ott 282011
 
Un anno fa l’ingenua quattordicenne Rebecca Javeleau grazie (o più precisamente per colpa) di Facebook ha avuto i suoi wharoliani 5 minuti di celebrità, invitando alla sua festa di compleanno (per un errore di impostazione delle opzioni privacy) praticamente tutto il mondo e ricevendo oltre 21.000 conferme di partecipazione. E provocando le ire della madre che aveva  permesso alla figlia di invitare alla festa massimo 15 persone.
Questa storia ci è venuta in mente partecipando alla prima della due giorni organizzata da Borsa Italiana per la nona edizione della Trading online Expo. Un evento organizzato da Borsa Italiana che si sviluppa in due giorni, quest’anno il 27 e 28 ottobre, rivolto a trader professionisti e a tutti i risparmiatori che vogliono approfondire argomenti e prodotti finanziari (etf, etc, obbligazioni, derivati, ecc.) con oltre 40 espositori presenti e con la possibilità di incontrare i broker online e gli emittenti. E soprattutto la possibilità di partecipare a seminari, incontri, conferenze su tutto lo scibile finanziario: dalla caduta delle obbligazioni ai lati oscuri degli Etf, dallo spread trading ai conti di deposito, dalle valute al gioco d’azzardo, dalle strategie ribassiste a quelle rialziste, dai derivati ai Btp, dall’oro alla pancetta.

Tutto bene se non che la sede scelta (Palazzo Mezzanotte, ovvero la storica sede di Piazza Affari) e l’organizzazione messa in campo hanno dimostrato numerose pecche. E questa è il nostro resoconto naturalmente un po’ ironico (Gabriele Villa, responsabile Investitori Privati per i mercati azionari e derivati di Borsa Italiana e del London Stock Exchange, permettendo).

All’apertura di ieri, infatti, centinaia di persone hanno atteso anche oltre 50 minuti per poter entrare e registrarsi (giornalisti compresi). Poche postazioni operative in confronto alla folla a rilasciare il pass di accesso alla manifestazione e diverse titubanze dell’organizzazione che non sapeva nemmeno come gestire questo afflusso. D’altra parte se promuovi una manifestazione con centinaia di migliaia di mailing e pubblicità via internet e a mezzo stampa finanziaria non dovresti poi stupirti che la gente viene veramente per un evento peraltro gratuito, no?

Dentro la manifestazione quasi solito assalto agli stand (soprattutto per fare incetta degli agognati gadget che meritano un capitolo a parte in questa breve cronaca) ma anche alle conferenze. Inutile dire che chi voleva partecipare (così ci hanno confermato diversi ‘potenziali’ partecipanti) a quelle messe in cartellone alle 9,30 si trovava impossibilitato a essere in sala poiché bloccato prima ai desk della registrazione in coda e poi, una volta finalmente entrato, perché quasi tutte le sale si dimostravano incapaci di contenere tutti i partecipanti e perciò sbarrate. Con un notevole fastidio da parte dei visitatori che magari, per arrivare a questo evento, sono giunti da altre città e regioni.

Sconcerto anche da parte di molti organizzatori che però oramai si dichiaravano (viste anche le passati edizioni) averci fatto un po’ il callo a questo tipo di organizzazione della Borsa Italiana in simili eventi. E ce ne dispiace.

Tutt’altra musica (e organizzazione) insomma rispetto alla fiera (l’IT Forum) organizzata ogni anno  a Rimini che batte Milano 6 a 0 al confronto complessivo.

Vietato il cash a Piazza Affari. Altro che tempio del denaro…



Un effetto poi paradossale, se non tragi-comico, al TOL Expo di Borsa Italiana dove nello stand di TradingLibrary.it (il più importante editore e bookseller di libri dedicati al trading finanziario) abbiamo scoperto che non è  possibile ufficialmente acquistare i libri esposti, barattando soldi contanti per cultura finanziaria. La ragione? Un divieto degli organizzatori (ovvero Borsa Italiana) a vendere dentro le mura di Palazzo Mezzanotte in base a un regolamento in vigore dal 1800 o su di lì.

