada sotto il 25% (rispetto al valore registrato il 06 maggio 2011) mi chiede un risparmiatore? Se va sotto perdo il 25% di quanto ho investito. Se non va sotto il 25% guadagno il 3,6% netto.
Peccato però che se l’indice Eurostoxx continua a scendere il NAV, essendo vicini alla chiusura dell’operazione, scenderà probabilmente ogni settimana di più e la mia perdita rischia di essere maggiore. Statisticamente non doveva accadere così sovente questo evento ma i cigni neri oramai sono più dei cigni bianchi…

L’andamento negativo dei mercati e il fatto che questo fondo Borsa Protetta Arancio si trovi dal suo lancio (giugno 2008) a dover combattere sempre più a ogni scadenza con la probabilità che l’evento peggiore si verifichi è una buona dimostrazione della proliferazione dei “cigni neri”.

Quando l’imprevedibile accade e diventa quasi prevedibile. La storia dei cigni neri…

Nel suo libro più famoso il gestore Nassim Nicholas Taleb racconta di alcuni europei che quando arrivarono in Australia videro per la prima volta dei cigni neri dopo aver creduto per secoli invece che tutti i cigni fossero bianchi, rimanendone sorpresi.

Taleb usa la metafora del “cigno nero” per spiegare che eventi isolati e inaspettati sono frequenti  e che il mondo è sempre più dominato da ciò che è estremo, sconosciuto e molto improbabile (secondo la nostra conoscenza attuale), mentre noi continuiamo a occuparci di aspetti secondari, a concentrarci su ciò che è conosciuto e ripetuto mentre il futuro sarà sempre meno prevedibile. E per questo secondo Taleb sarà sempre  necessaria molta più immaginazione di quella di cui disponiamo.

In un’analisi pubblicata dopo il lancio di Borsa Protetta Arancio gli esperti della rivista Altroconsumo (che comunque avevano sconsigliato questo prodotto) avevano effettuato 50.000 simulazioni con i loro modelli econometrici per arrivare alla conclusione che nella stra-maggioranza dei casi (ben il 92,4%) chi avesse investito in questo prodotto avrebbe avuto la possibilità di centrare il rendimento target (il 4% netto). Con solo quindi il 7,6% di probabilità che l’evento non si realizzasse, perdendo il 25% secco.

Invece negli ultimi anni i mercati ci hanno abituato a discese prolungate e anche forti e un evento con probabilità di verificarsi di 1 su 13 (ovvero che l’indice delle Borse europee perda in un anno oltre il 25%) ha quasi la stessa probabilità di verificarsi di un balzo ai primi posti della hit parade dei brani più scaricati del nuovo album di Lady Gaga.

Money Report chiama. E il Call Center risponde. E ci spiega che…

Ma se io perdo il 25% sottoscrivendo Borsa Protetta Arancio chi guadagna? Perché in finanza se uno perde c’è sempre qualcun altro che guadagna. Telefono come cliente a Conto Arancio. Ho ben 3,99 euro sul conto e posso accampare diritti come chi ne ha 2 milioni, penso. Sabato pomeriggio chi risponde non ha forse molto da fare come clienti a cui rispondere e mi da ascolto. Vede che sul Conto Arancio ho solo 3,99 euro ma causa provvidenziale guasto del loro sistema informatico non riesce a vedere che investimenti Arancio ho. Due milioni di euro? No, Nessuno. Ma lo scopre dopo mezz’ora e io nel frattempo faccio un sacco di domande. Una in particolare.

Domanda Ma se i soldi che io investo in Borsa Protetta Arancio vengono fatti confluire in una Sicav che investe in strumenti a reddito fisso, titoli di stato, certificati, pronti contro termine e depositi perché il valore del NAV risente dell’andamento dell’Eurostoxx?
Risposta: “Non c’è nessuna logica finanziaria. Semplicemente il prodotto funziona così: alla scadenza o il valore del NAV viene decurtato del 25% o incrementato del 4,5%.
Domanda Se anche l’Eurostoxx si dimezza, il valore dei titoli obbligazionari che ha in pancia questa Sicav in cui confluiscono i miei soldi non subisce una sorte analoga. Allora dove finisce il 25% del mio mancato guadagno, chi se lo prende”?

Risposta: Ma a Lei cosa interessa lei deve valutare se un prodotto Le interessa o meno.

