nov 122010
 
“Investite sulla terra, non ne stanno producendo più da tempo” diceva Mark Twain, umorista e grande scrittore. E questa frase è tornata d’attualità negli ultimi tempi vedendo il balzo fatto non tanto dai terreni ma da quanto si estrae o viene prodotto da Madre Natura.

Dall’oro all’argento, dalla soia al cotone. Nel report precedente (clicca qui per leggerlo) abbiamo cercato di spiegare il fenomeno del boom delle commodity dove si incrociano al momento trend demografici con speculazione pura, ascesa di nuove potenze economiche e declino delle vecchie, mutamenti nell’asset allocation da parte di un numero crescente di investitori e fenomeni metereologici e stagionali.

Facendo diventare alcune commodity una sorta di bene rifugio per proteggersi dalla finanziarizzazione eccessiva. “Beni tangibili, please” domanda il mercato quando il valore delle obbligazioni, delle azioni e delle valute viene messo in discussione. E la paura di un risveglio improvviso dell’inflazione è vista alle porte. Soprattutto quando i governi centrali stampano soldi a go-go per cercare di rilanciare l’economia, non temendo le possibili conseguenze pericolose di tutta questa carta.

E pazienza se l’attuale boom delle materie prime è sostenuta anche dalla stessa finanza di “carta” che consente a milioni di investitori di tutto il mondo di speculare su tutto grazie a strumenti finanziari sempre più sofisticati: future, Etf, certificati, warrant, spread trading. Le quantità di commodity realmente e fisicamente scambiate sono stimate in qualche punto percentuale: oltre il 95% degli scambi è basato sulla scommessa da parte di investitori, imprese e speculatori sull’andamento dei futuri prezzi.

Ma il fascino delle materie prime r…esta elevato anche perchè negli ultimi decenni i movimenti di questo mercato hanno dimostrato di essere più interessanti in termini di ritorno sia dell’azionario che dell’obbligazionario pur non essendo certo immuni completamente dalle fasi di forte discesa. Una ragione per cui da qualche tempo (vedi qui per saperne di più nell’articolo OPERARE SUL MERCATO DELLE COMMODITY CON ETC E FONDI)  abbiamo accettato di lanciare dei portafogli legati agli Etc e ai fondi specializzati in commodity come richiestoci da un numero crescente di abbonati.

Può essere perciò interessante discutere dell’attuale fase con qualcuno che del trading in commodity ne ha fatto un’attività a tempo pieno .E non è una cosa facile poiché le statistiche dicono che solo l’11% di coloro che speculano sulle materie ha potuto lasciare il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla professione del trader. Una professione che racconta Larry Williams, uno dei più grandi trader di tutti i tempi, è l’arte della speculazione unita alla capacità di osservazione e un forte spirito di conservazione.

Lui si chiama Giancarlo Dall’Aglio e dal 2002 ha deciso di occuparsi come trader e advisor proprio del mercato delle materie prime, diventando uno dei più conosciuti esperti del settore. Collabora da anni con il Lombardreport.com (dove tiene una rubrica dedicata proprio alle materie prime) e fa parte di quella fucina di talentuosi trader scoperta dal solito pigmalione che è Emilio Tomasini col campionato Top Trader di Borsa con Denaro Reale. Lo abbiamo intervistato a tutto campo per parlare del mercato delle commodity. Ecco il resoconto di questa lunga ma crediamo interessante conversazione dove parliamo di Natural Gas e metalli preziosi, trappole e opportunità.

I prezzi di molte materie prime sono saliti notevolmente negli ultimi mesi. Ragioni fondamentali serie, scarsità effettiva o la solita speculazione che già nell’antica Atene veniva considerata colpevole dell’aumento dei prezzi?

Non generalizzerei. Per alcune commodities i rialzi sono supportati da motivi fondamentali, basti pensare al rialzo del granoturco (corn) , innescato da un rapporto scorte/ utilizzo tra i più bassi degli ultimi trent’anni, oppure quello estivo del Wheat , partito in seguito ai roghi di Agosto in Russia con il conseguente blocco dell’export da parte del primo produttore mondiale di Grano. Naturalmente poi, anche la speculazione fa la sua parte, come al solito, come nel caso del Cotton, il cui prezzo è abbondantemente  sopra il massimo storico, ed che mi aspetto  rientri presto entro quota 100″.

Se si confrontano i prezzi di molti future sulle commodity con gli Etc si assiste in diversi casi a un andamento se non proprio divergente certo difforme. Certo c’è l’effetto valuta e anche il rollover fra una scadenza e l’altra può incidere ma molti risparmiatori si domandano se è una “cosa seria” o se questi strumenti teoricamente destinati ad allargare al pubblico “retail” la possibilità di investire sulle materie prime in realtà possono essere una “trappola”. Come li valuti gli Etc? Ce ne sono da evitare?

