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FARE IL "GRANO" COL GRANO, SPECULANDO IN BORSA?

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I campi della ex Russia non sono i primi come produzione mondiale, ma di certo i maggiori come esportatori di grano verso i Paesi consumatori. Tra l’altro, un riflesso importante sull’economia mondiale di questi forti rialzi sarà una spinta inflazionistica, in particolare non nei Paesi maturi ma in quelli Emergenti, in cui la spesa  procapite per il cibo è molto elevata in rapporto al reddito totale disponibile.

Dal punto di vista borsistico l’effetto del grano è sia diretto negli alimenti come il pane o la pasta, ma anche indiretto in quanto viene impiegato come alimento ad esempio negli allevamenti bovini. Gli economisti del Credit Suisse hanno stimato un impatto del 10% per l’inflazione in Europa (ossia +0,2/0,3%) e doppia nelle economie emergenti.

I riflessi di questo rialzo si potrebbero fare sentire perciò in particolare nel settore agro-alimentare e in quello delle bevande (si pensi alla birra ad esempio) ma anche al settore agrochimico ovvero quelle società che producono fertilizzanti.  Di seguito potrai leggere un’analisi di quelli che potrebbero essere gli impatti di questo “incendio” anche delle quotazioni, quali riflessi e opportunità (su azioni, Etf o comparti) secondo il parere di Emanuele Oggioni, gestore di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai),

Le società che ne sono svantaggiate sono i produttori di alimenti e bevande come la birra, mentre i beneficiari le aziende agrochimiche. Nel primo caso, però, l’impatto sui numeri non dovrebbe essere così eclatante: nel processo produttivo della birra occorrono solo 15 kg di malto per fare un ettolitro; il costo complessivo delle materie prime è inferiore al 20% dei costi totali, inoltre, quasi tutte le società fanno 6/12 mesi di hedging (ovvero si cautelano sul mercato facendo operazioni di copertura per “sterilizzare” l’effetto di bruschi saliscendi) sul prezzo del malto d’orzo.

Alla fine, ai prezzi attuali il maggior costo per un produttore che non fa hedging sarebbe del 2% rispetto ai prezzi di un anno fa. Tra i produttori di birra Carlsberg è la più impattata, in quanto esposta proprio all’Est Europa e la meno protetta dall’hedging (sia per scelta sia perché in questi mercati non è possibile adottare politiche di copertura dei costi delle materie prime) Per un produttore di spirits, più diversificato quindi nei super alcoolici, il peso

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