Nel frattempo viene ripristinato ahimè il loro software e dal call center capiscono che non ho nessun Borsa Protetta Arancio . Me lo fanno notare. Io non mollo e rilancio.

Domanda: E’ vero non ho Borsa Protetta Arancio. Sa volevo sottoscrivere il prossimo, quello che parte a maggio, e volevo aver capito esattamente come funzionava quello di aprile.


Risposta:
“Guardi che se a quelli che hanno sottoscritto Borsa Protetta Arancio ad aprile gli va male a lei va meglio perché il Nav parte più basso”.
Domanda: Ma questo famoso ipotetico 25% che il sottoscrittore perde a chi va?
Risposta: “Al gestore”.
Dico io: Certo al gestore e a chi se no?
Risposta: “Guardi che non siamo mica una onlus…”.

Penso io.. Certo, me lo devo mettere nella zucca…

Borsa Protetta Arancio: Low cost?

Sul fatto che poi il prodotto sia poi a basso costo ci sarebbe forse qualcosa da ridire visto che Ing trattiene una commissione del 1,5%. E che il prodotto sia così semplice come nei comunicati stampa si legge essere il marchio della ditta non è proprio una cosa univoca. Viene pubblicizzato come un prodotto a rischio medio-basso ma se si legge il prospetto informativo (cosa che non sappiamo quanti risparmiatori fanno) al di là degli “eventi” a cui è legato questo fondo la destinazione (e le garanzie) in cui vengono investiti i soldi dei risparmiatori sono non proprio qualcosa che può definirsi sempre “tranquillo” come una camomilla.

La garanzia di ottenere a scadenza il rimborso del capitale non è scritta sulla pietra ma dipende come per la stragrande maggioranza dei prodotti a capitale garantito da investimenti vari effettuati dall’emittente. Che nel caso di Borsa Protetta Arancio può usare i soldi dei sottoscrittori del fondo per investire in strumenti a reddito fisso, titoli di stato, certificati, pronti contro termine, depositi ma anche in strumenti finanziari derivati come swap, opzioni su titoli, indici, valute..

Insomma a fronte della prestazione promessa i soldi che affluiscono sul fondo Ing Direct Borsa Protetta Arancio possono essere investiti di fatto in quasi praticamente ogni modo.

Tali investimenti non sono finalizzati a produrre interessi a beneficio dei sottoscrittori di Borsa Protetta Arancio ma sono utilizzati per pagare un interesse fisso a beneficio di Ing Belgium SA (o altre controparti aventi un rating investment grade)  a fronte di una partecipazione alla performance dell’indice Eurostoxx.

Nel prospetto si dichiara che “il rischio di mercato connesso agli strumenti finanziari utilizzati allo scopo di raggiungere gli obiettivi di investimento è considerato elevato….Il rischio di liquidità è di media entità. Non sussiste garanzia in merito al recupero dell’importo originariamente investito”.

Insomma della serie tutto bene, se tutto va bene…

La difesa, ci sono anche dei pro a cercarli..

Certo se l’indice dovesse perdere meno della soglia prefissata (il 25% per Borsa Protetta Arancio maggio 2011 o il 25% per Borsa Protetta Arancio febbraio 2011) il risparmiatore avrebbe un guadagno anziché una perdita. E quindi l’investimento sarebbe conveniente rispetto a investire direttamente sull’indice Euro Stoxx.  E chi sottoscrive questo prodotto può averne un vantaggio se magari l’indice europeo perde il 40% e si perde “solamente” il 25%.

Occorre anche in alcuni casi sapersi accontentare.

Chi ha optato per Borsa Protetta maggio 2009 ha guadagnato solo il 6% mentre l’indice Euro Stoxx è salito nel periodo (12/09/2009-03/05/2010) del 15,73%.

Chi ha sottoscritto Borsa Protetta Arancio febbraio 2010 si è dovuto accontentare del 4% quando le Borse europee sono salite del 12,24% nel periodo 08/02/2010-31/01/2011.
Chi ha scelto Borsa Protetta Arancio maggio 2010 ha guadagnato solo il 6% quando l’indice Eurostoxx 50 ha guadagnato il 15,22% (nel periodo 07/5/2010-02/05/2011).
La protezione non è una garanzia
Borsa Protetta Arancio viene pubblicizzato come un investimento a capitale protetto. Termine che può essere facilmente mal interpretato. Magari sarebbe più giusto definirlo “Borsa Protetta Parziale Arancio”, no?

