ott 132011
 

Quanto è lunga la memoria della maggior parte degli investitori? Si può apprendere dal passato?

Il grande editore Malcom Forbes diceva che “anche un grande fallimento può essere un grande successo se serve ad imparare qualcosa” ma dalla lettura dei giornali finanziari e soprattutto dalle pagine dedicate ai “consigli” ai risparmiatori sempre più dispensati in grande quantità viene da mettersi le mani ai capelli.

Si ritorna a respirare aria di rialzo sui mercati finanziari (e ce lo auguriamo naturalmente anche noi visto che non siamo né ribassisti, né apocalittici ) a vedere l’andamento degli indici delle ultime settimane ma soprattutto a leggere i consigli dei soliti esperti che tornano a parlare di prezzi super scontati e occasioni quasi imperdibili su azioni, bond e pure sulle alici di Monterosso.

Peccato che questo “disco” dei prezzi convenienti e che hanno toccato livelli “quasi incomprimibili o da saldo” suona spesso come qualcosa di già sentito perché è quello che veniva detto un mese, due mesi, 2 mesi , 6 mesi, 12 mesi, 2 anni, 5 e 10 anni fa.

Un campione del risparmio gestito come Ennio Doris la cui frase “questo è il miglior momento per comprare” in questi 10 anni è stato il suo refrain a ogni oscillazione negativa per incitare i propri family banker a raccogliere risparmi su risparmi e pazienza se nell’ultimo decennio Piazza Affari ha quasi dimezzato le quotazioni; accade così che per molti dei fondi azionari Mediolanum per vedere dei grafici in bella ascesa occorra capovolgerli al contrario. Questioni di punta di vista, no?

Ai prezzi di questi giorni dai minimi si è certo recuperato come indice S&P Mib40 circa un 20%. Ma chi avesse investito massicciamente (o mantenuto tutte le posizioni) su Piazza Affari (seguendo le solite “sirene”) a inizio giugno 2011 (non parliamo di un’altra era) oggi sarebbe ancora sotto di oltre il 20% e in questi 4 mesi avrebbe fatto quasi il “giro della morte” con un’oscillazione in senso negativo del proprio patrimonio del 36%.

Per questo motivo non ci piace come ben dovrebbero aver capito (si spera) i nostri clienti lanciarci nel gioco delle previsioni e sul cosa accadrà ma invece basare i nostri consigli soprattutto su quello che ci dicono i prezzi e le strategie computerizzate (con risultati reali che si sono in questi anni nettamente migliori del 95% dei guru e dei gestori sia come migliori rendimenti che come minore volatilità dei portafogli)  che abbiamo elaborato in questi anni piuttosto che basarci sul nostro senso “predittivo”.

Agli “strategist” e ai guru dei mercati non crediamo ma pensiamo che sia invece più importante avere una chiara (e testata)  strategia di acquisto e soprattutto di uscita e per questo motivo in questi anni come BorsaExpert.it e MoneyExpert.it per la consulenza personalizzata abbiamo puntato molto nell’elaborare strategie su azioni, Etf e fondi che poi hanno dimostrato a oggi (in un periodo superiore ai 10 anni, ultimi 6 mesi compresi) in grado di fare nettamente meglio del mercato senza per questo costringerci a giocare a fare i piccoli Nostradamus tecnici e/o fondamentali.

Uno studio di qualche anno fa citato da Charles D. Kirkpatrick (uno dei più bravi e autorevoli analisti finanziari d’oltreoceano) e condotto sulle opinioni fornite da  47 differenti “market strategist” e basate sulle loro pubbliche dichiarazioni (a siti finanziari, giornali e report inviati ai propri clienti) riguardo l’andamento futuro dei mercati è arrivato alla conclusione che solo il 48% del campione si poteva dire che ci aveva azzeccato. Come dire che fare testa o croce per capire dove andranno i mercati ha quindi maggiori probabilità di chance!

Per molti anni il sito di Investor Intelligence ha monitorato i consigli degli “esperti” americani più in voga su base settimanale in base alle dichiarazioni fornite su report, newsletter, trasmissioni televisive e radiofoniche. La conclusione a cui si era giunti è quando la maggioranza degli analisti e degli strategist arrivava a sostenere con convinzione e in posizione rilevante che il mercato doveva andare in una certa direzione quasi puntualmente il mercato si rigirava dalla parte opposta.

“Quello che è oggi è oggi. Nessuno può sapere cosa accadrà domani o dopodomani a un mercato, a un settore, a un titolo o a una società quotata o a un fondo. Per questo motivo nei nostri portafogli diamo largo spazio a un approccio flessibile (come quello che abbiamo spiegato in numerosi articoli (vedi per esempio questo) e che si fonda su quello che dice il mercato e non il contrario. Ovvero pensare che il mercato si adeguerà a quello che abbiamo in portafoglio o alle previsioni fatte da noi o da qualche fantomatico Grande Genio dei Mercati”.

