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DALL’AFFRANCAMENTO ALLA NUOVA TASSAZIONE DELLE RENDITE: A TU PER TU CON L’ESPERTO

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L’entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2012 del nuovo regime fiscale sulle rendite finanziarie ha aumentato in maniera sostanziosa la tassazione sui proventi derivanti da investimenti finanziari in azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento, sicav, etf, etc, covered warrant, derivati, pronti contro termine, prestito titoli. Fino al 31 12 2011 questi proventi era tassati con una aliquota del 12,5%. Da quest’anno l’aliquota diventerà del 20%.

In queste settimane molti risparmiatori hanno ricevuto dal proprio intermediario una comunicazione che chiede cosa fare riguardo l’affrancamento. Cosa è ? Conviene farlo?

Numerosi risparmiatori e lettori ci hanno chiesto lumi su questo argomento e ci è sembrato perciò interessante fare un approfondimento sul tema, intervistando un esperto.

Gli aspetti fiscali non sono infatti il focus della nostra attività (ma piuttosto cercare di consigliare cosa e soprattutto quando entrare e uscire dai mercati) per quanto nella nostra esperienza abbiamo spesso visto che molti risparmiatori si concentrano spesso su questa “pagliuzza” soprattutto che sulla “trave”…. Magari sono molto attenti a come evitare di pagare meno tasse o a recuperare le minusvalenze pregresse ma poi….si preoccupano meno di evitare di perdere il 50 o il 70% del proprio patrimonio…con gestioni passive o strategie d’investimento sballate…

In ogni caso è bene sempre essere informati anche su questi aspetti e parliamo quindi in questo articolo di affrancamento e nuovo regime fiscale sugli investimenti: azioni, fondi, sicav, obbligazioni, etf, etf… Regime dichiarativo e amministrato.

L’affrancamento questo sconosciuto…



Con il passaggio della tassazione sui capital gain dal 12,5 al 20% si è introdotta una forte modifica al regime tributario e con la procedura dell’affrancamento lo Stato vuole offrire per “par condicio” a ciascun contribuente la possibilità di valutare cosa gli conviene eventualmente fare per evitare che sia eccessivamente penalizzato nel passaggio da un regime più favorevole a uno meno favorevole.

In termini tecnici per evitare di subire una maggiore tassazione su plusvalori maturati fino a quando l’imposta sostitutiva era del 12,5% un contribuente dovrebbe realizzare i maggiori o minori valori, cioè cedere le partecipazioni prima dell’avvento del nuovo regime.

Tuttavia, poiché non sempre la cessione è possibile il legislatore introduce l’operazione di “affrancamento” che consiste in una sorta di cessione figurativa della partecipazione assoggettando i plusvalori all’imposta sostitutiva vigente fino a quel momento, cioè il 12,5 per cento.

In tal modo si ottiene il riconoscimento del maggior costo fiscalmente rilevante, per cui in una futura e reale cessione verrà tassata con il 20% solo la quota di maggior valore maturata dal 2012, cioè da quando entra in vigore l’aliquota del 20 per cento.

Ma conviene o non conviene farlo? Dipende come si vedrà dalla lettura di questo Report..
Chi lo desidera può, infatti, attraverso l’affrancamento beneficiare ancora del più vecchio (e favorevole) regime fiscale sulle plusvalenze e risparmiare anche un bel po’ di tasse se la posizione è rilevante.

A patto di avere un portafoglio titoli con il segno più davanti. E facendone richiesta al proprio intermediario entro il 30 marzo 2012..
Chi è in guadagno sui titoli detenuti può infatti decidere con quale regime fiscale essere tassato senza bisogno di vendere i titoli ma facendoseli valutare al prezzo segnato l‘ultimo giorno dell’anno e su questo pagare le tasse. Con un notevole risparmio rispetto al 2012. Il fisco tasserà infatti la plusvalenza latente con la vecchia e più favorevole aliquota fiscale. Facciamo un esempio.

Il contribuente che ha un titolo comprato a 70 nel 2011 e che al 31 12 2011 valeva 100 e oggi vale 105 può o tassare l’eventuale plusvalenza con l’aliquota attuale del 20% quando venderà il titolo o tassare al 12,5% il guadagno di 30 (cioè quello realizzato fino al 2011) grazie alla procedura dell’affrancamento. In questo caso il nuovo prezzo di carico del titolo diventerà 100 e questo prezzo costituirà la base per la plusvalenza futura, che sarà tassata al momento della vendita del titolo al 20%.

Detta così la procedura appare estremamente “easy” e conveniente per chiunque abbia titoli in guadagno al 31 12 2011. Così (purtroppo) non è. Il contribuente non può selezionare lui i titoli da affrancare.

La procedura di affrancamento deve infatti essere applicata obbligatoriamente su tutto il portafoglio titoli del cliente, sia sui titoli in guadagno sia su quelli in perdita e nel calcolo della posizione fiscale complessiva del contribuente si considerano anche eventuali minusvalenze pregresse.

E se il cliente anziché una plusvalenza ha una minusvalenza può non essere più conveniente affrancare i titoli. E qui casca l’asino….

Fare tutti questi calcoli per capire se conviene chiedere alla propria banca di regolare i conti col fisco prima della vendita effettiva dei titoli per godere di una tassazione più favorevole non è esattamente alla portata di tutti come spiega in questa intervista il commercialista Maurizio Barbieri dello studio tributario BFC & Associati. (continua per gli abbonati)



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About Roberta Rossi

Consulente finanziario indipendente è titolare del sito www.moneyexpert.it . Uno studio di consulenza patrimoniale non solo online (e con sedi a Milano, Lerici e Alba) che si rivolge a una clientela composta non solo da privati ma anche da clienti istituzionali come banche e sgr) e che richiede un approccio fortemente personalizzato e flessibile anche per esigenze di private banking o per strategie di copertura.
La clientela tipo è formata da privati e famiglie che si affidano alla Dott.ssa Rossi per investire al meglio il proprio patrimonio. Laureata alla Bocconi, classe 1970, è stata sul finire degli anni ‘90 la responsabile dei contenuti in tema di finanza personale del sito Soldionline.it, il primo e più importante sito finanziario italiano. Dopo l’esperienza come direttore operativo di BluInvest.com e poi di Borsa Expert.it, siti specializzati nella consulenza finanziaria a pagamento, dal 2004, in sintonia con l’introduzione della Mifid, segue e assiste la clientela privata (ma anche istituzionale) interessata alla consulenza su misura. E’ anche advisor di sgr per alcune gestioni patrimoniali ed è un’attiva conferenziera sui temi della gestione del risparmio.
E’ chiamata spesso a intervenire come esperta in trasmissioni televisive, radiofoniche o sui giornali ed è fra le donne che in Italia ha maturato fra le più importanti esperienze nel campo della consulenza finanziaria indipendente. Collabora a Patrimoni, il mensile di finanza personale di Milano Finanza

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