“Come per tutti i prodotti, sintetici, è opportuno valutare con attenzione quale scegliere. I prodotti alternativi a futures e opzioni sono sicuramente un fatto positivo per il pubblico retail, che ha l’opportunità di investire gradualmente e con una leva decisamente inferiore rispetto a chi utilizza il sottostante. Io consiglio sempre di fare una semplice operazione e cioè sovrapporre il grafico dell’Etc a quello del sottostante e controllare che l’andamento non presenti particolari disallineamenti. Per quanto riguarda fattori quali il cambio o i rollover mensili è bene essere informati in modo da tenere tutto sotto controllo. Basti pensare che la quotazione dell’Oro in euro è più o meno quella di Agosto, mentre l’Oro in dollari è salito di circa 200 punti in tre mesi”.

In strumenti come certificati o Etc lo spread è accettabile o nei momenti di forte volatilità è meglio non ritrovarsi a piazzare ordini dalla parte sbagliata e l’unico che alla fine ci guadagna …come dicono in molti sui forum è l’emittente?

“In mercati particolarmente volatili e nervosi come quelli attuali  è evidente che gli emittenti tentino di guadagnare di più e in molti casi ci riescono. Io dico che non bisogna avere fretta quando si decide di entrare in posizione, soprattutto in questa fase di mercato”.

Molti risparmiatori sono rimasti “impantanati” in questi mesi sull’Etc sul Natural Gas. Puoi spiegare perchè si sono trovati in questa situazione e cosa fare per evitare di cadere in simili trappole?

“Il Natural Gas è di gran lunga lo strumento su cui ricevo il maggior numero di richieste di aiuto di vario genere alla mia casella di posta elettronica ultimamente, da parte di tantissimi risparmiatori che si trovano nella situazione da te descritta.  Personalmente,  dall’inizio del 2010,  ho pubblicato  svariati report  in cui ho sempre sconsigliato vivamente di mettersi al rialzo sul Natural Gas. I fondamentali parlavano chiaro, le scorte sono rimaste per tutto l’anno ben superiori alle medie storiche per svariati motivi tra cui il fatto che l’economia Usa e ben lontana dall’essere fuori dalla crisi. Per evitare situazioni simili è necessario pianificare qualsiasi trade stabilendo a priori anche un livello di uscita nel caso che le cose non vadano come auspicato, oppure affidarsi ad un professionista serio che applichi una corretta gestione del rischio. Il mio portafoglio e quelli dei miei clienti ad esempio hanno visto la presenza quasi costante di vendita di opzioni “Call out of the money” sul Natural Gas quest’anno, che hanno portato ritorni regolari e a basso rischio”.

Quali sono in generali gli Etc più infidi?
“Bisognerebbe analizzarli uno per uno, confrontando come ho detto il grafico spot con quello dell’Etc. In linea generale i più “pericolosi” sono quelli in cui il sottostante ha un forte “contango” o forte “backwardation”. Ricordiamo che il termine “backwardation” una situazione dove il prezzo cash è superiore ai prezzi futuri impliciti nei corrispondenti contratti futures. Si parla in questo caso di “Inverted Market”, dato che generalmente avviene il contrario (Contango). Sostanzialmente, questo significa che la richiesta di quella materia prima è così forte che gli acquirenti sono disponibili a pagare di più per averla subito, e quindi è tipicamente correlata a problemi sul lato dell’offerta (possibile difficoltà del mercato nel soddisfare la domanda).
In questi casi i market maker possono fare più “giochetti” nei roll over. Esempio, sul Gold esiste l’ETC del fisico e qui non si corrono rischi, almeno in teoria e comunque sui metalli,  anche quelli che seguono i futures, non dovrebbero esserci  problemi particolari perchè c’e’ poco “contango”. Altro discorso invece se vai sul Natural Gas che ha un “contango” di 1 dollaro circa a un anno; in pratica se il “natural gas” resta in laterale per un anno, il “contango” ti mangia il corrispondente di 1 dollaro in quel lasso di tempo sull ETC”.

E investire negli indici delle materie prime ti sembra un primo approccio corretto?

“Beh, quest’anno chi lo ha fatto ha avuto ritorni a doppia cifra e quindi la risposta non può che essere sì, però non dimentichiamoci che i mercati cambiano continuamente e siamo noi a doverci adattare velocemente al focus del periodo”.

Fondi d’investimento legati alle materie prime ancora ce ne sono relativamente pochi: come ti spieghi questa anomalia in un mercato dove si contano solo in Europa  oltre 10.000 fondi?

“In Europa e in Italia in particolare c’è ancora poca cultura delle commodities che è visto ancora un settore di investimento di nicchia. Ne so qualcosa io che spesso sono visto come una specie di marziano quando alle conferenze a cui sono invitato, parlo di fondamentali delle materie prime. In Usa e anche nei paesi emergenti intanto, gli istituzionali stanno aumentando esponenzialmente l’esposizione verso questi settori e prima o poi ci si allineerà anche dalle nostre parti”.