I non addetti ai lavori possono essere indotti a pensare che se le cose vanno male comunque il loro capitale è garantito integralmente. Ma questo non è vero. Almeno non lo è più dal 2009. Se le cose vanno male il capitale non è protetto: l’investitore subisce una perdita e non di pochi punti percentuali. Il che da una banca che pubblicizza di avere come mission quella di proporre ai clienti prodotti trasparenti non è proprio il massimo. Solo nel 2008 Borsa Protetta Arancio godeva della protezione completa del capitale investito. Ed era come veniva scritto nel comunicato stampa un prodotto senza sorprese.

Poi a maggio del 2009 la protezione completa del capitale è stata ridotta al 30% (e poi del 25%) e Borsa Protetta Arancio è stato proposto come il fondo adatto a chi non amava correre troppi rischi.

E’ giusto chiarire che chi ha sottoscritto il prodotto nel 2008, nel 2009 e nel 2010 non ha perso ma guadagnato anche se ribadiamo poco rispetto a investimenti più sicuri che
non incorporavano questo rischio e anche poco in alcuni anni rispetto a un investimento diretto sul mercato.

Uovo oggi o gallina domani?

L’ultima edizione di Borsa Protetta Arancio in collocamento (Maggio) offre il 4,5% di rendimento lordo (che equivale con la tassazione del 20% al 3,6%) quando la stessa società offre ai nuovi clienti di Conto Arancio il 3,50% lordo (che con la nuova tassazione diventa il 2,8% netto).

E francamente se si vuole sottoscrivere un prodotto di Ing Direct fra l’uovo oggi (il conto Arancio che rende a un anno il 2,8% netto) e la gallina domani (il 3,6% netto) crediamo che sia molto meglio accontentarsi dell’uovo. La gallina rischia, infatti, di vedersi dopo un anno  “strizzare” il collo. Di un 25%.

E va detto che in quanto a prodotti a capitale “protetto” i prodotti o garantito di Ing Direct non si possono definire nemmeno particolarmente complicati, cari o peggiori di altri. Anzi, sono persino fra i più “trasparenti” che abbiamo esaminato in confronto a molti prodotti concorrenti, per tacere poi di quelli contenuti sopratutto in polizze assicurative.

Una nota di colore (e non solo arancio): Borsa Protetta Arancio ha vinto il premio “Cerchio D’Oro” dell’innovazione finanziaria 2010 per la categoria “Prodotti e Servizi di Investimento. E sui premi, riconoscimenti, award, Oscar che si assegnano in questo settore, premiando talvolta di tutto e di più (e con finalità e metodi non sempre trasparenti), ci sarebbe da fare un ulteriore grande discorso. Che faremo, naturalmente, nel prossimo futuro. Ci sembra anche questo un argomento stimolante e interessante per molti risparmiatori comb-attivi come i lettori di MoneyReport.it

Iscriviti al SoldiExpert Investor Club

Autore dell'articolo: Roberta Rossi Gaziano

Consulente finanziario indipendente e Responsabile della Consulenza Personalizzata di SoldiExpert SCF editore di MoneyReport. Per avere maggiori informazioni sul servizio di Consulenza Personalizzata e richiedere un check up gratuito dei tuoi attuali investimenti visita il sito www.moneyexpert.it. Roberta Rossi classe 1970, si è laureata alla Bocconi ed è stata, sul finire degli anni '90, la responsabile dei contenuti in tema di finanza personale del sito Soldionline.it, il primo e più importante sito finanziario italiano. Dopo l’esperienza come direttore operativo di BluInvest.com e poi di Borsa Expert.it, siti specializzati nella consulenza finanziaria a pagamento, dal 2004, in sintonia con l’introduzione della Mifid, segue e assiste la clientela privata (ma anche istituzionale) interessata alla consulenza su misura. Una clientela composta soprattutto da privati che richiede un approccio fortemente personalizzato e flessibile anche per esigenze di private banking, tutela e gestione attiva del patrimonio. E' anche advisor di sgr per alcune gestioni patrimoniali ed è un'attiva conferenziera sui temi della gestione del risparmio. E' chiamata spesso a intervenire come esperta in trasmissioni televisive, radiofoniche o sui giornali ed è fra le donne che in Italia ha maturato fra le più importanti esperienze nel campo della consulenza finanziaria indipendente. Collabora anche a Patrimoni, il mensile di finanza personale di Milano Finanza sui temi del risparmio gestito e della consulenza indipendente.