ott 192011
 

A guardare le quotazioni che i titoli azionari hanno mostrato nell’ultimo mese forse qualcosa sta cambiando, o si tratta solo di una pausa fisiologica a un ribasso delle quotazione che in pochi mesi aveva portato le quotazioni di molti titoli bancari a più che dimezzare con l’indice FSTE All Share arrivare a perdere il 40%.

La volontà di salvare l’Eurozona iniettando liquidità nel settore bancario e garantendo le emissioni obbligazionarie dei Paesi periferici sembra che alla fine stia mettendo tutti d’accordo, anche a causa delle impellenti richieste di organismi internazionali come l’FMI e di Paesi ex emergenti come la Cina.

Tuttavia ogni giorno è un dibattito continuo e sono frequenti le frasi dette a sproposito da personaggi vicini ai vari capi di Stato che, a mercati aperti, fanno oscillare gli indici con argomenti inappropriati. Tutto questo è frutto dell’effetto confusione che si sta generando nelle ultime settimane. E di una domanda che resta sullo sfondo e la cui risposta ancora non è chiara: chi dovrà pagare veramente il conto finale? I tedeschi, i cinesi, i “periferici”, gli emergenti o i sviluppati? O si crede veramente che basti stampare denaro come nel 2008 per risolvere tutto?

Intanto le agenzie di rating si scatenano ma i mercati scommettono sull’accordo tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy per potenziare ulteriormente il Fondo salva-Stati europeo a 2 mila miliardi di euro. Una dote decisamente superiore rispetto agli attuali 440 miliardi, appena ratificati (e non senza problemi) dai Governi della zona euro.

E così, per il momento, passano in secondo piano i declassamenti e gli avvertimenti delle varie agenzie di rating. In primis la scure di Moody’s sulla Spagna con rating sovrano tagliato ad A1 da AA2, ma nel mirino è finita anche una rappresentante del club della tripla A: la Francia. L’agenzia ha infatti messo sotto revisione l’outlook sul rating transalpino, AAA, che potrebbe quindi essere ridotto a negativo da stabile. Inoltre, Standard & Poor’s ha declassato il rating di ben 24 banche italiane, in scia ai timori di un incremento del costo del credito dovuto alle tensioni sui Titoli di Stato.

Proprio sul mercato obbligazionario sono tornati ad allargarsi gli spread. Il differenziale di rendimento tra il Titolo di Stato francese a dieci anni e il Bund tedesco ha toccato i massimi dall’introduzione dell’euro a 115 punti base. Lo spread Btp-Bund si è invece allargato fino a superare la soglia dei 380 punti base.

Intanto le vendite sui mercati azionari sembrano essere terminate a vedere il comportamento degli indici (ma non ancora dei volumi) e l’Indice FTSE All Shares del mercato italiano (di cui inseriamo qui sotto l’andamento grafico) sta rimbalzando dopo aver toccato un minimo attorno a 14mila punti. Dal punto di vista tecnico l’area attuale dei 17.300 punti è molto forte e una volta superata ci si troverebbe contro lo sbarramento dei 18.500 la cui violazione, al momento, sembra improbabile (con i volumi attuali) nel breve termine.

Un peggioramento della situazione, tuttavia, riporterebbe le quotazioni verso i minimi di periodo con inevitabile caduta verso i 14.000 prima e 13mila successivamente.

Su Piazza Affari i sistemi di copertura adottati da Borsa Expert.it e da MoneyExpert.it, tanto quello che utilizza indicatori veloci (Fib Copertura Base) quanto quello più ad ampio respiro (Fib Copertura Daily) hanno consigliato di chiudere la posizione SHORT aperta da circa una settimana (consentendo grazie a queste strategie di guadagnare significativamente da questo ribasso anche solo attuando strategie di copertura o “market neutral” come dicono gli esperti).

Di colore rosso, tuttavia, rimane l’indicatore più lungo, il Semaforo, che ha consigliato di liquidare tutti i titoli azionari in portafoglio nello scorso mese di giugno/luglio quando l’Indice All Shares quotava 20.511 punti e sconsiglia ancora di acquistare titoli del mercato italiano nel breve.

E ha contribuito in questi mesi a tagliare in modo significativo la “volatilità cattiva”. Vedere la propria posizione passare da 100 a 60 non è un’esperienza che ci sentiamo di consigliare a nessuno… Nemmeno al nostro peggior nemico.

Sui nostri portafogli nulla si è comunque ancora mosso in termini di segnali di acquisto e continuiamo a restare alla finestra in cima alla liquidità: il rimbalzo sarà bello ma può essere anche infido e non esistono per i nostri indicatori ancora le condizioni per rientrare sul mercato.

Iscriviti al SoldiExpert Investor Club

Autore dell'articolo: Francesco Pilotti

Laurea in Scienze Economiche e Bancarie conseguita presso l’Università di Siena. Dopo aver collaborato con l’Istituto di Statistica dell’Università di Scienze Economiche e Bancarie di Siena in qualità di cultore – ricercatore, ha intrapreso una carriera nell’analisi economico-finanziaria (frequentando anche un corso di specializzazione dell’Aiaf) in collaborazione con il Prof. Alessandro Cortesi (docente dell’Università L. Bocconi di Milano) ed il Prof. A. Falini (docente dell’Università C. Cattaneo di Castellanza). Dopo un’esperienza come analista finanziario presso Bluinvest.com collabora sin dalla fondazione in BorsaExpert.it nell’elaborazione dei sistemi quantitativi e trading system, partecipando attivamente all’elaborazione delle strategie messe a punto dall’Ufficio Studi in collaborazione con MoneyExpert.it
Bookmark/Favorites