Da qualche anno alcuni gestori e money manager con a capo Jim Rogers consigliano di considerare le commodity come un asset allocation a cui destinare una piccola parte del proprio patrimonio. Per un investitore normale come è possibile realizzare questo obiettivo?

“Decisamente si, conosco svariati investitori retail attenti ai cambiamenti dei mercati, che lo stanno già facendo e con successo”.

Nel tuo approccio sei più un fondamentalista o  un graficista? Cosa guardi quando acquisti una commodity: più i fondamentali o il momentum?

“Il mio approccio è decisamente basato sull’analisi dei fondamentali , al cui studio riservo alcune ore tutti i giorni e su cui baso le mie scelte, soprattutto per i portafogli in opzioni, con trades che hanno un orizzonte temporale 3/5 mesi. L’ultima scelta, per il timing di ingresso, invece, la effettuo attraverso l’analisi tecnica”.

Una parte del recente rialzo delle materie prime per un investitore europeo è stato “frenato” se non completamente annullato dalla debolezza dell’euro. Come ti difendi dal cambio e quali interrelazioni storiche ci sono fra dollaro e materie prime? E con i tassi d’interesse?

“Le correlazioni sono tante e forti ed è fondamentale avere una visione d’insieme dei mercati. Nella mia sala operativa ho sempre sottomano i  grafici real time dell’S&P500, del cambio Euro dollaro, e del Gold; per me il cambio incide relativamente, visto che i future e le opzioni sono quotate in dollari, che è la valuta di riferimento di questi strumenti, ma è importante  capire che un dollaro debole e tassi d’interesse schiacciati a zero, sono un mix fortemente rialzista per i mercati delle commodities e i fatti lo testimoniano”.

Spesso nel caso delle materie prime si è assistito a un ritorno del prezzo a quello di produzione marginale dopo un forte ciclo al rialzo. Attualmente quali ti sembrano le materie prime più slegate  dai valori fondamentali? E come ti comporti in questi casi: cavalchi comunque il momento pronto a uscirne ai primi segni di debolezza o consigli di starne alla larga?

“In questi casi, come già accennato prima, il mio consiglio è quello di star fuori. Su molte commodities attualmente sono in essere posizioni record rialziste degli speculatori. Personalmente a mio parere vedo sopravvalutati il cotone, il rame e il caffè. E anche sui metalli preziosi come Oro e argento mi aspetto un forte ritracciamento (tipo 150 dollari dell’oro) magari in una settimana di tempo. Nel momento in cui il primo istituzionale deciderà di prendere profitto, il ribasso sarà violentissimo e non sarebbe una bella sensazione essere dentro al rialzo, con prezzo di carico in prossimità dei massimi. Il trading è anche pazienza, cogliere i momenti giusti, a volte non operare è molto più proficuo, si risparmiano energie per il movimento successivo del mercato”.

Quali sono i  temi che ritieni attualmente più interessanti sul mercato e le prospettive di questo mercato?
“A breve mi aspetto un imminente rally del dollaro contro tutti e una presa di profitto generalizzata sulle commodities. Se ciò avviene, si potrebbero creare buone occasioni per cogliere il prossimo rialzo, ad esempio su Corn per i grani e Palladio e Platino tra i metalli”.

I LIBRI CONSIGLIATI
Per saperne di più sull’argomento:

Per approfondire l’argomento materie prime uno dei pochi libri e che tratta a 360° l’argomento è “TRADING IN COMMODITY” scritta da Katia Ferri (edito da TradingLibrary.it) Consigliato anche ai neofiti sull’argomento. Per chi conosce l’inglese da leggere assolutamente è “HOT COMMODITIES” di Jim Rogers. Datato oramai di qualche anno ma sempre attuale.

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Autore dell'articolo: Salvatore Gaziano

E’ l’amministratore e direttore investimenti di SoldiExpert SCF. Un network di siti specializzati, che si occupano di fornire consigli operativi e strategie su cosa comprare e vendere sul mercato azionario e obbligazionario tramite azioni, obbligazioni, fondi oppure Etf e anche futures. E’ stato il vicedirettore nonché fra i giornalisti fondatori del settimanale Borsa & Finanza, collaborando attivamente in questi anni a numerosi siti e riviste di economia e finanza (Capital, Millionaire, Milano Finanza, BluInvest.com) ed è anche il direttore editoriale del sito MoneyReport.it Come strategist di SOLDIEXPERT SCF si occupa di definire le strategie d’investimento migliori sui mercati, avendo unito negli anni a una forte conoscenza dell’analisi fondamentale un approccio di tipo globale (azioni internazionali, obbligazioni, ETF e fondi) mediante anche l’utilizzo di trading system e metodologie quantitative per la migliore definizione di portafogli dinamici in grado nel tempo di battere il mercato (e ridurre la volatilità) come dimostrano i risultati reali realizzati in questi anni. E’ autore di diverse pubblicazioni fra cui il libro “Bella la Borsa, peccato quando scende”, una guida controcorrente all’investimento azionario e dell’ebook “SuperMiliardari”.
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