mag 212010
 
Borse nella tormenta, titoli di stato europei in crisi d’identità , rendimenti ai minimi. Investire i propri piccoli o grandi risparmi è diventato un mestiere veramente difficile. Che fare?
Uno degli strumenti finanziari che negli ultimi anni ha riscosso un crescente successo sono i conti deposito e si rivolgono proprio a chi vuole investire la propria liquidità  senza troppi rischi. Consentono, infatti, di ottenere degli interessi maggiori rispetto a quelli offerti attualmente da impieghi a breve termine come i titoli di stato, i fondi monetari e le obbligazioni a breve termine.
Con i conti di deposito si può arrivare a guadagnare fino all’1,825% netto su base annua quando un Bot (un titolo emesso dalla Stato italiano con analoga scadenza) rende meno dell’1% (senza considerare eventuali ulteriori costi di tenuta del conto). Aprire un conto di deposito è molto semplice. E’ sufficiente compilare online il modulo di apertura, stamparlo, firmarlo e inviare per posta alla banca proponente una copia della propria carta d’identità  e del codice fiscale oltre a fare un bonifico anche di pochi euro dal proprio conto corrente per essere identificati. Una volta aperto il conto di deposito se si ha sul conto corrente della liquidità  che non serve si fa un bonifico sul conto di deposito. Se si ha bisogno di liquidità  la si trasferisce con un bonifico dal conto deposito al conto corrente e in due giorni è nuovamente disponibile per compiere pagamenti o effettuare investimenti.
In principio è stato il gruppo olandese Ing con il Conto Arancio (quello pubblicizzato con la Zucca) a reclamizzare massicciamente questa forma di impiego, vivacizzando il panorama italiano tutt’altro che competitivo, apprestandosi a lanciare a breve il conto corrente per tutti.. “La concorrenza può solo fare bene al settore – spiega Bernd Geilen, direttore generale di Ing Direct Italia – La penetrazione dell’internet banking è bassissima. L’Italia è al 24° posto fra i 27 paesi dell’Unione Europea. Eppure ci sono 400 miliardi di risparmi, 700 miliardi in titoli di Stato e circa 300 miliardi in fondi comuni d’investimento”. Oggi Ing Direct ha raccolto in Italia 1,2 milioni di clientela e 23 miliardi di attività .
Poi molte altre banche hanno seguito il filone e fra queste CheBanca! (gruppo Mediobanca) è quella che ha seguito con più decisione il modello  (310 mila clienti e 9,1 miliardi di raccolta) con sportelli e filiali innovativi, ma anche Internet e call-center. Oggi molte banche italiane offrono questi conti ad alto rendimento. Certo i tassi non sono più competitivi come quelli di un anno fa ma rispetto ad altri strumenti alternativi di impiego della liquidità  i conti di deposito offrono comunque rendimenti interessanti.

 

 

  A ciascuno il suo conto: fate il vostro gioco…
 I conti di deposito sono di due tipi: liberi e vincolati. I primi consentono di interrompere in qualsiasi momento l’investimento e senza subire penalizzazioni, ottenendo su qualsiasi periodo temporale una remunerazione positiva della liquidità . I conti di deposito vincolati costringono invece a  un minimo di pianificazione finanziaria perchè l’interruzione anticipata dell’investimento è impossibile o comunque penalizzante.
Su quali puntare? Se non si ha bisogno della liquidità  per almeno tre mesi si può aprire un conto di deposito vincolato. Se si rispetta il vincolo che si è scelto (mantenere la liquidità  sul conto deposito per almeno 3 6 o 12 mesi) si può sapere in anticipo quanto si guadagnerà nel periodo prescelto indipendentemente dalle modifiche ai tassi decise dalla BCE.
Tra i conti di deposito vincolati la banca che offre le migliori condizioni per remunerare la liquidità  è Banca Ifis con Rendimax (www.rendimax.it): sul vincolo a 12 mesi offre l’1,825% netto. Non è possibile interrompere il vincolo prima della scadenza ma è possibile attivare fino a 10 vincoli con scadenze diverse (anche solo un mese). Offerta analoga in termini di rendimenti quella di  Barclays che con Barclays Time Deposit (www.barclays.it) per depositi superiori a 50.000,00 euro offre sul vincolo a 12 mesi l’1,825%. E’ possibile investire meno di 50.000,00 euro e vincolare i soldi anche solo per 3,6,9 mesi ma i rendimenti sono più bassi. Per aprire il conto occorre rivolgersi alle filiali Barclays o alla rete di promotori finanziari. In caso di interruzione del vincolo prima della scadenza non verrà  riconosciuto alcun interesse.
Chi non vuole correre il rischio di avere bisogno del capitale prima della scadenza del vincolo senza poterlo prelevare e in caso di prelievo anticipato ottenere comunque un rendimento, può aprire un conto deposito con Che Banca (www.chebanca.it), la banca retail del gruppo Mediobanca. Fino al 30/06/2010, vincolando il capitale per un anno, si può guadagnare l’1,825% netto di interessi e in caso di interruzione anticipata del vincolo ottenere una remunerazione dello 0,73% netto. Oppure scegliere i pronti contro termine che offrono l’1,31% a due mesi, l’1,48% a quattro mesi e l’1,75% a 8 mesi e possono essere interrotti prima della scadenza.
Interessante anche l’offerta di Iwbank con Iwpower (www.iwpower.it) che consente di guadagnare l’1,50% netto sul vincolo a un anno. E’ possibile attivare vincoli per periodi inferiori: ottenendo l’1% netto per il vincolo a 3 mesi e l’1,25% per il vincolo a 6 mesi. In caso di  interruzione anticipata non si ha però diritto ad alcun rendimento ma alla mera restituzione del capitale investito.
Oltre alle banche tradizionali, diverse banche molto attive nel trading on line hanno deciso di offrire dei conti di deposito ai propri clienti. I clienti di Websella (Gruppo Banca Sella www.websella.it) ottengono sulle giacenze lo 0,37% netto e possono vincolare i propri soldi per brevi periodi a tassi concorrenziali scegliendo i depositi vincolati a tre, sei e dodici mesi. Guadagnando dall’1,095% netto all’1,825% netto e potendo smobilizzare l’investimento anche prima della scadenza accontentandosi di un tasso di interesse inferiore.
Sono però i clienti di Webank (Gruppo Bipiemme www.webank.it) quelli che vengono trattati meglio. Sulla liquidità  in giacenza ottengono fino alla fine del mese lo 0,80% e se decidono di vincolare i propri risparmi possono guadagnare l’1,24% netto sul vincolo a tre mesi, l’1,46% netto sul vincolo a sei mesi e l’1,825%% netto sul vincolo a 12 mesi. I soldi vincolati sono comunque sempre disponibili: in caso di interruzione del vincolo prima della scadenza verrà  riconosciuto il tasso base del deposito di risparmio, ovvero lo 0,80% netto.
Per chi vuole avere le mani sempre libere (e ritornare velocemente sui suoi passi)..