Da Wall Street a Piazza Affari la morale è sempre quella…E non è solo “fai merenda con girella”…

 

Vi suonano familiari anche per i gestori italiani questo tipo di previsioni sballate? Anche a noi e citiamo (ma abbiamo montagne di dati sull’argomento parte dei quali abbiamo sintetizzato qualche anno fa nel libro “Bella la Borsa, peccato quando scende” nel capitolo dal titolo “Attenti alle previsioni degli economisti, dei guru e degli esperti”) per esempio un bel sondaggio condotta a inizio maggio di quest’anno (poche settimane proprio prima del crollo successivo del quasi 40%) sul settimanale Milano Finanza (numero 089 del 7/5/2011 pagine 25 e 26 per chi vuole andarsele a rileggere) che aveva testato il polso del mercato, intervistando 30 money manager italiani e internazionali.


(da Milano Finanza del 7 maggio 2011)

Cosa usciva da questa battaglia dei cervelli? Ebbene il 45% dei gestori azionari si aspettava per settembre una crescita del listino fino al 5%, una quota del 4% si immaginava per Piazza Affari in salita di oltre il 5% mentre per il 18% sarebbe rimasta invariata. I pessimisti che vedevano un ribasso fino al 5% erano il 17% mentre un altro 17% del campione prevedeva una discesa superiore al 5%. Come è andata poi?

I titoli più consigliati a Piazza Affari dai gestori a maggio per l’estate ? Eni (-19%), Intesa Sanpaolo (-42,4%), Fiat (-41.2%), Enel (-26,4%), Campari (-17,17%) e  Mediobanca (-15,26%). E fra parentesi abbiamo indicato le performance successive di questi titoli dopo lo “strong buy” dei gestori.

Come purtroppo sappiamo dalla data del sondaggio a inizio settembre  Piazza Affari ha perso poi mediamente il 30%.

Meglio quindi  stare alla larga dal sentiment dei gestori e degli analisti? Il buon senso, la logica e soprattutto anni e anni di misurazioni di simili previsioni direbbero che l’attendibilità è simile a quello degli oroscopi (in un articolo di prossima pubblicazione racconteremo di 5 incredibili casi concreti che dimostrano come fare previsioni “statiche” in mercati “dinamici” o fidarsi dei guru può essere deleterio) ma il “giochetto” dello sparare previsioni e consigli battenti una settimana sì e l’altra anche evidentemente piace (molti giornali finanziari poi dovranno pur scrivere qualcosa per metterci poi delle pubblicità a fianco, no?).

E così senza curarsi di andare a vedere quale esito hanno avuto i consigli passati quasi ogni settimana compaiono su giornali finanziari ma anche e soprattutto sugli inserti dei grandi quotidiani tabelle, portafogli, sondaggi, interviste ad esperti e puffi vari dove c’è sempre qualcosa da consigliare in acquisto. Azioni, obbligazioni, Etf, fondi, materie prime, certificati, immobili, box e perfino bottiglie di vino, diamanti e vecchie figurine Panini (questa sarà magari la prossima frontiera).  E molto più raramente da vendere salvo naturalmente quando la frittata è fatta.

Venghino, signori venghino (come suona sotto l’orchestra…)!

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Autore dell'articolo: Salvatore Gaziano

E’ l’amministratore e direttore investimenti di SoldiExpert SCF. Un network di siti specializzati, che si occupano di fornire consigli operativi e strategie su cosa comprare e vendere sul mercato azionario e obbligazionario tramite azioni, obbligazioni, fondi oppure Etf e anche futures. E’ stato il vicedirettore nonché fra i giornalisti fondatori del settimanale Borsa & Finanza, collaborando attivamente in questi anni a numerosi siti e riviste di economia e finanza (Capital, Millionaire, Milano Finanza, BluInvest.com) ed è anche il direttore editoriale del sito MoneyReport.it Come strategist di SOLDIEXPERT SCF si occupa di definire le strategie d’investimento migliori sui mercati, avendo unito negli anni a una forte conoscenza dell’analisi fondamentale un approccio di tipo globale (azioni internazionali, obbligazioni, ETF e fondi) mediante anche l’utilizzo di trading system e metodologie quantitative per la migliore definizione di portafogli dinamici in grado nel tempo di battere il mercato (e ridurre la volatilità) come dimostrano i risultati reali realizzati in questi anni. E’ autore di diverse pubblicazioni fra cui il libro “Bella la Borsa, peccato quando scende”, una guida controcorrente all’investimento azionario e dell’ebook “SuperMiliardari”.
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