giu 082010
 

Tra alti e bassi (più bassi, in verità , che alti) i listini europei si apprestano a vivere un’estate torrida con notizie preoccupanti che ormai quasi quotidianamente provengono da ogni parte del mondo. L’eco delle difficoltà  provenienti dalla Grecia non si è ancora sopito e già  all’orizzonte sembrano esserci altri Paesi europei in seria difficoltà , prima fra tutte l’Ungheria che secondo alcune fonti, più o meno attendibili, potrebbe avere un deficit reale ben al di sopra del 7% del Pil, quasi il doppio del 3,8% comunicato precedentemente.

Nulla di tragico rispetto ai “rossi” di altri Paesi europei ma l’idea di aprire ancora il portafoglio (dopo il caso greco) per altri “fratelli” europei non è piaciuto ai mercati visto che lo spettro dei default sembra assomigliare sempre più al sapore delle ciliegie: una tira l’altra.
Anche perchè la situazione ungherese da tempo viene monitorata dal Fondo Monetario Internazionale che si è impegnato a garantire finanziamenti per 20 miliardi di euro e la mossa della nuova coalizione vincitrice alle recenti elezioni sembra un “dejà vu”: chi va al potere accusa i precedenti amministratori di aver fatto saltare i conti. Una buona motivazione per non mantenere le promesse fatte in campagna elettorale (in Ungheria avevano raccontato la solita balla che avrebbero ridotto le tasse) e per attuare una politica di tagli e sacrifici, addebitandone tutte le colpe alla “vecchia gestione”.

Ma le notizie negative non finiscono qui. A pesare sui listini ci sono anche i dati recentemente comunicati sul mercato del lavoro Usa (peggiori delle attese), le voci di perdite su derivati da parte di Sociétà© Générale e perfino il disastro della piattaforma nel Golfo del Messico cagionato da British Petroleum. In tutto cir quello che ci ha rimesso di più, oltre alle tasche degli investitori, è l’euro che è sceso al di sotto della soglia 1,2 sul dollaro aggiornando i minimi da quattro anni a questa parte.

Piazza Affari si adegua (molto velocemente) alle cattive notizie..

L’Indice FTSE All Shares (grafico sottostante) del mercato italiano negli ultimi mesi si è comportato peggio di altri listini europei ed è sceso fino agli attuali 19mila punti, a ridosso del supporto (in verità  molto forte) che staziona attorno ai 18.500 punti. In verità  la tendenza discendente potrebbe accentuarsi, soprattutto se gli scambi saranno sostenuti, favorendo gli speculatori che guadagnano dalle improvvise e profonde discese del mercato e che hanno tutto l’interesse di alimentare anche le voci più infondate.

Questo supporto, in tal caso, potrebbe essere violato e l’Indice del mercato italiano potrebbe rallentare la sua corsa non prima dei 16.500 punti. Più probabile, tuttavia, che si assista a una stabilizzazione delle quotazioni con oscillazioni all’interno del rettangolo i cui limiti sono 18.600 (quello inferiore) e 21.500 (quello superiore). In quest’ultimo caso una fase laterale del mercato potrebbe favorire l’incremento della fiducia e solo allora si potrebbe assistere all’inizio di una nuova tendenza ascendente.

Queste sono le considerazioni che si possono fare guardando i grafici per quanto il nostro approccio pragmatico si fonda non sulla “lettura” dei grafici ma sul rispetto dei segnali provenienti dai nostri trading system. Un approccio che si è dimostrato giustamente interventista anche in questa nuova crisi finanziaria dato che nelle settimane abbiamo potuto lanciare non solo un alert ma veri e propri segnali di uscita dal mercato ai clienti di BorsaExpert.it e MoneyExpert.it che volevano seguire i vari sistemi di copertura proposti (e dormire sonno più tranquilli, riducendo la volatilità  del proprio portafoglio), potendo coos immunizzare in larga parte i loro portafogli liquidando i titoli o coprendosi con il Future.

Chi (fra gli abbonati ai servizi di consulenza avanzata) non ha voluto coprirsi al ribasso (tramite future o Etf short) ha visto comunque gradualmente il ridursi dell’esposizione con i portafogli azionari che stanno quindi nettamente sovraperformando l’andamento degli indici azionari che da inizio anno sono in rosso di circa il 20%.

L’andamento (pessimo) di Piazza Affari da inizio anno

Valore al Valore al Valore al Variazione annuale dal
31/12/2009 04/06/2010 11/06/2010 01/01/2010
FTSE MIB 23.248 18.747 18.508 -20,39%
FTSE IT All Share 23.653 19.402 19.131 -19,12%
FTSE IT Mid Cap 24.841 22.408 21.995 -11,46%
FTSE STAR 11.248 10.284 10.157 -9,69%

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Autore dell'articolo: Francesco Pilotti

Laurea in Scienze Economiche e Bancarie conseguita presso l’Università di Siena. Dopo aver collaborato con l’Istituto di Statistica dell’Università di Scienze Economiche e Bancarie di Siena in qualità di cultore – ricercatore, ha intrapreso una carriera nell’analisi economico-finanziaria (frequentando anche un corso di specializzazione dell’Aiaf) in collaborazione con il Prof. Alessandro Cortesi (docente dell’Università L. Bocconi di Milano) ed il Prof. A. Falini (docente dell’Università C. Cattaneo di Castellanza). Dopo un’esperienza come analista finanziario presso Bluinvest.com collabora sin dalla fondazione in BorsaExpert.it nell’elaborazione dei sistemi quantitativi e trading system, partecipando attivamente all’elaborazione delle strategie messe a punto dall’Ufficio Studi in collaborazione con MoneyExpert.it
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