Siamo nel tempio del Denaro per scoprire che il cash qui è bandito come non accade nemmeno nelle chiese dove è invece possibile acquistare Avvenire o Famiglia Cristiana. Che la Borsa italiana sia qualcosa di più sacro?

Appare comunque evidente, fuori da ogni battuta, che organizzare con tale dispiegamento di forze una fiera del settore a Piazza Affari, al di là del valore simbolico, non ha molto di pratico. Troppo piccola come sede per gli espositori, per gli ospiti e risparmiatori raccolti e  troppo poche e anguste le sale per le conferenze organizzate.

Da quando la Borsa italiana è diventata telematica con l’informatizzazione degli scambi (fine anni ’80) si assiste così a questo curioso paradosso. Questo palazzo bellissimo (realizzato negli anni ’30) è diventato così, soprattutto negli ultimi tempi, un simbolo per protestare contro: ci vengono i contadini della Coldiretti con i maiali, gli indignados nostrani e pure un artista furbo di tre cotte come Maurizio Cattelan a impiantarci un enorme dito medio proteso di quasi 5 metri di massiccio marmo di Carrara  verso il cielo…

Ma questa sede appare angusta e inadatta per organizzarci un evento per i risparmiatori come la fiera Tol organizzata da Borsa Italiana, altrimenti gli organizzatori fanno la figura della quattordicenne che al suo compleanno ha invitato nell’appartamento dei suoi genitori qualche milione di persone.

Tornando al Tol Expo una menzione positiva meritano comunque il livello medio degli eventi formativi organizzati, decisamente buono in un alto numero percentuale di incontri.
Più gadget per tutti. E la gonna delle hostess dice di stare corti…

Dai “cacciatori di gadget” (una popolazione di trader in costante crescita alle fiere del settore dove anche insospettabili professionisti si lasciano prendere da questa sindrome) menzione speciale allo stand di Eurizon/Intesa SanPaolo/Banca Imi dove si regalava di tutto: portachiavi, borse frigo da spiaggia, bibite al the verde, chupa chups, mouse pad… E non c’è forse quindi da stupirsi che ieri a… Piazza Affari il titolo Intesa San Paolo abbia registrato un rialzo di oltre il 10%. Forse più che l’effetto dell’accordo Merkel/Sarkozy l’euforia fra i partecipanti del Tol Expo che si è riversata sul titolo come effetto “simpatia” secondo alcuni studiosi di finanza comportamentale.

Fra i gadget più apprezzati, oltre alle solite palline anti-stress di tutte le fogge (e si comprende bene perché banche e gestori considerino un must irrinunciabile distribuire ai loro adepti questo tipo di gadget visto l’andamento poi delle quotazioni...), da menzionare le torce ricaricabili offerte da Unicredit, la t-shirt offerta da Banca Sella (e poi dicono che i biellesi sono tirchi…) o le chiavette Usb offerte gentilmente da Mediobanca per la serie la classe non è acqua.

E da evidenziare in quest’edizione le minigonne delle hostess presenti ai vari stand che hanno raggiunto un nuovo punto di minimo da cui a questo punto, nella prossima edizione, sarà difficile attendersi un ulteriore riduzione se non una sorta di rimbalzo tecnico. Soprattutto fra gli espositori legati al Forex e al trading valutario questa tendenza allo “scosciato” sembra raggiungere l’apice. Secondo alcuni analisti “tecnici” ma anche “fondamentali”  sembra essere in atto una guerra particolarmente selvaggia (sicuramente superiore a quella valutaria) fra le varie piattaforme offerte ai trader italiani in questo singolare gara. E nell’arruolare fra le hostess arruolate nei propri stand quelle misure più extra-ridotte delle minigonne e lunghezza extra-lunghe delle gambe.

Si conquistano così forse le nuove generazioni di trader sull’euro/dollaro, sul franco svizzero e sullo yen? Stare corti… (in tutti i sensi) è forse la nuova parola d’ordine e il messaggio subliminale inviato.

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Autore dell'articolo: Anna Iko

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