 

 

Chi non vuole impegnarsi a mantenere la liquidità  su un conto di deposito vincolato per un periodo predeterminato può optare per i conti di deposito liberi, in cui si può decidere lo smobilizzo in qualunque momento senza subire penalizzazioni in termini di rendimento offerto in caso di dismissione anticipata.
La miglior offerta in termini di puro rendimento e durata è quella di Conto Arancio (gruppo Ing www.contoarancio.it) Chi apre il conto entro il 30/06/2010 può contare su un rendimento  dell’1,825% garantito fino al 30/04/2011. Conto Santander della spagnola Banca Santander (www.bancasantander.it) offre l’1,825% netto. Sul fronte delle banche italiane, Contoconto di Banca Carige offre per i primi sei mesi e fino a 50.000 euro di capitale investito l’1,46 netto. Buona anche l’offerta di Rendimax di Banca Ifis (www.rendimax.it) : l’1,35% netto.
Ma quale conto deposito prediligere (guardando non solo al rendimento ma anche alla solvibilità )? Ecco di seguito la tabella completa (aggiornata al 19 maggio 2010) delle principali offerte sui conti deposito e il nostro giudizio con le migliori scelte consigliate.
LE NOSTRE MIGLIORI SCELTE (non guardando solo al rendimento… ma anche alla solidità  del proponente)
Valutando sia i rendimenti offerti sia la solidità  dell’istituto di credito i nostri conti di deposito preferiti sono: per chi deve investire fino a 50.000 euro per non più di 6 mesi la migliore proposta è Conto Conto di Banca Carige (1,46% netto su base annua). Chi deve investire più di 50.000 euro e per più di 6 mesi senza vincolarsi a scadenze predefinite può optare per Rendimax di Banca Ifis: il tasso offerto non è il più elevato del mercato (1,35%) ma la banca ha indici di solidità  finanziaria  buoni.
Per chi può lasciare parcheggiato il capitale per un anno le nostre preferenze vanno a Rendimax di Banca Ifis e soprattutto a Che Banca (1,825% netto), se si punta a un livello maggiore di solidità  dell’emittente. Chi ha un conto con Webank, Websella o Iwbank può trovare nei prodotti della casa delle valide alternative di investimento rispetto ad aprire appositamente un conto di deposito.

