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Il vero problema di Atene (e della Grecia)? E’ il traffico. E non il debito pubblico. Come Roberto Benigni faceva dire in Johnny Stecchino a un palermitano…

Se volete concedervi una lettura estiva rilassante (si fa per dire) in questa calda estate dei mercati finanziari ma non ve la sentite di abbandonarvi alla fiction pura il giallo di Petros Markaris dal titolo “Prestiti scaduti” (Bompiani Editore) è il libro che fa per voi.

Siamo nell’Atene al tempo del default e qui ad indagare non c’è il Commissario Montalbano ma il suo collega Kostas Charitos. E il traffico di Atene, da piazza Syntagma al pittoresco quartiere di Monastiraki. Da Viale Regina Sofia (Vasilisis Sofias) a viale Alexandra, da Viale Re Costantino (Vasileos Konstantinou) a  Viale Erode Attico (Iròdou Attikù ) e’ una presenza costante che accompagna tutto il romanzo e il sintomo di un Paese dove le manifestazioni sindacali di protesta contro i tagli imposti dall’Unione Europea (pensioni, stipendi, welfare) non cessano mai.

Su questo sfondo una serie di delitti efferati scuote il mondo bancario greco. Un certo numero di banchieri importanti ma anche direttori di agenzie di rating, società di riscossione dei crediti viene, infatti, trovata decapitata. Zac, un colpo di spada, e la testa non c’è più…

La rivendicazione appuntata sui loro corpi con uno spillo è un semplice foglio bianco con una lettera D maiuscola stampata in grande.

Nelle settimane successive manifesti e adesivi invadono l’Attica con un invito ai cittadini greci a non restituire i soldi alle banche ottenuti sotto forma di prestiti e mutui poiché se la Grecia si trova sull’onda del baratro e lo Stato greco sta mettendo in ginocchio i suoi cittadini con tasse, controlli e tagli fra i primi colpevoli ci sono proprio i banchieri. E poi i tecnocrati di Bruxelles che prima hanno permesso alla rana di gonfiarsi a dismisura e ora vogliono metterla drasticamente a dieta.

“Senza proferire verbo mi allunga sulla scrivania una serie di fotografie. Quindi estrae dalla tasca un autoadesivo e me lo mostra. Sopra c’è scritta esattamente la frase che mi aveva detto Kliopas. “Le banche si prendono altri venticinque miliardi. Li hanno presi dalle vostre tasse. Non pagatele anche di tasca vostra!” è l’adesivo che si può trovare in tutti gli angoli delle strade e ai semafori.
Un libro tutto sommato avvincente scritto dal Montalbano d’Atene, lo sceneggiatore e scrittore greco Petros Markaris che con questa opera sicuramente si conquista una ribalta ancora più importante per il suo personaggio, il commissario Kostas Charitos, che spiega meglio di molti giornalisti ed analisti economici il mal di vivere greco e le ragioni della crisi economica. Ma parla anche di paradisi fiscali, hedge fund, riciclaggio, doping contabile e sportivo…
Con una certa carica anche d’ironia nel raccontare il dramma greco. Come le parole di un poliziotto ateniese  che non sopporta i tagli ordinati dalla cura Merkel e dell’Unione Europea:  “Non capisco perché i tedeschi non approfittano delle nostre conquiste, invece di cercare di smantellarle. Perché non cercano di ottenere anche loro la tredicesima invece di tagliare la nostra quattordicesima?”.

Un paese, la Grecia, che è dai racconti dei protagonisti è conscio di aver vissuto in questi anni sopra i propri mezzi e dove un personaggio del libro spiega la situazione economica in modo interessante anche per chi non è interessato solo al lato fiction: “Vede: la Grecia è il sasso che va a fondo nello stagno ma mentre affonda crea dei cerchi nell’acqua. Il primo è formato dagli altri paesi del sud Europa: se loro non vanno a fondo, la Grecia ha maggiori probabilità di salvarsi. Il secondo cerchio, più grande, è quello dell’Europa che ha una moneta unica, ma che non ha una politica economica unica, anzi ha politiche diverse e contrastanti… Ma anche in Europa ci sono solo gruppi e interessi contrastanti che utilizzano la stessa moneta. Di conseguenza, c’è il rischio che tutti vengono ripagati con la stessa moneta: la bancarotta”.

Sia chiaro: il libro non vuol certo essere un invito a far fuori i banchieri e a tagliare loro la testa e non va preso alla lettera. Il colpevole, come in tutti i gialli che si rispettano, verrà infatti consegnato alla giustizia.

I colpevoli veri di questa crisi economica e finanziaria, non solo greca, quelli invece non sono assicurati alla giustizia e continuano a colpire indisturbati, facendo pagare il conto (sempre più caro) alla collettività. Oggi alla Grecia e  domani a magari (ma speriamo proprio di no) anche all’Italia.

E al commissario Kostas Charitos sotto sotto (e non solo a lui) la cosa non piace molto. Ma questo è un’altra storia.

 

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Autore dell'articolo: Salvatore Gaziano

E’ l’amministratore e direttore investimenti di SoldiExpert SCF. Un network di siti specializzati, che si occupano di fornire consigli operativi e strategie su cosa comprare e vendere sul mercato azionario e obbligazionario tramite azioni, obbligazioni, fondi oppure Etf e anche futures. E’ stato il vicedirettore nonché fra i giornalisti fondatori del settimanale Borsa & Finanza, collaborando attivamente in questi anni a numerosi siti e riviste di economia e finanza (Capital, Millionaire, Milano Finanza, BluInvest.com) ed è anche il direttore editoriale del sito MoneyReport.it Come strategist di SOLDIEXPERT SCF si occupa di definire le strategie d’investimento migliori sui mercati, avendo unito negli anni a una forte conoscenza dell’analisi fondamentale un approccio di tipo globale (azioni internazionali, obbligazioni, ETF e fondi) mediante anche l’utilizzo di trading system e metodologie quantitative per la migliore definizione di portafogli dinamici in grado nel tempo di battere il mercato (e ridurre la volatilità) come dimostrano i risultati reali realizzati in questi anni. E’ autore di diverse pubblicazioni fra cui il libro “Bella la Borsa, peccato quando scende”, una guida controcorrente all’investimento azionario e dell’ebook “SuperMiliardari”.