CONTI DI DEPOSITO LIBERI

Banca

Nome

Rend. Netto

(su base annua)

Giudizio

condizioni

Giudizio

Banca

Ifis

Rendimax

1,35%

Buono

Buono

Carige

Contoconto

(6 mesi)

1,46%

Buono

Molto Buono

CheBanca

CheInteressi Base

0,73%

Discreto

Ottimo

Ing Direct

Conto Arancio

(12 mesi)

1,825%

Molto Buono

Appena Sufficiente

Banca Santander

Conto Santander

1,825%

Molto Buono

Buono

Sparkasse

Conto Extra

(12 mesi)

1,46%

Buono

Appena Sufficiente

 

CONTI DI DEPOSITO VINCOLATI A 12 MESI

Banca

Nome Prodotto

Rend. Netto

(su base annua)

Giudizio

condizioni

Giudizio

banca

Ifis

Rendimax

1,825%

Molto Buono

Buono

Banca Santander

Time Deposit

1,825%

Molto Buono

Buono

CheBanca

CheInteressi

12 mesi

1,825%

Molto Buono

Ottimo

CheBanca

Pronti Termine

(8 mesi)

1,75%

Buono

Ottimo

 

CONTI  RISERVATI AI CORRENTISTI (12 mesi)

Banca

Nome Prodotto

Rend, Netto

(su base annua)

Giudizio

condizioni

Giudizio

Banca

Barclays

Barclays Time Deposit

1,825%

Molto Buono

Discreto

Fineco

Supersave

0,73%

Appena Sufficiente

Buono

Webank

Webank

1,825%

Molto Buono

Buono

Iwbank

Iw SuperPower

365 Turbo

1,50%

Buono

Buono

 

L’ALTERNATIVA “CLASSICA” FONDI MONETARI, IL VIRUS GRECO SI FA SENTIRE
La crisi di fiducia verso il debito di molti Stati sovrani ha messo in difficoltà  anche i fondi considerati più “sicuri”.
Dal punto di vista teorico dovrebbe essere una delle forme d’investimento più sicure e soggette al minor numero di scossoni. Ma i mercati finanziari di questi tempi sembrano voler smentire qualsiasi certezza e nelle ultime settimane i fondi monetari o di liquidità  hanno visto in molte casi le quotazioni scendere.
Un tipo di fondi che è fra i più presenti nei portafogli dei risparmiatori italiani (oltre 92 miliardi di euro è il patrimonio gestito) è che teoricamente dovrebbe essere utilizzato per parcheggiare il denaro per brevi periodi, giusto il tempo di passare da un investimento all’altro. Un po’ come mettere il denaro sotto il materasso: si guadagna poco, a volte niente, ma si sta al sicuro. In pratica i fondi liquidità  non sono però esenti da sorprese. Nell’ultimo mese molti di questi fondi hanno visto la quota scendere anche di oltre 2 punti percentuali (nell’ultimo mese in media i fondi monetari hanno perso lo 0,4%) poichè nel proprio patrimonio detenevano magari una quota corposa di obbligazioni greche ma anche spagnole o portoghesi.
I paesi che più sono stati colpiti dalle vendite e dalla sfiducia degli investitori. In realtà  anche nella crisi di qualche anno fa si era assistito a qualcosa di poco simpatico dato che alcuni prodotti della categoria erano zeppi di titoli strutturati (legati ai mutui subprime) che avevano dopato le perfomance finchè tutto andava bene, salvo poi rivelarsi un boomerang quando il mercato era diventato totalmente illiquido. La crisi del debito sovrano oggi sta facendo sentire quindi i suoi effetti, facendo calare le quotazioni dei titoli di Stato di tutti i paesi molto indebitati (compresa l’Italia e quindi titoli come Btp e Cct presenti massicciamente in questi fondi) che vengono percepiti dal mercati con i conti “meno in regola”. Il risultato? La curva lenta ma in salita costante dei fondi monetari impiegherà  probabilmente un po’ di tempo a riformarsi e i risparmiatori devono abituarsi a sopportare la volatilità  anche su questi strumenti. Salvo ripiegare sui conti deposito se proprio sono diventati allergici al su e giù dei listini.

 

Iscriviti al SoldiExpert Investor Club

Autore dell'articolo: Roberta Rossi Gaziano

Consulente finanziario indipendente e Responsabile della Consulenza Personalizzata di SoldiExpert SCF editore di MoneyReport. Per avere maggiori informazioni sul servizio di Consulenza Personalizzata e richiedere un check up gratuito dei tuoi attuali investimenti visita il sito www.moneyexpert.it. Roberta Rossi classe 1970, si è laureata alla Bocconi ed è stata, sul finire degli anni '90, la responsabile dei contenuti in tema di finanza personale del sito Soldionline.it, il primo e più importante sito finanziario italiano. Dopo l’esperienza come direttore operativo di BluInvest.com e poi di Borsa Expert.it, siti specializzati nella consulenza finanziaria a pagamento, dal 2004, in sintonia con l’introduzione della Mifid, segue e assiste la clientela privata (ma anche istituzionale) interessata alla consulenza su misura. Una clientela composta soprattutto da privati che richiede un approccio fortemente personalizzato e flessibile anche per esigenze di private banking, tutela e gestione attiva del patrimonio. E' anche advisor di sgr per alcune gestioni patrimoniali ed è un'attiva conferenziera sui temi della gestione del risparmio. E' chiamata spesso a intervenire come esperta in trasmissioni televisive, radiofoniche o sui giornali ed è fra le donne che in Italia ha maturato fra le più importanti esperienze nel campo della consulenza finanziaria indipendente. Collabora anche a Patrimoni, il mensile di finanza personale di Milano Finanza sui temi del risparmio gestito e della consulenza indipendente.